Data odierna 28-05-2017

Unisco il mio dolore e il mio cordoglio a quello dei canadesi che piangono – come ha detto il Primo Ministro Justin Troudeau – le persone morte in un vile attacco a una moschea di Québec City....

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Incontro con la comunità trentina a Toronto

Unisco il mio dolore e il mio cordoglio a quello dei canadesi che piangono – come ha detto il Primo Ministro Justin Troudeau – le persone morte in un vile attacco a una moschea di Québec City. Il primo pensiero è per i morti, i feriti e i loro familiari, oltre che per l’intera comunità islamica presente nella capitale del Québec, colpita mentre pregava, in un momento di raccoglimento e di pace.

Questo vile attentato, se non nei protagonisti e nelle vittime dell’odio pseudo religioso e razzista, non è in nulla diverso da quelli terroristici perpetrati in alcune capitali europee e in altre città del mondo.

Sono state colpite persone innocenti considerate cinicamente dei simboli e dei bersagli di odio razziale, religioso e culturale e questo rende ancora più atroce e disumano questo atto efferato. Si è voluto colpire, tuttavia, anche il Canada multiculturale e dell’accoglienza, proprio nel momento in cui nel grande paese confinante si elevano muri fisici, giuridici e umani contro persone che hanno il solo torto di avere origini diverse. È questo fa molto pensare sugli effetti destabilizzanti che possono avere politiche estreme di chiusura e di contrapposizione. L’odio chiama l’odio, la violenza chiama la violenza.

Per questo, la riaffermazione e la difesa di società aperte e plurali, fatta sia dal Presidente Gentiloni che dal Primo Ministro Troudeau sono più di un’assonanza e di una condivisione di valori. Sono una rotta da seguire con coerenza e fermezza in alternativa a quella devastante dei populismi, destinata a creare tensioni acutissime e ad alimentare la reazione terroristica in una spirale lacerante e infinita.

Partecipo con particolare emozione al dolore dei miei concittadini canadesi ed esprimo ai governi del Canada e del Québec i sentimenti più profondi di amicizia e di vicinanza di tutti gli italiani che considerano il Canada un Paese fratello.

La Marca trentini a Toronto

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