Data odierna 23-08-2017

“Una coppia di tedeschi, fidanzati in vacanza in un agriturismo della provincia, vittime di un autentico furto: 27 euro per un cono e una coppetta in un bar nelle vicinanze di Ponte Vecchio. Il...

“Una coppia di tedeschi, fidanzati in vacanza in un agriturismo della provincia, vittime di un autentico furto: 27 euro per un cono e una coppetta in un bar nelle vicinanze di Ponte Vecchio. Il brutto episodio, ripreso da giornali e televisioni, ha fatto il giro del mondo. Ne hanno parlato anche in Cina, pensa te”, rileva con amarezza Franco Esposito in un articolo pubblicato oggi da Gente d’Italia, il quotidiano  diretto da Mimmo Porpiglia.

Ne riportiamo di seguito il testo integrale.

“In Italia il gelato muove un giro d’affari di due miliardi e mezzo di euro l’anno. Consumo e introiti hanno denunciato un aumento dell’1% nel primo trimestre del 2011. Una cosa davvero molto seria, il gelato. Una virtuosa prerogativa italiana, viste e provate le sue origini. Firenze ne è la patria mondiale e quindi è pienamente giustificato quanto sta per accadere.

“Firenze Gelato Festival” trasformerà la città culla del Rinascimento e sito dell’arte più bella in un’enorme gelateria, dal 25 al 29 maggio. Ammaliati e conquistati, non solo i golosi presi appunto per la gola, i visitatori furono 400mila l’anno scorso. Mezzo milione quest’anno, forse. Una stima dettata probabilmente dalla prudenza. “Firenze Gelato Festival” gode infatti di straordinaria rilevanza internazionale. Comunque vada, il successo è garantito. E successo sarà, come nelle precedenti edizioni della curiosa dolce rassegna.

Firenze fa in questo senso gruppo e squadra con festival omologhi, ancorchè non affini, che si svolgono in Italia. I nomi e le località? Eurochocolate a Perugia, Vinitaly a Verona, il Salone Internazionale del Gusto a Torino, il Pizza Festival a Napoli.

Città natale della Margherita e della Marinara, Napoli ha registrato, in un paio di occasioni, il successo di pizzaioli provenienti sapete da dove? Sì, hanno vinto i giapponesi, magari allievi di maestri napoletani, ma pur sempre giapponesi. Con inevitabile sommo scorno dei professori napoletani della pizza. Napoli ne è piena, malgrado i tempi siano cambiati e la tradizione risulti annacquata o sbiadita qua e là.

Il gelato artigianale innanzitutto, quello industriale semplicemente a cotè. Firenze tentatrice, facile prevedere il trionfo dei peccati di gola. Cinquanta maestri gelatai, ciascuno con un suo stand e il suo laboratorio interno dietro al banco di esposizione e di vendita, pronti a miracolo mostrare. Nel campo esclusivo dell’arte gelataia, ovvio. Maestri toscani e altri annunciati in arrivo da fuori regione, da Salerno e dalla Sicilia. L’imminente grande gelateria all’aperto vuole mostrare il meglio della sua inventiva e della sua produzione. Anche per chiarire, se possibile, che Firenze è famosa nel mondo per averlo inventato, il gelato, e non solo per vendere ai turisti un cono e una coppetta a 27 euro.

Firenze gelateria all’aperto significa un villaggio del gelato artigianale a Piazza Pitti. E un’analoga struttura riservata all’industriale in Piazza della Repubblica, pure come doveroso riconoscimento al main sponsor della rassegna, la toscana Sammontana, industria produttrice di gelati. Nello spazio di Piazza Pitti funzionerà, per la prima volta in Italia, la vetrina del gelato rotante. Qualcosa di veramente sconvolgente, dicono. Il massimo della fantasia, già esposta in occasione dei Giochi Olimpici invernale a Vancouver, ai campionati del mondo di calcio in Sud Africa e a Istanbul, in quella circostanza capitale europea della cultura. Una produzione Ifi, la vetrina del gelato rotante, opera di un’industria di Tavulla, Pesaro. Niente meno che il paese natale di Valentino Rossi. Ce n’è di gente che va forte, da quelle parti.

A Firenze convergerà un sacco di gente golosa di gelato e di divertimento. Se vuole e se lo ritiene interessante e utile, il gelato potrà prepararselo anche da sola. Il programma prevede infatti prove pratiche rivolte all’apprendimento dell’arte del gelato. Ma sì, andiamoci in massa a Firenze: di peccati di gola non è mai morto nessuno”.

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