Data odierna 28-05-2017

Articolo pubblicato alla vigilia dell’arrivo del presidente Mattarella in Uruguay. ****************************************************************** Un miracolo targato Italia, nonostante i tagli e...

Il giornale italiano a Montevideo “La Gente d’Italia” compie 18 anni

Articolo pubblicato alla vigilia dell’arrivo del presidente Mattarella in Uruguay.

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Un miracolo targato Italia, nonostante i tagli e le politiche di spendig review, la crisi della carta stampata e la giungla del web. La Gente d’Italia compie 18 anni. E li fa alla sua maniera: informando, come non ha mai smesso di fare, quegli italiani che hanno scelto di vivere lontani dalla madrepatria e che mai vorrebbero spezzare quell’esile legame generazionale che ancora li tiene avvinti all’idea stessa di Patria.

È stata questa, d’altronde, l’idea che ha spinto Domenico Porpiglia ad impiantare la fucina del suo giornale a Montevideo in Uruguay, Paese in cui, secondo gli ultimi calcoli effettuati da consolati e ambasciate italiane, vive e lavora la più alta concentrazione del mondo di italiani e oriundi italiani.
A Montevideo, ma con gli occhi puntati su Buenos Aires e, nel medio termine, anche sulle altre capitali dell’America latina, nel quadro di una strategia che, in chiave geopolitica, mira a coprire l’intero emisfero occidentale.

Un esempio di “buona editoria” per chi ha ancora voglia di “sana stampa”. Ma anche una scelta vincente e ben ripagata. Certificata dal sempre crescente numero di lettori. E dalla decisione, ultima, del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di premiare il direttore Porpiglia con la consegna di una targa (che sarà consegnata nella “Casa degli Italiani” a Montevideo, nel pomeriggio del 12 maggio) a riconoscimento dell’azione svolta dal suo giornale, nei diciotto anni di attività, a favore dell’informazione e dell’italianità.
Una decisione, quella presa dal capo dello Stato, apprezzata e condivisa, pubblicamente, anche da Claudio Melloni, presidente del Comitato degli italiani all’estero (Comites), e da Renato Palermo, rappresentante nel Consiglio Generale Degli Italiani all’Estero. E che, dulcis in fundo, ha incassato anche il plauso della Fnsi (Federazione nazionale della stampa italia), dalla Fusie (Federazione unitaria stampa italiana all’estero) e dalla File (Federazione Italiana Liberi Editori).

La Gente, d’altronde, con la sua direzione centrale in Uruguay, la redazione politica di Roma, gli uffici di corrispondenza di Miami, New York, Buenos Aires e San Paolo del Brasil, è stata fatta e pensata per i figli e i nipoti di quei nostri connazionali che, purtroppo, hanno perso o stanno perdendo ogni contatto con il loro Paese d’origine soprattutto per mancanza d’informazione. L’esperienza editoriale di Porpiglia ha colmato un vuoto dando vita a un quotidiano diverso. Di cui si avvertiva fortemente il bisogno. Un foglio competitivo, realisticamente, con gli organi di informazione nazionale. Capace di tenersi a galla, anche nelle ben note difficoltà che pure attanagliano il settore.

Un giornale che mira a cogliere ogni aspetto della vita delle comunità italiane nelle Americhe, proponendosi sul mercato con un prodotto di alto livello. Un foglio in cui rifulgono firme prestigiose della stampa nazionale e internazionale, che ha scelto di imnpegnare la strada dell’approfondimento tematico, inquadrando e spiegando le novità della politica come quello dello sport, del costume come degli spettacoli, della cultura come dei piaceri della vita.
La Gente d’Italia racconta fatti di cronaca, ma non solo. Perché spesso le notizie, anche quelle apparentemente minori e magari celate negli angoli bui della storia, se opportunamente sviscerate e riportate alla luce, opportunamente approfondite e riproposte nella loro giusta cornice, possono ridestare nel lettore l’orgoglio del senso di appartenenza ad una comunità. Anche se si riferiscono a fatti vecchi di un secolo. È questo, ad esempio, il caso della tragedia di Monongah, la miniera del West Virginia saltata in aria nel dicembre del 1907 con più di mille morti, dei quali oltre la metà italiani. Una tragedia dimenticata. Ma che Gente ha saputo strappare all’oblio dei tempi riproponendola ai propri lettori, fino a ridestare in loro l’orgoglio antico delle comuni radici.

L’inchiesta, nel novembre del 2003, fu elogiata (e premiata) dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. E sembra quasi una staffetta simbolica quella di oggi con il presidente Mattarella che come Ciampi 14 anni fa, premia ancora una volta “La Gente” per il suo incredibile lavoro: informare. Una missione, più che un compito, cui però, troppo spesso, testate ed altri fogli d’informazione sembrano, colpevolmente, voltare le spalle. Tanti auguri “La Gente d’Italia”. E cento di questi giorni!.

 

Di Stefano Ghionni per “La Gente d’Italia”

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