Data odierna 27-04-2017

IL CDF RICORDANDO I FATTI RELATIVI ALLA TRUFFA INCA/CGIL RINGRAZIA IL PRESIDENTE DEL CGIE SCHIAVONE CHE DICHIARA DI NON VOLERE RIFUGGIRE DALLE SUE RESPONSABILITÀ IN MATERIA DI DIRITTI E DI RAPPRESENTANZA Sollecitato...

Il presidente del CDF ringrazia il GCIE

IL CDF RICORDANDO I FATTI RELATIVI ALLA TRUFFA INCA/CGIL RINGRAZIA IL PRESIDENTE DEL CGIE SCHIAVONE CHE DICHIARA DI NON VOLERE RIFUGGIRE DALLE SUE RESPONSABILITÀ IN MATERIA DI DIRITTI E DI RAPPRESENTANZA

Sollecitato da Marco Tommasini, Presidente del Comitato Difesa Famiglie (CDF) che raggruppa parecchi cittadini italiani in età pensionistica rimasti coinvolti nella truffa del Patronato INCA / CGIL di Zurigo, il Consigliere CGIE di nomina governativa in quota M5S Matteo Preabianca, ha di recente inviato una lettera al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) sottoponendo all’attenzione di tutti i suoi membri la triste questione della truffa.

Nella missiva Preabianca sensibilizza tutto il Consiglio ad un azione più incisiva a favore dei numerosi utenti del Patronato rimasti danneggiati e chiede loro di farsi parte attiva e di intervenire presso tutte le Sedi competenti affinché venga fatta chiarezza sulla problematica, prevalga la giustizia e gli utenti vedano finalmente soddisfatte le loro richieste di rivendicazione per il danno subito.

Sulla questione sono state finora presentate svariate interrogazioni parlamentari che ad oggi risultano inevase. La stampa ne ha già dato ampio risalto e, di recente, il caso è stato oggetto di un servizio televisivo delle Iene andato in onda il 9 aprile scorso.

La richiesta di sensibilizzazione di Preabianca ha già avuto riscontro da parte del Segretario Generale del CGIE Michele Schiavone e da parte di alcuni dei suoi membri consiglieri. ll Segretario Generale del CGIE, fa il punto della situazione in una recente notifica illustrando cosa il CGIE abbia finora fatto per i danneggiati del caso INCA di Zurigo.

Marco Tommasini ringrazia il Segretario Generale  Schiavone per l’attenzione prestata e coglie l’occasione per aggiungere qualche dettaglio utile per meglio giudicare l’operato del precedente CGIE sperando che il nuovo CGIE, sotto l’egida dell’attuale Segretario Generale , possa intervenire in maniera più decisa e concreta a favore dei danneggiati.

Riassumendo, la truffa fu scoperta nel 2009. Ma solo dopo quattro anni, come ricorda nella notifica Schiavone, il CGIE trattò la questione nell’assemblea plenaria del 27 – 29 novembre 2013. Fino a quella data, l’allora Segretario Generale del CGIE che era contemporaneamente Presidente dell’ INCA/ CGIL in Belgio, Elio Carozza, si era sempre rifiutato di parlarne. Un atteggiamento a dir poco in contrasto a quello per il quale il CGIE é stato costituito.

Il CGIE è l’ Ente predisposto a dovere trattare il fatto in quanto coinvolge aspetti di rilevanza per tutta la comunità italiana all’ estero. E il caso tratta aspetti di rilevanza. Basti pensare al rapporto non chiaro tra il Patronato italiano e le sedi all’estero o alla prima in assoluto che un Patronato italiano chiude la struttura in un paese straniero per eludere il risarcimento ai propri assistiti. Per non dire che il CGIE è l’organo che dovrebbe garantire i diritti dei cittadini italiani all’estero come scrive Schiavone in una sua altra recente lettera riguardante i compiti e le prerogative del CGIE.

Nel 2013 era stato il consigliere CGIE Augusto Sorriso a proporre al Comitato di presidenza (CdP), il quale definisce l’Ordine del Giorno da trattare nelle assemblee plenarie, su richiesta del CDF, ad includere la tematica del caso in merito. La storia si ripete solo che questa volta è Matteo Preabianca del M5S a farsi portavoce della richiesta del CDF.

In un’ intervista Augusto Sorriso spiega come sono andate allora le cose. Durante il CdP che precedette la plenaria del CGIE, aveva presentato la causa con il sostegno di altri due consiglieri, Gian Luigi Ferretti e Riccardo Pinna. La risposta alle loro richieste, da parte dell’allora Segretario Generale Carozza, era stata secca: “Non ne vogliamo nemmeno parlare”. Così Sorriso si era riproposto di affrontare il tema nella Plenaria di fine novembre. Conclude l’ intervista con le poco rassicuranti parole: “ma visto che il CGIE è composto per la maggior parte da esponenti di sindacati e patronati, mi sembra a questo punto quasi una perdita di tempo. Al Comitato di presidenza chiedevamo solo una dichiarazione di condanna. E chiedevamo controlli più precisi da parte di patronati e sindacati. Insomma, andava puntualizzata la responsabilità oggettiva. Invece, niente. Chiusura totale. In dieci minuti ci hanno zittiti”.

Intervenne anche il consigliere Avv. Carlo Consiglio che si fecce promotore di una richiesta di raccolta firme, strumento previsto dal regolamento CGIE, per superare la ritrosia di parte, gretta e ingiustificata in una circostanza come quella. Proponeva di porre all’ O.d.G. della plenaria il seguente capo: “Connazionali italiani in Svizzera truffati da un dirigente Ente di Patronato. Discussione e provvedimenti”. 33 Consiglieri su 94 firmeranno in seguito la petizione.

A malincuore si nota che il nome del gentile Segretario Generale  Schiavone non appare nella lista dei firmatari.

In conclusione alla fine dell’ assemblea riunita in Roma il 27 – 29 dicembre 2013 all’ ultimo giorno sarà verbalizzato tra le varie:

CONSIDERATO che in Svizzera, e specificatamente a Zurigo, dei connazionali sono stati truffati da una persona che ha approfittato ed abusato del suo incarico di rappresentante di un ente di Patronato;

RIBADITA l’importanza del ruolo, spesso di frontiera, dei Patronati che operano fuori dall’Italia;

ESPRIME la solidarietà più sentita a quei connazionali che sono stati oggetto della truffa operata a loro danno.

APPROVATO ALL’UNANIMITA’

 

Firmato:

Carlo Consiglio

Elio Carozza

Roberto Volpini

Silvana Mangione

Gianluca Lodetti

Nel verbale non vi è alcun cenno alla condanna al risarcimento a carico INCA/ CGIL emessa dal tribunale federale elvetico, in tutti i gradi di giudizio in via definitiva. Non una parola che il patronato del CGIL aveva preferito chiudere la struttura in Svizzera per non pagare il dovuto ai propri assistiti. Il CGIE invece ha ritenuto importante dare la parvenza di innocenza del patronato e questo in contrasto con la sentenza del tribunale elvetico

Dopo questi fatti la storia del CGIE nei confronti del caso della truffa INCA termina. Il CGIE ignora il caso e si disinteressa dei cittadini coinvolti. Per contro si trova sempre in prima linea a prodigarsi ad ogni occasione in favore dei Patronati quando il governo minaccia di ridurne i contributi.

Il comportamento del Segretario Generale uscente e della maggioranza dei consiglieri del vecchio CGIE è a dir poco vergognosa. Assolutamente indegno di un istituto che si dichiara difensore dei diritti dei cittadini all’ estero. Un Segretario Generale che si rivolge costantemente contro i cittadini italiani all’ estero per difendere un patronato di cui è responsabile in Belgio

Si spera che il nuovo CGIE con il Segretario Generale  Michele Schiavone possa dimostrarsi degno del compito e farsi carico della responsabilità di difendere gli interessi dei cittadini italiani all’estero. Responsabilità per la quale il CGIE è stato costituito.

Per concludere le richieste inoltrate dal CDF sono finalizzate a fare in modo che sia istaurato un sistema di controllo sui Patronati all’ estero al fine di  evitare il ripetersi di una simile truffa e di fare in modo che l’ INCA o la CGIL quale  ente promotore risarcisca le persone rimaste prive della sicurezza pensionistica a causa della truffa al patronato INCA/CGIL di Zurigo.

Richieste che sono di interesse globale.

CDF, il presidente

Marco Tommasini

Con l’occasione chiediamo gentilmente di firmare e diffondere la petizione nella quale esortiamo il Segretario della CGIL di farsi carico della  responsabilità civile per quanto penalmente messo in atto a danno dei pensionati dal  patronato INCA/CGIL di Zurigo, dando finalmente seguito al  risarcimento disposto nei confronti della parte lesa dalla sentenza del tribunale federale elvetico.

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