Data odierna 15-11-2018

Dopo il minaccioso annuncio del Sottosegretario all’editoria Vito Crimi di volere eliminare il sostegno ai giornali, o meglio ciò che ne è rimasto essendo già stati esclusi i grandi gruppi editoriali...

La Marca (Pd) – Rivendico aumento delle risorse per i giornali all’estero e chiedo criteri e controlli seri nell’applicazione della nuova normativa

Dopo il minaccioso annuncio del Sottosegretario all’editoria Vito Crimi di volere eliminare il sostegno ai giornali, o meglio ciò che ne è rimasto essendo già stati esclusi i grandi gruppi editoriali e i giornali di partito, l’onorevole Elisa Siragusa, eletta nella Ripartizione Europa, chiarisce i propositi riguardo ai giornali in italiano all’estero.

La collega del Movimento 5Stelle dichiara infatti che avendo il Governo Gentiloni fatto a questi giornali una mancia elettorale di un milione, che si è aggiunto ai due della vecchia dotazione, e avendo essi per questa ragione assecondato la voce del padrone, è giusto punirli dimezzando i contributi per il 2019 e azzerandoli per il 2020.
Intanto, il milione in più che i giornali all’estero hanno ottenuto è il frutto non di un regalo del governo, ma di un mio emendamento, sostenuto anche dagli altri eletti all’estero del PD. Rivendico, dunque, il risultato ottenuto e ne sono fiera ancora oggi. In secondo luogo, nella foga risanatrice, alla collega pentastellata sfugge che la dotazione finanziaria per i periodici in italiano all’estero era ferma da decenni e la divisione dei due milioni su scala mondiale comporta per le singole testate somme limitatissime, in alcuni casi irrisorie.
In terzo luogo, non so se la collega sappia che ormai, dopo la riforma della legge per l’editoria, il fondo è ricaduto nel calderone generale e, al di là degli annunci, vorremmo sapere quali sono i criteri generali di ripartizione. Una volta presentati tali criteri, saremo i primi a verificare se essi prevedono forme di erogazione severe e controlli sicuri, come è giusto che sia, evitando erogazioni disinvolte.
La cosa che più amareggia, tuttavia, è che non è bastato vivere all’estero per anni per rendersi conto della funzione di coesione comunitaria, di difesa della nostra lingua, di informazione anche in vista di un esercizio consapevole del voto che tali giornali svolgono.
Per quanto ci riguarda siamo aperti ad ogni forma di discussione su una riorganizzazione seria del settore, ma fermamente contrari all’eliminazione del contributo pubblico che, come ha detto il Presidente Mattarella proprio in queste ore, rappresenta una necessità per la sopravvivenza di questi delicati e importanti strumenti.

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