Data odierna 16-10-2018

È stato approvato un emendamento al Decreto Fiscale riguardante la Voluntary Disclosure, con importanti novità per i cittadini italiani ex AIRE oggi residenti in Italia e i lavoratori trans-frontalieri....

Micheloni-Giacobbe- Turano (Pd) – Voluntary Disclosure – Né sanatoria, né condono per i cittadini italiani ex AIRE

È stato approvato un emendamento al Decreto Fiscale riguardante la Voluntary Disclosure, con importanti novità per i cittadini italiani ex AIRE oggi residenti in Italia e i lavoratori trans-frontalieri. Come è noto, fino ad oggi i cittadini afferenti alle categorie sopra citate avrebbero dovuto denunciare i loro depositi bancari, così come i redditi derivanti dai beni immobili, maturati durante il periodo di residenza all’estero, rientrando nella disciplina prevista dalla Voluntary Disclosure, dunque con una tassazione molto elevata (dal 15% al 35%), su redditi già tassati. Fin dall’approvazione della suddetta disciplina, come senatori eletti nella circoscrizione Estero avevamo costantemente sollecitato il Governo a porre rimedio a un “effetto collaterale” particolarmente ingiusto, per cui tali cittadini si trovavano ad essere trattati come evasori fiscali sul prodotto del loro regolare lavoro all’estero, già tassato nei paesi di immigrazione. Il Governo, pur riconoscendo tale incongruenza, non era intervenuto sulla materia. Oggi, finalmente, l’emendamento approvato in data 14.11.2017 in commissione Bilancio costituisce un primo passo decisivo per la soluzione del problema. Come recita il primo comma, “Le attività depositate e le somme detenute su conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero alla data di entrata in vigore della presente disposizione, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, da soggetti fiscalmente residenti in Italia ovvero dai loro eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’AIRE o che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera e in Paesi limitrofi, derivanti da redditi prodotti all’estero (…) possono essere regolarizzate, anche ai fini delle imposte sui redditi prodotti dalle stesse, con il versamento del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi.” L’istanza di regolarizzazione dovrà essere trasmessa entro il 31 luglio 2018, e il versamento delle somme dovute dovrà avvenire entro il 30 settembre 2018 (prima rata o soluzione unica). I cittadini afferenti alle medesime categorie che dovessero rientrare in Italia dopo il 31 luglio 2018 non saranno coperti da questo intervento: per questo motivo occorre continuare il lavoro fino al termine di questa legislatura e nella prossima, per individuare una soluzione normativa strutturale, che salvaguardi tali cittadini e comprenda anche i dipendenti statali in servizio all’estero. Invitiamo le associazioni, i patronati e gli organi di informazione a diffondere il più possibile la notizia in maniera tale da agevolare i cittadini direttamente interessati, e da informare correttamente l’opinione pubblica: l’emendamento in questione interviene a sanare, purtroppo ancora solo parzialmente, casi lampanti di doppia imposizione, non certo di evasione o elusione fiscale.

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