Data odierna 23-06-2018

Durante la giornata celebrativa per la Festa della Repubblica a Montevideo il presidente del Comites Melloni ha sorpreso tutti annunciando le sue dimissioni. ****************************************************************** La festa...

Montevideo: il presidente del Comites si dimette

Durante la giornata celebrativa per la Festa della Repubblica a Montevideo il presidente del Comites Melloni ha sorpreso tutti annunciando le sue dimissioni.

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La festa della Repubblica porta una notizia clamorosa a Montevideo: il presidente del Comites (Comitato degli Italiani all’Estero) Claudio Melloni annuncia le sue dimissioni.
L’annuncio, che ha colto tutti di sorpresa, è stato dato sabato pomeriggio durante la celebrazione della festa alla Casa degli Italiani.
Le dimissioni di Melloni saranno annunciate formalmente a breve e arrivano dopo le aspre polemiche deigiorni scorsi che hanno riguardato proprio l’organizzazione della stessa festa, solo l’ultima di una serie di divisioni all’interno del Comites.
La partecipazione del pubblico alla festa è stata un po’ inferiore alle aspettative (gli ultimi anni la sala era piena…) con diverse sedie vuote e poca gente in piedi: in controtendenza, ripeto, rispetto al pienone degli scorsi anni nelle domeniche pomeriggio.
Da segnalare, inoltre, l’assenza di molti consiglieri del Comites, meno della metà.
L’evento è iniziato con l’esecuzione degli inni nazionali da parte di diversi cori: gli alunni della Scuola Italiana di Montevideo e quelli della scuola 52 “Paraguay”, insieme ai cori Gioia e Voci e Pensieri. Con l’ambasciatore, il capo dei servizi consolari Antonella Maria Vallati.
Renato Palermo, rappresentante del Cgie (Consiglio degli Italiani all’Estero), ha inviato un messaggio di saluto scusandosi per l’assenza dovuta a “improrogabili ragioni di lavoro”.
Equamente diviso tra italiano e spagnolo, il discorso di Claudio Melloni ha toccato diversi punti a cominciare dalla recente visita del presidente Mattarella. “Oggi celebriamo i nostri valori democratici e repubblicani ma questa data assume anche un significato molto particolare per gli italiani all’estero”, ha affermato usando più volte la parola “responsabilità” nelle sfide che “ci attendono per il futuro”.
Dopo aver fatto un bilancio sul lavoro di questo Comites nei suoi due anni di attività, l’architetto ha lanciato un appello a tutti i consiglieri affinché “possa essere realizzata nel 2018 la Giornata degli Italiani”. Una dichiarazione molto attesa che, di fatto, peró, sembra escludere la possibilità di realizzare la Giornata in questo 2017 nonostante il grande successo ottenuto al Latu lo scorso 23 ottobre che raccolse oltre 6mila partecipanti.
In seguito la parte più dura del discorso sulle vicissitudini che sta attraversando il Comites: “Dico con grande dispiacere che ci sono diverse proposte ancora in fase di preparazione. Non abbiamo potuto continuare a lavorare a causa della mancanza del quorum nelle ultime sessioni. È necessaria una profonda riflessione”.
Un’accusa, questa, rivolta a tutta l’opposizione e in modo più diretto ai consiglieri della lista Unitalia guidata da Filomena Narducci, prevalentemente assenti – ha detto – alla Casa degli Italiani a eccezione di José Mendez.
Per il presidente “assistere alle riunioni e lavorare” è l’unica strategia possibile per “rimboccarsi le maniche e affrontare in armonia queste sfide. Non vogliamo lotte personali”, ha concluso prima del suo clamoroso annuncio. “Questo è il mio ultimo due giugno come presidente del Comites”. Visibilmente commosso, Melloni ha voluto ringraziare tutti motivando la scelta per “ragioni personali dovute a un incarico diplomatico (non per l’Italia) atteso da tanti anni”.
Non ha aggiunto ulteriori dettagli e ha promesso che rassegnerà a breve le dimissioni con il desiderio, però, di risolvere prima “le principali questioni legate al Comites e alle associazioni”.
La risposta del pubblico è stata calorosa. Tutti si sono alzati in piedi applaudendo e testimoniando il loro riconoscimento al presidente dimissionario.
In seguito ha preso la parola l’ambasciatore Piccato che ha voluto approfittare dell’anniversario della Repubblica per fare un’analisi sul futuro dell’italianità in Uruguay.
Per l’ambasciatore la sfida principale è quella di “sapersi aggiornare nel vivere un’italianità adatta ai tempi attuali, in un’Italia che è parte integrante dell’Unione Europea”. Un monito, questo, che “deve valere per tutti”, tanto per le istituzioni come per le associazioni e le singole famiglie.
Piccato ha poi affrontato i due temi attualmente più importanti che riguardano i servizi consolari e il futuro del Comites. Sul primo punto ha espresso soddisfazione per l’incontro avvenuto tra i rappresentanti della collettività e il ministro degli Esteri Alfano: “C’è bisogno di un servizio degno di questa comunità. Siamo coscienti dei problemi e lavoriamo dando il massimo per quelle che sono le risorse. Speriamo che dopo questo incontro ci possa essere un maggiore sostegno da parte del Ministero”.
Sul Comites, invece, ha mostrato forte preoccupazione chiamando tutti alla responsabilità. Ha voluto innanzitutto ricordare il “ruolo importante che ha questo organismo nel dialogo con le istituzioni come la stessa legge gli attribuisce”. L’augurio, per tutti i consiglieri, è che “si possa esercitare al meglio il proprio ruolo anche all’interno di un’accesa dialettica che è l’essenza del dibattito democratico. Gli scontri”, ha proseguito, “sono utili solo se vengono risolti positivamente”.
Un esempio di tutto ciò è stata la Giornata degli Italiani definita un “momento magico” dove le “diverse componenti della collettività” hanno lavorato tutte insieme per “un’obiettivo comune”.
Infine l’ambasciatore ha ringraziato Claudio Melloni per lo “straordinario impegno personale” a cui è seguito un richiamo forte a tutto il Comites affinché “si definisca insieme un modus operandi per rendere operativo questo organismo”.
La Festa della Repubblica si è conclusa con l’esibizione del corpo di ballo della Collettività Satrianese e l’intervento dei rappresentanti del Circolo Garibaldino che hanno ricordato la “simbolica coincidenza” tra il 71esimo anniversario della Repubblica e i 135 anni della morte dell’eroe dei due mondi avvenuta a Caprera, e la consegna di una medaglia.

 

Di Matteo Forciniti per “Gente d’Italia

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