Data odierna 24-06-2017

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, António Guterres, ha ricordato oggi il 60° anniversario dell’agenzia di cui è a capo chiedendo uno sforzo maggiore a livello globale per...

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, António Guterres, ha ricordato oggi il 60° anniversario dell’agenzia di cui è a capo chiedendo uno sforzo maggiore a livello globale per i problemi riguardanti i movimenti forzati di popolazione e l’apolidia, che presentano aspetti nuovi ed in rapida evoluzione in tutto il mondo. Parlando a Ginevra, Guterres ha segnalato molteplici nuovi fattori che costringono le persone alla fuga. Molti di questi non esistevano quando l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è stato fondato o comunque quando sono nate le più importanti convenzioni internazionali sui rifugiati e gli apolidi.
“Per tradizione l’UNHCR si è sempre occupato di rifugiati, persone che attraversano un confine a causa di un conflitto o di persecuzioni”, ha affermato. “Ma oggi un numero sempre maggiore di persone attraversa i confini a causa della povertà estrema, dell’impatto dei cambiamenti climatici e della loro correlazione con i conflitti. Si sono formati pertanto nuovi schemi di movimento forzato delle popolazioni i quali pongono nuove sfide che la comunità internazionale deve imparare ad affrontare”.
L’UNHCR fu fondato il 14 dicembre del 1950 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il suo compito originario era quello di gestire la situazione dei rifugiati nell’Europa del secondo dopoguerra, ma le sue competenze si ampliarono rapidamente. Nel 1956 si trovò ad affrontare la sua prima grande emergenza internazionale con l’ondata di rifugiati provocata dalle forze sovietiche che soffocarono la Rivoluzione Ungherese.
Negli anni sessanta la decolonizzazione dell’Africa provocò la prima delle numerose emergenze del continente per la quale fu necessario l’intervento dell’UNHCR. Nei due decenni successivi, l’UNHCR operò nelle crisi in Asia e America Latina. Oggi l’agenzia si occupa di gravi situazioni di fuga in tutto il mondo. La popolazione totale di rifugiati, sfollati e richiedenti asilo ammonta a 43 milioni di persone – molte delle quali fanno parte dei gruppi nei confronti dei quali l’UNHCR ha dovere di assistenza.
Guterres ha indicato la Somalia e l’Afghanistan come esempio di crisi dei rifugiati del XXI secolo che si estendono oltre più confini e richiedono nuovi approcci globalizzati per la ricerca di soluzioni. Inoltre l’Alto Commissario ha messo in evidenza come il fenomeno dell’apolidia richieda una particolare attenzione.
In occasione del 60° anniversario dell’UNHCR, Guterres ha ricordato che l’attenzione più che sui traguardi raggiunti nel corso dei 60 anni di operato – che includono due premi Nobel per la Pace – deve essere focalizzata sulle sfide future, di diversa portata rispetto a quelle affrontate dall’agenzia nel passato.
“Ritengo sia estremamente importante riconoscere che l’attività dell’UNHCR per molte persone ha rappresentato la vita invece della morte, una casa invece della totale miseria, la salute invece della malattia che può anche rappresentare un rischio per la vita stessa, la protezione invece della drammatica violazione dei diritti umani”, ha affermato Guterres. “Noi abbiamo molte ragioni per sentirci orgogliosi del nostro operato, ma ne abbiamo altrettante per essere preoccupati per le sfide che attualmente ci troviamo ad affrontare, soprattutto perché siamo consapevoli del fatto che purtroppo le cause all’origine dei conflitti e dei movimenti forzati di popolazione non sono in via di eliminazione e quindi i prossimi anni saranno impegnativi quanto quelli appena trascorsi”.
L’anno di celebrazioni per il 60° anniversario dell’UNHCR, che comincia questa settimana, combacia con molti altri anniversari correlati, tra cui il 60° anniversario della Convenzione relativa allo Status dei Rifugiati (28 luglio 2011), il 50° anniversario della Convenzione del 1961 sulla Riduzione dell’Apolidia (30 agosto 2011) e il 150° anniversario della nascita di Fridtjof Nansen, primo Alto Commissario per i Rifugiati della Società delle Nazioni (10 ottobre 2011).
Nei mesi a venire l’UNHCR sfrutterà queste ricorrenze per spronare al consolidamento del quadro legale internazionale riguardante gli apolidi e gli sfollati di tutto il mondo, anche attraverso la promozione dell’adesione degli Stati alle principali convenzioni su rifugiati e apolidi.
L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati fu istituito il 14 dicembre 1950 e divenne operativo il 1° gennaio 1951. L’UNHCR provvede alla protezione di rifugiati e altri gruppi di persone in fuga su base non politica e umanitaria. Per tali persone si occupa inoltre della ricerca di soluzioni permanenti. Globalmente sono 43 milioni le persone costrette a movimenti forzati e per la maggior parte di esse l’UNHCR ha dovere di assistenza. (15.2 milioni di rifugiati, 27.1 milioni di sfollati interni, 983mila richiedenti asilo). Globalmente, secondo alcune stime, ci sarebbero circa 12 milioni di apolidi. L’UNHCR ne ha individuati 6.6 milioni in 60 Paesi. Negli ultimi 60 anni l’UNHCR ha salvato milioni di vite incanalando le risorse economiche dei donatori e la volontà politica nell’impegno per la risoluzione dei problemi mondiali legati ai rifugiati su scala talmente ampia da essere inimmaginabile prima della fondazione dell’agenzia. Oltre a salvare vite umane, l’UNHCR ha aiutato milioni di persone a ricostruirsi una vita, a tornare a casa propria in sicurezza o a trovare una nuova casa. Il contributo dell’UNHCR alla pace nel mondo è stato riconosciuto con i premi Nobel per la Pace negli anni 1954 e 1981.

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