Data odierna 12-12-2017

“Sì proprio così, gli emigrati sono sempre più dimenticati dall’Italia. Un trend che viene da lontano ma che ha avuto una impennata con l’ultimo governo di centrodestra e che, oggi,...

Nardi: Emigrati sempre più dimenticati dall’Italia

“Sì proprio così, gli emigrati sono sempre più dimenticati dall’Italia. Un trend che viene da lontano ma che ha avuto una impennata con l’ultimo governo di centrodestra e che, oggi, continua, complice naturalmente anche l’attuale crisi economica dell’Italia che sembra non trovar fine”.

A scrivere è Dino Nardi, consigliere del Cgie e coordinatore europeo della Uim, che affida queste sue riflessioni a “L’eco”, giornale su cui tiene una rubrica di politica e informazioni sociali.

“Infatti – prosegue Nardi – non bastavano i tagli alla scuola italiana all’estero ed alla rete consolare che, per l’ennesima volta, penalizzeranno oltremodo la Svizzera con la chiusura delle agenzie consolari di Neuchàtel, Sion e Wettinqen e, più in generale, i tagli alle politiche rivolte agli italiani all’estero. no, non non bastavano e quindi, anche con il recente decreto che ha tolto l’Imu sulle prime case, ci si è dimenticati nuovamente di ritenere tali pure le abitazioni in Italia degli iscritti all’Aire che, con l’Ici e cioè finché governava Prodi (centrosinistra), erano invece ritenute anch’esse abitazioni principali. Cosicché, dopo aver già versata la prima rata come seconda casa, gli emigrati dovranno pagare a dicembre il saldo dell’Imu”.

“Un saldo – continua Nardi – che sarà una vera e propria legnata per i residenti all’estero tenendo conto che i comuni, privi di risorse finanziarie, come mai accaduto in passato, sulle seconde case hanno quasi tutti applicato l’aliquota massima del 10,6 per mille”.

“Unico lumicino di speranza che resta agli emigrati – annota Nardi – è che i diciotto parlamentari eletti all’estero riescano finalmente ad avere quella voce in capitolo che finora purtroppo non hanno avuto. Prima, nei loro stessi Gruppi parlamentari e poi nei rispettivi rami del Parlamento, tanto da convincere gli uni e gli altri a sostenere con forza e riconoscere con una legge il principio che pure l’abitazione posseduta, e tenuta a propria disposizione, in Italia dagli iscritti all’AIRE sia da ritenersi prima casa ai fini dell’Imu.

D’altra parte giacciono in Parlamento diversi interventi di alcuni degli eletti all’estero con i quali si è già (finora inutilmente) richiesto tale riconoscimento e, addirittura, è depositato anche un disegno di legge dell’on. Laura Garavini del PD. Questo lumicino di speranza potrà ravvivarsi o morire con l’ormai imminente Legge di Stabilità (la vecchia legge finanziaria) che verrà definita a metà ottobre, sempre che…questo governo sopravviva alle intemperie berlusconiane”.

“Perché – spiega Nardi – se dovesse cadere questo governo delle cosiddette “larghe intese”, come ha ricordato lo stesso capo del Governo Enrico Letta, cadrebbe evidentemente pure il decreto sull’Imu di fine agosto che, tra molte polemiche, l’ha tolta alle prime case (non di lusso) ed a quel punto l’imposta anche sulla prima casa per il 2013 dovranno pagarla tutti, prima rata compresa. Che dire, poi, di quanto accadrà nel 2014 con la cosiddetta tassa sui servizi comunali, ovvero la Taser (in sostituzione dell’attuale Tares) che, riscossa dai comuni, dovrebbe comprendere la raccolta dei rifiuti e i servizi indivisibili (illuminazione pubblica, strade, fognature, ecc). una tassa il cui ammontare, si teme, sarà un’altra legnata e non solo per i proprietari degli immobili (quindi pure per gli emigrati con una abitazione in Italia) bensì anche per gli inquilini. Ma su questo argomento ci torneremo a tempo debito, non appena sarà emanata dal governo la relativa norma. Nel frattempo – conclude – è bene incrociare le dita!”. (aise)

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