Data odierna 18-11-2017

“Lo avevamo detto: all’aumento dell’età pensionabile delle donne che lavorano nei settori pubblici seguirà quella delle donne che lavorano settori privati. Lo hanno negato, sapendo di mentire....

“Lo avevamo detto: all’aumento dell’età pensionabile delle donne che lavorano nei settori pubblici seguirà quella delle donne che lavorano settori privati. Lo hanno negato, sapendo di mentire. Ora ci siamo ed è una vergogna”.

Questo il commento di Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil, alle notizie sul piano di risanamento dei conti allo studio dei tecnici del Governo, secondo cui l’età pensionabile delle donne nel settore privato sarebbe equiparata a quella degli uomini – cioè 65 anni – anticipando al 2013 l’agganciamento automatico dei requisiti anagrafici per le pensioni alle aspettative di vita.

“Diciamo al Governo, e a quanti lo fiancheggiano, – continua Cantone – che i pensionati hanno già dato. Ora è tempo che gli sia restituito quanto gli è stato sottratto anche da un fisco ingiusto. Il Governo deve sapere che non siamo disponibili a finanziare la riforma del fisco con un ulteriore taglio alle pensioni e con l’aumento dell’iva sui generi di prima necessità”.

“Sarebbe una beffa a danno di chi ha meno e renderebbe questo paese ancora più diseguale. Ora – conclude – è tempo che siano altri a pagare, a cominciare dai tanti privilegiati che resistono nonostante l’indignazione che attraversa il Paese”.

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