Data odierna 21-08-2017

La Corte suprema indiana esaminerà domani una richiesta per permettere ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone di rientrare in Italia per poter esercitare il diritto di voto alle prossime elezioni....

Marò, chiesta a Corte suprema  4 settimane di licenza per il voto

La Corte suprema indiana esaminerà domani una richiesta per permettere ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone di rientrare in Italia per poter esercitare il diritto di voto alle prossime elezioni. “Hanno chiesto alla corte suprema di Nuova Delhi un permesso di 4 settimane per tornare in Italia per votare e per salutare le proprie famiglie”, spiega Diljeet Titus, l’avvocato che coordina la squadra di legali che difendono i due fucilieri italiani in India. “Domani alle due locali ci sarà una prima udienza”, durante la quale già “si potrebbe sapere se gli verrà concesso il permesso oppure no”, altrimenti si saprà “tra un paio di giorni”. “non vedo perchè non gli debba essere concesso”, ha concluso il legale.

I due militari si trovano da oltre un anno in Kerala per l’incidente in mare in cui morirono due pescatori indiani. La Special Leave Petition (C) sarà discussa alle 14 locali di domani nel tribunale n.1 della Corte da cui dipendono direttamente i marò dopo il trasferimento a New Delhi.

A Natale i due militari avevano avuto un permesso per venire in Italia e passare così le feste con i propri familiari. L’Alta Corte del Kerala ha concesso loto una licenza di due settimane, che è stata rigorosamente rispettata con il loro ritorno a Kichi il 4 gennaio. Il 18 gennaio scorso la Corte Suprema ha chiesto al governo indiano di costituire un tribunale speciale che riveda la questione della giurisdizione e, se del caso, successivamente processi Latorre e Girone. Si tratta di una iniziativa inedita in India che comporta che il ministero degli Esteri chieda a quello della Giustizia di designare i giudici per questo tribunale, e rimetta quindi il dossier al massimo tribunale indiano per una definitiva approvazione.

Comunque, dopo la sentenza di gennaio i due militari italiani hanno lasciato Fort Kochi in Kerala, dove erano in libertà dietro cauzione, e si sono trasferiti nella capitale indiana, sotto tutela dell’ambasciata d’Italia e la supervisione della Corte Suprema. Ospitati in un piccolo edificio della rappresentanza diplomatica italiana, i due militari svolgono da un mese una attività lavorativa, sono liberi di muoversi in città, con l’unica condizione che una volta alla settimana debbono firmare un registro nel commissariato del quartiere diplomatico di Chanakyapuri.

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