Data odierna 21-11-2017

“In democrazia l’importante è dare a tutti la possibilità di votare, poi voti chi vuole. Così è stato nella capitale della democrazia mondiale. Noi in Italia abbiamo uno strano concetto,...

L’Italiano, Il voto all’estero e la scarsa partecipazione

“In democrazia l’importante è dare a tutti la possibilità di votare, poi voti chi vuole. Così è stato nella capitale della democrazia mondiale. Noi in Italia abbiamo uno strano concetto, solo da noi ci sono i referendum (esclusivamente abrogativi) che sono ritenuti nulli se non votati da più dal 50% degli elettori”.

È quanto si legge oggi nella pagina online de “L’Italiano”, all’indomani della elezione del nuovo sindaco di New York.

“Il 24% di New York è all’incirca la percentuale di partecipazione al voto degli italiani all’estero. E non è una cifra da poco se consideriamo le ripartizioni esageratamente estese che non permettono la conoscenza dei candidati, le liste elettorali strapiene di errori, la scarsisima informazione, la macchinosità delle procedure e uno spoglio a dir poco scandaloso.

Eppure i fautori del voto all’estero sono terrorizzati dalla “scarsa partecipazione” e tanti errori/orrori della legge Tremaglia sono proprio dovuti a questo terrore e chi il voto all’estero lo vorrebbe abolire adduce come argomento principe appunto la “scarsa partecipazione”.

L’anno scorso i francesi all’estero hanno eletto per la prima volta 11 deputati, in alcune circoscrizioni anche con una partecipazione ad una sola cifra; eppure nessun politico, nessun commentatore, nessun giornalista d’oltralpe ha parlato di “scarsa partecipazione”. D’altronde in Francia hanno un organismo omologo del nostro Cgie, che costa più di quattro volte tanto, ha molti più consiglieri di nomina governativa ed elegge ben 12 senatori senza che qualcuno si faccia venire il mal di pancia né in patria né nel mondo.

A proposito di Cgie, da noi Comites e Cgie sono stati imbalsamati e da troppi anni non si è permesso il loro rinnovo adducendo ora l’una e ora l’altra scusa. Finalmente è stato deciso che nel 2014 ci saranno le elezioni, ma per ragioni economiche solo in seggi nei Consolati e per internet. E subito stanno salendo al cielo gli ululati di chi paventa la “scarsa partecipazione”, ma si rendano conto una buona volta conto che l’importante è votare. E voti chi vuole, come a New York”. (aise)

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