Data odierna 24-10-2017

“Non chiudere il consolato di Recife”: è l’appello del senatore eletto all’estero Fausto Longo (Psi), che, all’indomani dell’annuncio di ulteriori chiusure delle sedi diplomatiche...

L’appello di Longo: Non chiudere il consolato di Recife

“Non chiudere il consolato di Recife”: è l’appello del senatore eletto all’estero Fausto Longo (Psi), che, all’indomani dell’annuncio di ulteriori chiusure delle sedi diplomatiche italiane, dice “basta ai tagli alla spesa in nome del spending review”.

“La nostra collettività in Brasile è particolarmente colpita dalla decisione del governo di chiudere il consolato di Recife”, spiega Longo, che poi annuncia l’imminente mozione che insenatori eletti all’estero presenteranno a breve “contro la chiusura dei 13 consolati”.
In particolare, sostiene Longo, “la chiusura di quello di Recife è un errore politico macroscopico perché lascia senza servizi consolari la popolazione di ben otto Stati del Brasile privandoli di servizi essenziali e penalizzandoli. L’Italia che vuole tornare a ritrovare la crescita economica sguarnisce così, con la chiusura di Recife, una zona di fortissimo interesse per la Fiat e per molte altre aziende italiane”.
“Con le chiusure”, incalza il senatore socialista, “si priva la parte più dinamica della nostra economia, quella rivolta alla esportazione”, soggetta a “nuove difficoltà dal momento che la si priva del necessario sostegno in termini di assistenza, impulso e promozione”.
Per Fausto Longo, dunque, “la comunità italiana in Brasile tutta deve essere unita nel mobilitarsi contro questa illogica decisione”.
Inoltre, aggiunge, “di fronte a decisioni, che colpiscono tutti, è auspicabile si eviti il facile quanto improduttivo esercizio dello scarico di responsabilità e che, al contrario, soprattutto da parte di chi intende impegnarsi, si sviluppi l’iniziativa verso il governo a sostegno della permanenza del consolato di Recife”.
“Il governo si è assunto tutta la responsabilità per la chiusura dei consolati motivata soltanto da ragioni di risparmio nella spesa pubblica”, ma per il senatore Longo, “è grave che non solo non si investa nel futuro del Paese, ma si faccia decidere le chiusure dei consolati al commissario per la spending review che lo ha annunciato rendendo noto il suo programma di tagli alla spesa pubblica”.
“Tutto ciò avviene mentre nel bilancio di previsione del MAE non si è messa mano a sufficienza sulle spese per le indennità e per i ruoli, per beni mobili della struttura centrale, per un pulviscolo di associazioni, tagliando di gran lunga sui capitoli di più diretto interesse per le nostre comunità”, denuncia Longo.
“La decisione sulla chiusura dei consolati non può essere calata sui cittadini italiani dell’estero come un fatto burocratico. Ognuno”, conclude, “si deve assumere le sue responsabilità”. (aise)

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