Data odierna 25-06-2017

Una valanga di cartoline per seppellire la corruzione. Un milione e mezzo di cartoline da firmare e consegnare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al via la nuova campagna di Libera e...

Una valanga di cartoline per seppellire la corruzione. Un milione e mezzo di cartoline da firmare e consegnare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al via la nuova campagna di Libera e Avviso Pubblico. Da domani 8 dicembre, in tutta Italia fino a domenica 12 dicembre, da Aosta a Trapani in oltre 300 luoghi sarà possibile firmare la cartolina appello e contemporaneamente si potrà firmare anche nelle 400 botteghe di Altromercato e Botteghe del Mondo che hanno aderito alla campagna di Libera e Avviso Pubblico. “Corrotti per il bene comune restituiscano ciò che hanno rubato” è il titolo della campagna.
E la modalità scelta da Libera e Avviso Pubblico è semplice e diretta: scrivendo una cartolina da leggere, condividere e firmare da inviare direttamente al Presidente della Repubblica quale garante della Costituzione.
“La Raccolta di firme – ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera – la dedichiamo alle vittime del terremoto in Abruzzo, in particolare ai ragazzi della Casa dello Studente, in quel cemento crollato la corruzione ha toccato il suo massimo”.
L’Appello si rivolge al Presidente della Repubblica per chiedere di intervenire, nei modi che riterrà più opportuni, affinché governo e parlamento adeguino il nostro codice alle leggi internazionali anticorruzione, a partire da quelle stabilite dalla Convenzione di Strasburgo del 1999. E perché venga finalmente data piena attuazione alla norma, già introdotta nella Finanziaria 2007, che prevede la confisca e il riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti dai corrotti al bene comune.
“La corruzione – ha proseguito Don Ciotti – è una ferita dentro di noi, non è un problema marginale inquina i processi della politica, minaccia il prestigio e la credibilità delle Istituzioni, inquina e distorce gravemente l’economia, sottrae risorse destinate al bene della comunità, corrode il senso civico e la stessa cultura democratica. Davanti alla costi della corruzione diretti ed indiretti non si deve tacere. Non può essere normale la corruzione perché non è normale una società che ruba a se stessa. La firma – conclude il presidente di Libera – è un atto di corresponsabilità significa sentirsi sempre moralmente implicati”.
Ogni anno nel nostro Paese, secondo le stime della Corte dei Conti, la corruzione costa ai cittadini tra i 50 e i 60 miliardi di euro. È una tassa occulta, che trasforma risorse pubbliche, destinate a servizi e opere, in profitti illeciti. È come se ogni italiano fosse costretto a versare 1.000 euro l’anno nelle casse del malaffare e dell’illegalità. Una zavorra ancora più insopportabile in una fase di crisi economica e di tagli alla spesa dello Stato. Secondo l’ultimo rapporto di Transparency international, il nostro Paese è al 67° posto per trasparenza nelle decisioni pubbliche, il livello più basso dal 1995. E il sondaggio effettuato da Eurobarometro nel 2009 ha rivelato che il 17% degli italiani si è sentito chiedere una tangente, quasi il doppio della media europea (9%). L’intero valore dei beni sequestrati e confiscati alla mafia negli ultimi due anni (18 miliardi) non basta a coprire neppure un quinto di ciò è stato contemporaneamente sottratto ai cittadini come costo della corruzione.
Le due associazioni, infine, ricordano che il 9 e 10 dicembre a Bruxelles si terranno due giorni di seminari ed incontri per sensibilizzare Europa sul contrasto alla criminalità transnazionale e la corruzione.

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