Data odierna 24-06-2017

Dalle Marche a San Francisco per apprendere le strategie di open innovation. ***************************************************************** Di Serena Perfetto per “l’Italo-Americano“ Tutto...

Le stratup italiane ispirate dalla Silicon Valley

Dalle Marche a San Francisco per apprendere le strategie di open innovation.

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Di Serena Perfetto per “l’Italo-Americano

Tutto è cominciato nella regione Marche, ma l’eco prodotto dal programma “The Hive” ora si può sentire anche in California. L’Incubatore e l’Acceleratore di The Hive nascevano ad Ancona nel 2014 con l’appoggio del Ministero italiano dello Sviluppo Economico, concentrandosi sul territorio della Regione Marche. L’organizzazione ha messo insieme due imprenditori visionari, Giorgio Guidi e sir Russell Luxford che condividono la fiducia nell’innovazione così come l’idea di usare la loro conoscenza per promuovere il successo delle società italiane.

Dato l’attuale scenario italiano, non è per caso che tale esperimento sia cominciato nelle Marche: la regione ha oggi la seconda percentuale più alta di nuove startup avviate in Italia. Il risultato è piuttosto notevole se consideriamo che fare impresa ad Ancona è diverso dal farlo a Milano, a Roma o Bologna, dove le economie locali sono molto più forti. Ciononostante, questo prova come l’innovazione si può sviluppare dovunque quando segue le motivazioni corrette e mette in campo l’uso degli strumenti migliori.
A febbraio, un gruppo composto da più di quaranta startup provenienti dalle Marche ha visitato la San Francisco Bay Area. Guidato da Frans Hysa, che da poco ha un Ph.D. in Management tra l’Università di Maryland e l’Università Politecnica delle Marche, il gruppo è stato ricevuto da imprenditori locali, investitori, e dall’intera comunità italiana. A causa del suo focus sulle strategie di open innovation, Frans ci ha parlato del progetto e spiegato perché gli italiani continuano a scegliere la Silicon Valley per dare il calcio d’inizio alle loro startup.
D. Cosa vi ha portati alla Silicon Valley?
R. Io sono Chief Innovation Officer a The Hive che ora sta sviluppando il progetto Idea (Innovazione come apripista per le esportazioni in America per il sistema economico della Regione Marche) che sostiene l’internazionalizzazione delle startup italiane. Per la nostra prima settimana, abbiamo scelto la Silicon Valley e coinvolto più di quaranta startup e quattro incubatrici d’affari.
D. Quale è l’obiettivo di questo esperimento?
R. Anche se siamo sostenuti dal governo regionale, il nostro obiettivo principale è di creare nuovi motori d’impresa tramite l’innovazione e di aumentare l’export in America per l’intero sistema economico della Regione. Siamo cinquanta persone, principalmente fondatori e membri dei team degli incubatori. Le startup rappresentano una varietà di settori e industrie.
D. Può citare le startup che ritiene meglio rappresentino l’eccellenza italiana?
R. Armotia è una attiva startup che disegna, produce e vende motociclette elettriche, con il marchio Armotia. Questa è uno delle poche startup nel mondo che fa motociclette elettriche da strada e oggi è l’unica che include la conduzione a due ruote. Le loro motociclette, presentate ad EICMA 2015 vogliono offrire al motociclista un’esperienza a 360°, da una modalità di guida completamente nuova alla personalizzazione dei componenti, senza dimenticare il lato sociale della corsa. Anche, Synbiofood nasce dall’idea di contribuire attivamente alla salute degli individui. Il loro obiettivo è dare un forte sostegno alla cultura del cibo di milioni di persone, attraverso una ricerca in corso per una migliore qualità di vita. Queste due società rappresentano il cuore degli sforzi di The Hive, grazie ai loro business focalizzati su cibo e manifattura.
D. Perché questi giovani imprenditori vogliono conoscere la Bay Area?
R. Tutti i soci fondatori hanno tra 20 e 45 anni; si sono associati al programma per visitare la Bay Area per ragioni diverse: hanno bisogno di addestramento, cercano ispirazione o networking con altri loro colleghi; vogliono anche incontrare VCs, presenziare a conferenze nelle università ed essere presentati alle startup in America.
D. Cosa li ispira?
R. I nostri soci fondatori sono principalmente ispirati dalla comunità tecnologica che è in qualche modo unica nella Bay Area. Sono consapevoli che hanno molte opportunità di incontrare le persone più intelligenti dell’industria, sviluppare idee nuove, creare relazioni di affari, ed eventualmente essere finanziati.
D. Cosa li entusiasma soprattutto?
R. Loro sono interessati dalla velocità nel fare affari. Tutto corre veloce. Hanno capito che qui si può realizzare in una settimana quello che in Italia non si realizza in meno di un mese. Io non mi lagnerò del sistema italiano, nondimeno è ovvio che qui il governo sia locale che centrale davvero aiuta le imprese con base negli Usa durante lo sviluppo dei loro affari. E questo è quello che fa la differenza, quando si comparano i due sistemi.
D. Può spiegare qual è oggi il contesto delle startup?
R. Il governo italiano ha avviato un processo per creare regolamentazioni nuove che sostengano le startup e le piccole e medie imprese innovative. Cominciando nel 2002, nuove leggi sono state create per l’ecosistema delle startup. Le regolamentazioni nuove non solo includono la definizione dei requisiti per essere considerati imprese innovative, ma anche un accesso più facile a capitali per le startup, cosa che vuole anche dire l’appoggio del governo come garanzia, lavoro per una regolamentazione equa, esclusione dal fallimento per le startup. Queste nuove leggi e altri provvedimenti definiscono una crescente comunità tecnica che include startup, acceleratori, fondi, eventi, programmi di startup e così via.
D. Cosa succede ora?
R. Noi abbiamo appena avviato questo programma a lungo termine. Come ho già detto, questo viaggio di affari è solo l’inizio delle nostre attività di internazionalizzazione. The Hive sosterrà le startup italiane il più possibile per arrivare a una conoscenza più profonda dei mercati internazionali. Noi abbiamo avviato relazioni di affari e accordi. Io non posso che suggerire a tutti i soci fondatori italiani di seguire le nostre attività perché abbiamo grandi progetti per questo nuovo anno”.

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