Data odierna 17-01-2018

Lo hanno definito “globetrotter”: l’ambasciatore italiano in Uruguay Gianni Piccato. ****************************************************************** Di Gianluca Pugliese per “Gente...

La diplomazia italiana in viaggio attraverso l’Uruguay

Lo hanno definito “globetrotter”: l’ambasciatore italiano in Uruguay Gianni Piccato.

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Di Gianluca Pugliese per “Gente d’Italia

Tra andata e ritorno quasi 4.000 chilometri. È il tragitto percorso in Uruguay dall’ambasciatore Gianni Piccato, e solo negli ultimi due mesi del 2016, così come si evidenzia dalla nota pervenuta al nostro giornale dall’ambasciata d’Italia di Montevideo. Così che il nostro ambasciatore lo si può tranquillamente definire un instancabile “globetrotter” della diplomazia italiana. Meglio i viaggi che le poltrone della sede diplomatica italiana a Montevideo, ecco che l’ambasciatore Piccato ha cominciato, dopo l’insediamento a avvenuto nel 2015, a conoscere, e a farsi conoscere, anche all’interno del Paese.

E allora ripercorriamo – così come precisa la nota – gli ultimi viaggi di Gianni Piccato, l’ambasciatore con la valigia sempre pronta, che dopo le puntate di novembre a Salto (poco meno di 500 chilometri dalla capitale), Melo (400) e Tacuarembó (circa la stessa distanza precedente), all’inizio di dicembre si è presentato alla autorità locali e alla comunità italiana di Minas, un viaggio breve questo, appena 125 chilometri.

L’obiettivo primario delle trasferte dell’ambasciatore globetrotter è stato, in modo particolare, quello di avere un approccio in prima persona con i governi locali, al fine di poter conoscere, in maniera diretta, le numerose realtà che compongono l’Uruguay.

Ci sono opportunità diverse che possono avvicinare l’Uruguay all’Italia, dalla collaborazione economica alle iniziative di differente carattere, ma soprattutto, vista la folta comunità di discendenti italiani, ecco che un ambasciatore itinerante in questo modo accorcia le distanze tra i cittadini e colui che rappresenta il Paese d’origine. Ecco allora gli incontri con le autorità locali e le rappresentanze degli italiani, appuntamenti tutti perfetti anche per riempire l’album delle foto.
A Minas, accolto dalla Intendente Adriana Peña e i suoi collaboratori, l’ambasciatore Piccato ha discusso quelli che possono rappresentare i punti fondamentali in un rapporto Uruguay-Italia che dovrebbe essere sempre più stretto.

Così si è partiti dalla possibilità di avviare interscambi sia di esperienze che di formazione, in quei settori che per Minas e il Dipartimento di Lavalleja di cui fa parte, rappresentano la priorità come, in primo luogo, l’agriturismo.
Ma prima di una nuova partenza, Piccato ha avuto l’opportunità di fermarsi nella sede del ‘Circolo Italiano Giuseppe Garibaldi’, per incontrare i rappresentanti della comunità italiana locale.

Conclusa la visita a Minas, l’ambasciatore è tornato a Montevideo, ma per restarci poco, perchè poi dal 15 al 17 dicembre ha intrapreso un altro viaggio, per raggiungere, dopo 600 chilometri, la città di Artigas. Qui è stato accolto da Sergio Arviza, segretario generale, che lo ha accompagnato per una visita alla Giunta dipartimentale. Una breve sosta e poi ecco chel’ambasciatore Piccato ha varcato le porte della ‘Società Italiana Giovane Italia’, una associazione storica, dal momento che sta per compire i 125 anni di esistenza.

La presenza del diplomatico italiano è stata l’occasione per l’associazione di presentare uno spettacolo con cori e danze. Ma non è finito qui, perchè poi, percorsi un altro centinaio di chilomteri, Piccato è arrivato a Rivera, ultima tappa del suo tour in Uruguay (almeno per il 2016). Rivera, per la sua posizione geografica, si trova al confine con il Brasile, contigua a Santana do Livramento, si è trasformata nel tempo in un modello unico, nell’America Latina, come esperienza di integrazione. Una città uruguaiana, ma anche ‘binazionale’, che ha grandi progetti per l’immediato futuro: dall’ampliamento dell’aeroporto e delle infrastrutture di comunicazione, alla creazione di una nuova ‘zona franca. Prospettive che sono state discusse in un duplice incontro diventato ‘trinazionale’: prima con l’Intendente Marne Osorio, poi con Rudà Seferin, console generale del Brasile e Gerardo Amarilla, deputato locale e presidente della Camera dei Rappresentanti.

E Rivera, nel suo ruolo ormai consolidato di città della integrazione, rappresenta anche il nostro Paese con la scuola numero 44 ‘Repubblica d’Italia’ dove sono attivi corsi di lingua italiana, rinnovati anche per il prossimo anno scolastico, grazie alla Convenzione tra il Ministero degli Esteri e l’ANEP, corsi che sono presenti anche ad Artigas, al Centro CLE. Sempre a Rivera, prima di terminare il suo lungo tour, Piccato ha avuto la opportunità di incontrare i rappresentanti del Circolo Trentino e del Circolo Italiano, quest’ultimo poi in occasione del trentesimo anno dalla fondazione (l’originario, che si chiamava ‘Associazione binazionale’, fondato nel 1875 fu sciolto nel 1942).

Ma non c’è stato solo il compleanno del Circolo, perché contemporaneamente la piazzetta antistante l’Obelisco degli Italiani, è stata intitolata a Rosa Maria Erramun, scomparsa nel 2001, dopo aver dedicato tutta la propria vita all’insegnamento per diventare poi anche console onorario, impegnandosi a riscoprire e promuovere i valori dell’italianità in questa parte dell’Uruguay.

Un grande esempio di donna italiana che, con la propria attività e un profondo sforzo, è diventata un simbolo per tutta la comunità di Rivera. E adesso è arrivato il 2017: dove ci porterà l’ambasciatore globetrotter?

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