Data odierna 24-06-2017

La comunità italiana residente a Bedford torna a chiedere con forza che venga mantenuto lo Sportello Consolare attivato in città. Nei giorni scorsi, rappresentanti del Comites e delle associazioni hanno...

La comunità italiana residente a Bedford torna a chiedere con forza che venga mantenuto lo Sportello Consolare attivato in città.

Nei giorni scorsi, rappresentanti del Comites e delle associazioni hanno convocato un incontro con la comunità nella sede della Missione cattolica, al termine del quale è stata redatta una “lettera aperta” inviata al Ministro degli Esteri Terzi, al sottosegretario De Mistura e al Console generale a Londra Vanni d’Archirafi.

La lettera è firmata dal presidente del Comites Nicola Del Basso, da Luigi Reale, Presidente dell’Associazione molisana e del Circolo Di Pietro Bedford oltre che membro dell’Associazione “Voce Scolastica Italiana”, Luciano Lamberti, Segretario della Federazione Nazionale Pensionati (Fnp) e consigliere del Comites, e da Fiorentino Manocchio, Consigliere Comunale della città di Kempston, membro del Comites e segretario dell’Associazione molisana. Di seguito il testo della lettera.

“I Comites, che rappresentano tutta la comunità, insieme alle associazioni dell’ex area consolare di Bedford, sono fortemente amareggiati per l’infausta decisione di chiudere lo sportello consolare di Bedford dal primo ottobre di quest’anno, questo per varie ragioni che ora brevemente esporremo.

La situazione attuale della crisi, che affligge l’Italia in questo momento, ci è consapevole e tutti devono capire che ci saranno tagli e riduzioni un po’ in tutti i servizi, in particolare sui cosiddetti “rami secchi”. Eppure non possiamo accettare tagli e riduzioni verso quei servizi indispensabili e fondamentali, che colpiscono in particolare le fasce più deboli della nostra Comunità. Tanto più non accetteremo tagli su qualcosa che invece produce introiti e guadagni per le casse dello stato italiano, quindi non rientrando nella tipologia dei “rami secchi”.

In particolare ci soffermeremo su diecimila connazionali (dell’ex area consolare di Bedford), che hanno al momento il doppio passaporto (italiano ed inglese), perché costoro hanno la semplice possibilità di scegliere di rinnovare il passaporto italiano oppure no. Questi producono ogni dieci anni, con la tassa sul passaporto, un introito per le casse dello stato italiano stimabile in circa 700mila sterline (circa 820mila euro), introito che scomparirebbe in gran parte se posti in difficoltà.

Di conseguenza, la chiusura dello sportello diventerebbe diseconomica. Infatti le spese per gli affitti del locale, attualmente, sono molto inferiori rispetto agli incassi. Con un ufficio più piccolo, come si vuole, si aumenterebbe ancor di più il guadagno. Al momento, la somma per l’affitto di un ufficio idoneo allo status di sportello consolare potrebbe essere meno di un terzo rispetto all’attuale, preso per far fronte alle esigenze di un vice-consolato, poi chiuso nel 2008.

Il personale, attualmente, è composto da tre dipendenti locali a contratto che da Bedford sarebbero spostati su Londra, quindi su di loro non c’è risparmio. Il lavoro che farebbero a Londra lo possono fare anche a Bedford, perché questi sono collegati telematicamente con il consolato e lavorano a stretto e quotidiano contatto con loro. Ad esempio, si potrebbe proporre di mantenere in più l’iscrizione all’AIRE di tutta l’area consolare di Londra.

Una perdita notevole da parte delle entrate dello stato italiano è inaccettabile oggi, ma è anche una grandissima perdita in termini di difficoltà e spese sulla popolazione. E non solo di Bedford, ma di una vasta area che include città come Cambridge, Peterborough, Northampton, Kettering, Milton Keynes, Bletchley, Luton, Leighton, Buzzard, Ipswich, Hitchin, Norwich, ecc.

Più precisamente: gli italiani che vivono nell’ex area consolare di Bedford spendono attualmente, per un passaporto valido per tutti i paesi, circa 70 sterline ed una tassa annuale successiva, per paesi extra Unione, di 33,70 sterline. A questi costi va aggiunto il costo dei trasporti per raggiungere Londra, che al momento è di 36,50 sterline andata e ritorno con il treno (da Peterborough altra grande area, vicino a Bedford, di concentrazione degli italiani, il costo per raggiungere Londra è di 99 sterline).

Quindi si ha un spesa totale a persona di circa 105sterline (incluso il viaggio per Londra) e di circa 70 sterline (33,70 più 36,50 di viaggio) per ogni anno successivo di rinnovo per paesi extra UE. Se si decidesse di andare in macchina, i costi possono essere superiori, tra ingresso nella città (10£) e parcheggio (circa 10£ l’ora).

Gli inglesi, invece, hanno un passaporto che è ordinabile in qualsiasi ufficio postale e costa solo 77.50 Sterline (cioè circa 93 euro rispetto ai 127 euro di quello italiano) valido ovunque. Tutto ciò senza considerare il tempo necessario per andare a Londra e sbrigare tutte le pratiche, consistente in una giornata lavorativa. Questi disagi graveranno in particolare sugli anziani; essendo che un gran numero d’italiani della zona, emigrati in massa negli anni ’50, oggi sono persone anziane e spesso invalide per lunghi spostamenti.

Oltre ai passaporti, ci sono altri servizi essenziali per la comunità cui assolve l’agenzia e consistono in genere nel fornire informazioni al pubblico, ad esempio in materia di assistenza sociale o cittadinanza; nell’iscrivere i connazionali all’anagrafe consolare; nel rilasciare documenti (per esempio un’autentica di firme); nell’assistere i connazionali in caso di incidenti e nell’apposizione dei sigilli per rimpatrio di salme in Italia; nell’autenticazione della firma per i moduli di esistenza in vita ai pensionati e così via. Molte di queste cose al momento richiedono la presenza fisica degli interessati.

Se un giorno le cose cambieranno, e non sarà più necessaria la presenza fisica delle persone, allora tutta la questione sarà superata; la chiusura dello sportello sarebbe cosa logica ed accettata da tutti, ma al momento assolutamente no.

Non bisogna considerare solo la distanza in termini di tempo tra Bedford e Londra – al momento si impiegano quasi due ore per arrivare da Bedford alla sede del Consolato di Londra usando treno e metropolitana – ma anche il costo, che è come quello del biglietto del treno Roma-Milano.

La chiusura dello sportello di Bedford non sarebbe capita né dalla comunità né dall’opinione pubblica italiana. La si vive come uno sfregio nei confronti nostri e determinerebbe, in particolare quando tutti questi disservizi emergeranno, frustrazione e risentimento verso l’amministrazione Consolare di Londra. Cosa che noi proprio non vogliamo, anzi vogliamo piena collaborazione con un dialogo continuo e costante.

Oltretutto, se non ascoltati, saremo inevitabilmente spinti dalla popolazione a continuare la nostra protesta in maniera più incisiva. Protesta che si amplierà ancor più forte, dopo la chiusura dello sportello stesso, quando emergeranno palesemente tutte le difficoltà prima citate.

A piena voce, confidiamo in un ripensamento da parte del MAE, al fine di scongiurare queste cose, ristabilendo un clima sereno e di pacifica collaborazione”.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Una risposta to "Lettera aperta al Ministro Terzi della Comunità di Bedford"

  1. Luigi reale says:

    Certezza del voto postale degli italiani all’estero tramite allegamento degli estremi di un documento valido e la firma del certificato elettorale, di Luigi Reale.

    Con la legge del 27 dicembre n. 459 del 2001 (detta anche legge Tremaglia) si e’ introdotto il voto per corrispondenza per gli italiani all’estero, quindi la disciplina di uno specifico regime per il voto all’estero. Questa legge la si e’ impiegata per la prima volta nelle elezioni politiche del 2006, e con alcune piccole modifiche successive, poi nel 2008. Già la prima applicazione mise infatti in evidenza difficolta’ tecniche e dubbi di legittimità costituzionale, circa il rispetto dei requisiti di personalita’ e segretezza del voto (in base all’art. 48 della Costituzione)
    Non mi dilughero’ qui sull’opportunita’ o meno del voto per corrispondenza previsto dalla legge in oggetto, rispetto ad altri sistemi di voto come quello in seggi o il voto elettronico, argomento lungamente dibattuto.
    Mi soffermeremo’ invece come meglio possa essere perfezionata l’attuale legge, al fine di migliorare l’efficienza del procedimento elettorale all’estero nel suo complesso. Cio’in conseguenza di una lunga serie di denunce, brogli, inchieste parlamentari e giornalistiche seguite alle due elezioni citate. Le forze politiche, gia’ dopo le elezioni del 2006, avevano presentato al Parlamento diverse bozze di modifica alla legge stessa, proponendo piu’ o meno importanti modifiche, ma con la fine anticipata della legislatura queste bozze (in particolare la C. 1969) non hanno potuto prender corpo. Quindi, voglio precisare che, proposte di questo tipo gia’ ci sono state, ma non sono giunte al termine.
    A tal fine credo che sia necessario per adesso mantenere la normativa attuale, ma pur sempre con alcune essenziali correzioni. Cioe’ firma del certificato elettorale ed acclusione degli estremi di un documento.

    Tecnicamente la mia proposta e’ cosi’ strutturata:
    le schede elettrorali vanno inserite nella busta completamente bianca che deve essere accuratamente chiusa e contenere solo ed esclusivamente le schede elettorali.
    l’obbligo di firmare il tagliando elettorale deve essere imposto, apponendovi unitamente l’indicazione degli estremi di un documento d’identita’ valido. Tagliando che va staccato dal certificato elettorale, seguendo l’apposita linea tratteggiata, e rispedito nella busta grande affrancata (riportante l’indirizzo dell’Ufficio consolare competente), unitamente a quella piu’ piccola, sigillata, e contenete le schede elettorali. Attenzione sulle schede e sulla busta bianca piccola, cosi’ come adesso, non deve apparire alcun segno di riconoscimento.
    Vediamo come questa modifica dovrebbe essere apportata al comma 6, art. 12 della legge 459 del 2001.
    Com’e’ adesso:
    6. Una volta espresso il proprio voto sulla scheda elettorale, l’elettore introduce nell’apposita busta la scheda o le schede elettorali, sigilla la busta, la introduce nella busta affrancata unitamente al tagliando staccato dal certificato elettorale comprovante l’esercizio del diritto di voto e la spedisce non oltre il decimo giorno precedente la data stabilita per le votazioni in Italia. Le schede e le buste che le contengono non devono recare alcun segno di riconoscimento. (Legge 459, art.12, c.6)
    Come dovrebbe essere:
    6. Una volta espresso il proprio voto sulla scheda elettorale, l’elettore introduce nell’apposita busta la scheda o le schede elettorali, sigilla la busta, la introduce nella busta affrancata unitamente al tagliando staccato dal certificato elettorale che va firmato nell’apposito spazio ed inserita la dicitura del tipo di documento con il numero d’identificazione del medesimo. Il certificato elettorale, comprovante l’esercizio del diritto di voto, va conservato e la busta affrancata deve essere spedita non oltre il decimo giorno precedente la data stabilita per le votazioni in Italia. Le schede e le buste che le contengono non devono recare alcun segno di riconoscimento eccetto il tagliando. (Legge 459, art.12, c.6 modificato)
    Naturalmente questo cambiamento implica una serie d’adattamenti legislativi e procedurali successivi, in particolare sul sistema di controllo delle firme e del documento d’identita’, che potrebbe essere applicato a campione, cio’ non rallentare le procedure di spoglio, e invece in maniera incisa nei casi controversi.
    La modifica del comma 6, cosi’ come e’ posta, diviene un potente deterrente contro i tipi di brogli seguiti alle elezioni del 2006 e del 2008. Onestamente diviene quasi impossibile falsificare un vasto numero di firme e un vasto numero di estratti di documenti. I due sistemi d’identificazione incrociati tendono ad assicurare, seppur non in maniera assoluta, una maggiore effettività e personalità al voto rispetto la situazione attuale. Allo stesso modo non viene violato il rispetto del requisito di segretezza del voto, in conformita’ all’art. 48 della Costituzione.

    Voglio ribadire qui che la dichiarazione di voto e’ per sua natura segreta, personale e non delegabile. Questi principi, nelle votazioni al seggio, sono garantiti tramite accertamento della identita’ del votante, da parte dei componenti del seggio elettrorale stesso: accertamento che avviene o per riconoscimento personale o per ricognizione del documento personale esibito. Quando il diritto di voto e’ esercitato per corrispondenza, come nel nostro caso, detta attivita’ di riconoscimento e d’identificazione non puo’ essere omessa, pertanto il diritto di voto dovrebbe essere esercitato mediante corrispondenza solo a condizione che avvenga un’attivita’ equipollente a quella svolta per regola generale dai componenti il seggio. Cioe’ tramite firma ed apposizione degli estremi di un documento d’identita’ valido, che accerta l’effettivo esercizio dell’operazione d’identificazione e riconoscimento del votante. Allo stato attuale delle cose questo fondamentale requisito viene palesemnte violato. Ne coseguono brogli di cosi’ vasta portata che falsificano, in maniera estesa, la volonta’ espressa nel voto degli italiani all’estero e gli stessi principi espressi nella seconda parte della Costituzione.

    Un’ultima considerazione molto importante:
    La legge 459/2001 non e’ una legge costituzionale bensi’ ordinaria, poiche’ non tratta il diritto di voto attivo e passivo del corpo elettorale, ma solo la modalita’ dello stesso. Quindi i tempi legislativi per un cambiamento ci sono.

    La segretezza e personalita’ del voto garantiscono l’indipendenza politica e la coscienza civile, al momento questi principi, nelle modalita’ attuali di voto per gli italiani all’estero, sono spesso violati. Di certo soltanto la maturita’ ed un senso etico proprio dei cittadini puo’ garantire una totale rispetto delle regole. Ma anche il legislatore deve far si che si rafforzi quella serie di valori e regole che sono alla base della democrazia, legiferando per un suo progressivo miglioramento.
    Luigi Reale – Presidente Circolo Di Pietro Bedford

Lascia un commento

Invia il commento