Data odierna 21-11-2017

Molti si ricorderanno ancora quando il Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, Senatore Alfredo Mantica, ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi (sembra passato chissà quanto tempo invece...

Le furbate del MAE ai tempi di Mantica

Molti si ricorderanno ancora quando il Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, Senatore Alfredo Mantica, ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi (sembra passato chissà quanto tempo invece di pochi mesi!), cercava di far digerire agli italiani all’estero, ed alle loro rappresentanze istituzionali (Comites e Cgie), la pillola amara delle ristrutturazioni consolari. Ovvero chiusure e declassamento di sedi, assicurando che comunque i servizi ai connazionali non ne avrebbero sofferto.

Infatti ci raccontavano che, laddove venivano chiuse le sedi, si sarebbero aperti degli “Sportelli consolari”; ci garantivano che le cancellerie consolari presso le Ambasciate avrebbero sostituito i consolati senza ripercussioni negative per i servizi all’utenza. Poi, inorgogliti, sia il Sottosegretario che alcuni funzionari del MAE, ci ricordavano che l’informatizzazione della rete diplomatico-consolare, cioè Internet e le postazioni dei così detti “Totem” nelle località più periferiche, avrebbe risolto tutti i problemi della rete e facilitato l’utenza poiché i connazionali avrebbero potuto usufruire dei servizi consolari a distanza, anche da casa, senza doversi recare personalmente negli Uffici consolari.

Balle! Si, tutte balle e, purtroppo, qualcuno ci aveva creduto! Infatti nel frattempo, dopo la chiusura ed il declassamento di varie sedi consolari, cosa è accaduto? I famosi “Sportelli consolari” piano piano stanno scomparendo per mancanza di personale o di soldi; vi sono Agenzie consolari, che avevano sostituito alcuni consolati o vice consolati, che, a loro volta, chiudono bottega o si promette ancora (sic!) di sostituirle con gli Sportelli. Cancellerie consolari, appena costituite, che riducono gli orari di apertura al pubblico. Ed infine vi è un problema di carattere più generale per l’intera rete consolare, dovuto alla riduzione qualitativa e quantitativa del personale addetto.

In definitiva siamo ormai arrivati ad una situazione che non consente più l’erogazione di servizi quantomeno decorosi all’utenza. Che dire, poi, dei benefici mancati che dovevano esserci dall’informatizzazione, da Internet, nonché dai fantomatici “Totem” tanto sbandierati a suo tempo e di cui, peraltro, nessuno più parla?

D’altra parte non va dimenticato che, sia per il rilascio del passaporto che della Carta di identità, necessita la presenza fisica degli stessi interessati negli Uffici consolari. Inoltre quanti saranno mai gli italiani all’estero che possiedono un personal computer (PC) e che hanno dimestichezza con Internet? Già a suo tempo il sottoscritto ebbe a ricordare in più occasioni al Sottosegretario Mantica, anche nelle riunioni del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che ancora oggi per la stragrande maggioranza degli emigrati PC è un acronimo che significa Partito Comunista.

Una tesi questa che, adesso, è avallata anche da una recente ricerca di Eurispes sul tempo libero degli anziani secondo la quale “l’apparecchio tecnologico utilizzato più comunemente anche dagli ultrasessantaquattrenni è, come prevedibile, il cellulare: la maggioranza lo utilizza con regolarità (il 27,2% tutti i giorni, il 26,3% spesso), solo il 6,6% non lo usa mai ed un 6,1% non sa usarlo. Seguono poi il computer ed Internet: circa la metà utilizza questi due strumenti anche se con tempi di fruizione differenti (47,7% e 45,8%), mentre un’altra metà ammette il proprio analfabetismo informatico (il 38,6% per il pc ed il 37,9% per Internet) oppure dichiara di non farne mai uso. I quotidiani online, ancora poco diffusi nella terza età, sono consultati tutti i giorni solo dal 5,3% ed ignorati dalla netta maggioranza degli intervistati (73,6%). Ancor meno frequente risulta l’utilizzo di You Tube e del Social Network per eccellenza, Facebook: li consultano tutti i giorni rispettivamente l’1,8% ed il 4% degli intervistati (non li usa o non li sa usare rispettivamente l’81,9% ed il 77,5%)”.

Ebbene, se queste sono le percentuali di conoscenza ed utilizzo del computer e di Internet per gli italiani residenti in Italia, è facile immaginare che per gli emigrati italiani di prima generazione, considerata la loro tipologia, la dimestichezza con questi strumenti informatici è sicuramente ancor minore. Allora come si fa nel Ministero degli Affari Esteri a “vendere” l’informatizzazione della rete per giustificare la chiusura e/o la declassificazione degli Uffici nelle aree geografiche con maggior presenza di emigrati, asserendo che non vi saranno disagi per l’utenza e che, anzi, migliorerà la qualità dei servizi, quando proprio gli emigrati di prima generazione sono tra i maggiori fruitori dei servizi consolari? Boh!

Meno male che il governo Berlusconi non c’è più e quindi neppure il Sottosegretario Mantica ed oggi il nuovo Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, subentrato a Franco Frattini, tra i suoi primi provvedimenti, ha preso anche quello di congelare l’ennesima ristrutturazione delle rete diplomatico-consolare annunciata dal precedente governo poco prima della sua caduta.

Una ristrutturazione che in Svizzera, per esempio, avrebbe comportato la chiusura delle tre Agenzie consolari di Neuchatel, Sion e Wettingen riducendo la rete a tre Consolati Generali (Ginevra, Lugano, Zurigo), due consolati (Basilea, San Gallo) ed una Cancelleria Consolare (Berna) per servire una comunità italiana di oltre mezzo milione di persone! Un rischio che, come ricordato precedentemente, per ora è stato scongiurato grazie al Ministro Giulio Terzi!

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Una risposta to "Le furbate del MAE ai tempi di Mantica"

  1. Thomas Di Napoli says:

    Signor Panzera,Lei é in gamba!
    Seguo e leggo sempre con interesse i Suoi articoli e le devo riconoscere abilitá, sagacia e tempismo nel pubblicare informazioni e notizie sempre attuali, in special modo per quel che concerne la nostra realtá di connazionali all´estero.
    Vivo in Germania e curo un mio piccolo blog, spesso mi riallaccio a Lei (sempre citando sia Lei che ” l´altraitalia”) per affrontare le stesse Sue tematiche, che non di rado interessano anche noi che viviamo qui. Mi permetteró di farlo, non appena possibile, anche prendendo a spunto i contenuti di questo Suo intervento. Giá, riferendomi ad un Suo precedente su Amburgo dei giorni passati, ho iniziato ad affrontare le conseguenze di questo ai limiti dell´assurdo “smantellamento” della rete consolare, che ci (e mi) provoca notevoli e credo immeritati disagi. Nell´augurarLe ancora un lungo e soddisfacente lavoro, mi pregio salutarLa.
    Thomas Di Napoli

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