Data odierna 23-09-2018

IL 4 MARZO SI RINNOVA IL PARLAMENTO ITALIANO, È TEMPO DI BILANCI MAI UNA LEGISLATURA COSÌ PROLIFICA ! Con le ormai imminenti elezioni politiche del 4 marzo si rinnoverà il parlamento italiano. Prima...

Nardi – Il bilancio sulla legislatura che sta terminando

IL 4 MARZO SI RINNOVA IL PARLAMENTO ITALIANO, È TEMPO DI BILANCI MAI UNA LEGISLATURA COSÌ PROLIFICA !

Con le ormai imminenti elezioni politiche del 4 marzo si rinnoverà il parlamento italiano. Prima del voto è quindi opportuno cercare di fare un bilancio della legislatura che sta terminando anche per avere le idee più chiare nell’utilizzare il nostro voto che può essere determinante per stabilire a chi affidare il prossimo governo dell’Italia. Dunque in questi ultimi cinque anni si sono avuti in Italia tre governi di centrosinistra – sostenuti essenzialmente dal Partito Democratico – con tre Presidenti del Consiglio: Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni. Ebbene, se si vuole giudicare senza pregiudizi e con obiettività quello che è stato fatto in questi ultimi cinque anni, è utile ricordare, quantomeno, le norme che si sono approvate in questa legislatura in Italia. Leggi, molte delle quali si attendevano da anni, nei campi più disparati: in quello dei diritti civili, del lavoro, del sociale, della sicurezza e della legalità, della giustizia, dell’ambiente, della cultura, del fisco; nonché due importanti riforme come quella della scuola e della pubblica amministrazione. Ecco alcuni esempi: La legge sulle unioni civili; il divorzio breve; il processo civile telematico; la responsabilità civile dei magistrati; la legge sul reato di tortura; la legge anticorruzione e reintrodotta quella sul falso in bilancio, cancellata dal governo Berlusconi nel 2002; la legge sul caporalato; la legge sul reato di omicidio stradale; la legge contro le dimissioni firmate in bianco, a tutela delle donne; la legge sul biotestamento; la legge del fine vita; la legge di riforma delle Banche Popolari e di Credito Cooperativo; la legge sul dopo di noi; il reddito d’inclusione di contrasto alla povertà; il Jobsact che ha contribuito a ridurre la disoccupazione (anche quella giovanile!) ed aumentare i posti di lavoro (un milione in più); l’APE volontaria ovvero il pensionamento anticipato e l’APE sociale per lavoratori in difficoltà, della quale possono avvalersi pure gli “esodati” della legge Fornero; la riduzione dell’IRAP e dell’IRES, cioè di due imposte che hanno consentito alle imprese di diminuire il costo del lavoro; la legge per la stabilizzazione dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione, tra cui poco meno di 120.000 nella sola scuola ed assunzione di 52.000 nuovi insegnanti; il rinnovo di contratti nel pubblico impiego, fermi anche da oltre nove anni; leggi a sostegno della natalità; il bonus di 80 euro mensili per undici milioni di lavoratori ed alle forze dell’ordine; 500 euro all’anno ai docenti per l’aggiornamento professionale ed ai giovani che, compiono diciotto anni, da spendere in beni culturali; tolto le tasse sulla prima casa (anche per gli italiani all’estero iscritti all’AIRE, dimenticati dalla riforma Berlusconi del 2008, sia pure limitatamente ai titolari di una pensione locale); il canone TV inserito nella bolletta elettrica, con conseguente riduzione annua da 113 a 90 euro (a dimostrazione che se le tasse si pagano tutti, tutti si paga di meno) e tante altre leggi ancora. Si poteva fare di più? Probabilmente – non si è raggiunto, per esempio, l’obiettivo della riforma della Costituzione e della conseguente riforma elettorale – ma quanto è stato fatto non è certamente poco in un Paese, come l’Italia, ingessato da anni ed anni a causa di leggi d’altri tempi e da una incredibile burocrazia che rende tutto più difficile e complicato! Anche a riguardo degli italiani all’estero, in questa legislatura vi è stata indubbiamente una maggiore attenzione per le loro problematiche invertendo una tendenza, in atto da qualche anno, a lasciarli nel dimenticatoio. In concreto si sono approvate leggi che hanno reso più moderna ed all’altezza dei tempi l’Italia e, soprattutto, che hanno fatto ripartire l’economia del Paese, nonché consentito di recuperare una credibilità in campo internazionale. Pertanto, nel momento di decidere quale partito votare il prossimo 4 marzo (nella Circoscrizione Estero non appena arriveranno i plichi elettorali e comunque in modo che le schede votate rientrino negli Uffici consolari di riferimento entro le ore 16 del 1° marzo!), di fronte a questi risultati (non chiacchiere), ottenuti grazie agli ultimi governi di centrosinistra a conduzione PD, va riflettuto bene – ma molto bene – prima di farsi irretire dal canto delle sirene di quelli affetti dal “benaltrismo” che sanno solo criticare e promettere l’impossibile e, perfino, oltre l’impossibile! Dino Nardi, già membro Assemblea nazionale PD.

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