Data odierna 23-08-2017

Per la comunicazione la lingua è essenziale: insegnare la lingua è fondamentale. Partendo da queste premesse Fucsia Nissoli, deputata PI eletta nella Circoscrizione Nord e Centro America, Commissione...

Lingua e cultura italiana nel mondo, la voce degli eletti all’estero

Per la comunicazione la lingua è essenziale: insegnare la lingua è fondamentale. Partendo da queste premesse Fucsia Nissoli, deputata PI eletta nella Circoscrizione Nord e Centro America, Commissione Esteri alla Camera, è intervenuta ai lavori del convegno “Lingua e Cultura Italiana. Strumento di integrazione in Italia e nel mondo”, svolto a Roma presso la sede del Museo Nazionale dell’Emigrazione e organizzato dalla Uil Scuola.
“La parola – ha proseguito Nissoli – è onnipotente e la lingua è lo strumento che ci consente di comunicare e conoscere l’altro diverso da noi. L’apprendimento della lingua italiana – secondo la deputata – va vista secondo un’ottica interculturale. Per questo è indispensabile cambiare il proprio punto di vista per mettersi nella condizione di conoscere l’altro, il suo background, facendolo sempre in termini di comparazione. La prospettiva interculturale non implica infatti abbandonare i propri valori, ma la conoscenza del diverso nella ricerca di una ricchezza della varietà”.
“Per una completa integrazione – ha aggiunto – oggi si favorisce l’interesse per la lingua e la cultura italiana nel mondo: secondo questa prospettiva la conoscenza della lingua è uno strumento necessario all’accesso al lavoro e all’integrazione nei Paesi ospitanti. La lingua è un fattore politico di primaria importanza perché ad attorno ad essa si aggregano intere comunità”.
“La storia della lingua italiana – ha ricordato Nissoli – si interseca con quella dell’emigrazione. Per questo oggi non bisogna dimenticare che gli immigrati vivono storie dolorose proprio come quelle che i nostri emigrati sperimentarono in passato. Non bisogna perdere questa memoria – ha ammonito – ma occorre sempre guardare al presente con il riflesso del passato stampato nella memoria”.
“Guardando i giovani immigrati – ha detto ancora – dobbiamo pensare che siamo noi allo specchio, e non dobbiamo smettere mai di cercare una coscienza della tolleranza e dell’accoglienza. È in questo contesto che si inserisce la scuola che ha sempre svolto un ruolo fondamentale nel formare la nuova società, verso una mentalità aperta e flessibile soprattutto da instillare nei giovani verso l’accettazione dell’altro e della diversità”.

Secondo Nissoli è opportuno allontanare ogni resistenza culturale, verso un’apertura mentale che porti al confronto, al dialogo, in un percorso rivolto alla cittadinanza interculturale, all’integrazione, al superamento delle differenze per una nuova società.
Per questo sono necessarie proposte e riflessioni: in primis “risolvere la questione di un più congruo stanziamento di risorse per la lingua italiana all’estero”, nell’ambito di un quadro legislativo “nuovo e più accettabile, con il superamento della ormai datata Legge 153″.
In secondo luogo occorre “valorizzare la lingua italiana e renderla più riconoscibile, affrontando anche il tema della certificazione della lingua italiana all’estero”; è necessario poi “istituire un osservatorio nazionale sull’emigrazione e sull’immigrazione”; “incrementare i corsi di italiano, con un’adeguata formazione dei docenti e l’acquisizione di competenze linguistiche”; è necessario infine “incrementare la formazione dei giovani figli di italiani all’estero e creare centri di aggregazione per immigrati che favoriscano la socializzazione con i giovani italiani”.
Nissoli ha ricordato infine di aver presentato un dl per la garanzia del Museo nazionale dell’Emigrazione affinché questo perché “abbia sempre garantita la vita: ogni anno infatti nella finanziaria si stanzia una somma troppa esigua per la sua sopravvivenza”.

Altro portavoce delle istanze del mondo dell’emigrazione intervenuto al convegno, Fabio Porta, deputato Pd eletto all’estero e presidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero alla Camera dei Deputati.

“Se consideriamo i tanti immigrati giunti negli ultimi anni in Italia, possiamo dire che il nostro Paese oggi sta attraversando una prova di integrazione linguistica che tuttavia non è stata l’unica affrontata nel corso della nostra storia: ci sono tanti esempi che dimostrano come la formazione di una koinè linguistica sia stato un problema rilevante per il nostro Paese da sempre”. Questa l’opinione espressa da Porta, secondo cui “questa difficoltà fu la prova affrontata dai nostri emigrati all’indomani dell’Unità d’Italia, quando in molti andarono in giro per il mondo parlando vari dialetti. Ed enti religiosi e società di mutuo soccorso ebbero un ruolo fondamentale per la lingua italiana all’estero”.
Porta parlando dei migranti di oggi nel nostro Paese, ha affermato che “l’errore più grave è quello di vivere questo passaggio della nostra storia come un problema e non come un’opportunità; l’errore è non saper cogliere questa nuova linfa che viene da lingue e culture diverse come possibilità di arricchimento del nostro stesso patrimonio linguistico”.
“La profondità della nostra storia migratoria – ha proseguito – dovrebbe indurci a superare la concezione problematica dell’immigrazione”.

Il parlamentare ha da ultimo ricordato la sua proposta di legge volta ad introdurre nelle scuole italiane lo studio e l’approfondimento di pagine dell’emigrazione italiana, dicendosi “convinto che questa strana legislatura che ha ancora delle sfide e obblighi importanti da assumere e portare a casa, possa ancora caratterizzarsi come una legislatura in grado di fare importanti riforme”. La pdl qualora accolta “permetterebbe di introdurre con un costo pari allo zero un contributo a favore del Paese e della sua memoria”, verso un “riappropriarsi di una cultura e di una storia fatta di protagonisti ancora oggi numericamente importanti” e un “dare alle giovani generazioni la capacità di accettare in maniera adeguata e culturalmente profonda la presenza dei colleghi venuti da fuori”.
Una nota infine sul Museo dell’Emigrazione, a favore del quale è stata presentata una pdl (oltre a quella dell’on Nissoli) a firma del pd (Marco Fedi): “le due pdl – ha chiosato Porta – si possono integrare. Quella di Nissoli vuole dare continuità al museo, la nostra vuole riportare il museo verso le radici del progetto iniziale che univa i concetti di emigrazione ed immigrazione e che si ispirava all’idea di rete tra tutti i musei dell’emigrazione nel mondo”.

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