Data odierna 28-04-2017

Piacciono a Francesca La Marca, deputata Pd eletta nella Ripartizione Nord e Centro America, le nuove iniziative della Federation of Italian American Organizations (FIAO) di Brooklyn, “che meritano...

La Marca, dalla FIAO di Brooklyn due belle notizie per gli italo-americani

Piacciono a Francesca La Marca, deputata Pd eletta nella Ripartizione Nord e Centro America, le nuove iniziative della Federation of Italian American Organizations (FIAO) di Brooklyn, “che meritano un commento e un apprezzamento”.

“Si tratta – spiega – della prossima apertura di un Centro sociale comunitario, approdo di un lungo impegno intrapreso dalla FIAO fin dalla sua costituzione, avvenuta nel 1977, quando 14 associazioni si unirono per migliorare la condizione di vita delle famiglie italo americane presenti nello storico quartiere”.
“La cosa bella – secondo La Marca – è che il Centro è nato nella comunità italoamericana, ma è aperto a tutti avendo una dimensione veramente comunitaria. Un risultato di grande valore, che testimonia non solo la persistente vitalità delle nostre radici comunitarie (in realtà che hanno avuto una storia emigratoria lontana nel tempo), ma anche la capacità di saper vivere il presente in costante dialogo con altre componenti e su una base di comune cittadinanza”.
“A questa buona notizia – spiega – se ne aggiunge un’altra, non meno positiva, riguardante la decisione di affiancare il Centro con una charter school bilingue, che rappresenta il prossimo progetto della FIAO. Questa sensibilità della Federazione per i giovani – precisa – non è nuova, tant’è che da anni essa ha istituito borse di studio per ragazzi di origine italiana meritevoli”. “Domenica scorsa, infatti, – ricorda – ancora 15 ragazzi hanno ricevuto la loro borsa di merito. La nascita di una charter school, comunque, rappresenta un salto di qualità notevole nell’attività formativa della Federazione. Le charter school, infatti, sono esperienze fortemente innovative nel panorama scolastico statunitense, in quanto nascono con un finanziamento pubblico, ma poi godono di una completa autonomia sia sul piano organizzativo che didattico”.
“Su questa base, insomma, – sintetizza – possono consolidarsi esperienze fortemente innovative che alla lunga potranno riversare i loro effetti anche sul sistema pubblico”.
“Desidero segnalare, inoltre, – aggiunge – che la scelta del bilinguismo si pone nell’ottica del positivo lavoro che il Consolato italiano sta realizzando, per merito soprattutto della Vice Console Lucia Pasqualini, nel tentativo di inserire nell’ordinamento locale anche sezioni bilingue italiano-inglese, come stanno facendo altri Paesi europei, ad esempio la Francia”.
Nel congratularsi “vivamente con il chairman Jack Spatola e con l’intero board della Federazione per queste magnifiche notizie”,La Marca tiene poi ad esprimere “due brevi considerazioni”.
“La prima – dice – riguarda il modo, talvolta altezzoso e sufficiente, con cui si guarda all’associazionismo di tradizione negli USA. Ebbene, la risposta è che quell’associazionismo non solo non è una pura sopravvivenza, ma è vivo e riesce a programmare il futuro della comunità”.
“L’altra – chiosa – è che mettere al centro la formazione delle nuove generazioni, e in particolare una formazione interculturale e multilingue, rappresenta la prospettiva per il futuro, la strada da percorrere per consolidare e rinnovare l’immagine dell’Italia nel mondo”. (aise)

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