Data odierna 26-04-2017

Segnalate le criticità dell’annunciata chiusura delle sedi di Coira, Saarbrücken, Mulhouse, Bruxelles, Genk, Durban, Mannheim, Liegi e Amburgo. Il direttore generale del Mae per gli italiani...

Segnalate le criticità dell’annunciata chiusura delle sedi di Coira, Saarbrücken, Mulhouse, Bruxelles, Genk, Durban, Mannheim, Liegi e Amburgo. Il direttore generale del Mae per gli italiani all’estero chiarisce la funzione dello sportello consolare.

Un dibattito sui provvedimenti previsti dal piano di ristrutturazione della rete consolare italiana si è svolto ieri nella seconda parte della mattinata conclusiva dei lavori della plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

I consiglieri sono intervenuti sulla base delle misure ricordate nel testo della relazione del sottosegretario al Mae Alfredo Mantica al Comitato di presidenza del Cgie del 26 e 27 marzo 2010: la chiusura dell’agenzia consolare di Coira dal 1° luglio 2010 e il trasferimento delle sue competenze al consolato di San Gallo; la chiusura del consolato di Saarbrücken dal 1° luglio, con competenze assunte dal consolato di Francoforte e apertura in loco di uno sportello consolare; la chiusura del consolato di Mulhouse dal 1° luglio con competenze assunte dal consolato di Metz e apertura di uno sportello consolare in loco; declassamento del consolato di  Norimberga ad agenzia consolare dal 1° luglio; chiusura del consolato di Bruxelles dal 1° ottobre 2010 e istituzione di una cancelleria consolare presso l’ambasciata italiana in città; chiusura dell’agenzia consolare di Genk dal 1° ottobre 2010 e assunzione delle competenze da parte dell’ambasciata italiana di Bruxelles; chiusura dal consolato di Durban con assunzione delle competenze da parte del consolato di Johannesburg dal 1° ottobre 2010; chiusura dell’agenzia consolare di Mannheim e assunzione delle competenze da parte del consolato di Stoccarda dal 1° ottobre 2010; chiusura del consolato di Liegi e assunzione delle competenze da parte del Consolato generale a Charleroi, a partire dal 1°ottobre 2010; declassamento del consolato generale d’Alessandria, a partire dal 1°dicembre 2010; chiusura del consolato generale di Amburgo dal 1°gennaio 2011 con assunzione delle competenze presso il consolato generale di Hannover e apertura di uno sportello consolare presso l’IIC.

Luigi Casagrande (Australia) e Riccardo Pinna (Sud Africa) hanno lamentato la chiusura del consolato di Durban, definita dal primo “una misura miope”, mentre il secondo ha sollecitato il mantenimento in loco di una struttura alternativa, segnalando che alcune manifestazioni di protesta contro il provvedimento saranno adottate a Johannesburg in occasione dei prossimi campionati mondiali di calcio. Contrarietà per la chiusura annunciata viene formulata anche dal secondo consigliere del Sud Africa, Giuseppe Nanna.

Oreste Motta (Italia) domanda chiarimenti sulle funzioni che potranno assumere gli sportelli consolari, mentre segnala che “meglio sarebbe stato mantenere le presenze in loco con un declassamento generale di tutte le strutture”.

Ugo Di Martino (Venezuela) segnala le difficoltà delle strutture consolari in Venezuela, determinata anche da carenze di personale, mentre Alberto Bertali (Gran Bretagna) sottolinea la necessità che i provvedimenti vengano discussi in anticipo con i connazionali in loco, suggerendo la possibilità di mantenere nelle località con sedi soggette a chiusura consoli onorari. Michele Schiavone (Svizzera) rileva l’assenza di logica alla base dei provvedimenti, lamentando l’assenza di confronto e presa in carico da parte del Mae dei suggerimenti in merito alla razionalizzazione formulati dal Consiglio Generale.

Mauro Montanari (Germania) stigmatizza le misure previste per il Paese e si stupisce “che non si sia provveduto, prima di prevedere la chiusura delle sedi consolari italiane in Europa, a formulare accordi con le autorità locali per l’erogazione presso strutture locali di alcuni servizi consolari”. Analoga considerazione viene formulata da Fernando Marzo (Belgio), che si domanda se le sedi riceventi l’utenza italiana colpita dalle chiusure dei consolati siano in grado di svolgere efficientemente il carico di lavoro che ne risulterà certamente incrementato.

Preoccupazioni per l’utenza italiana nell’area di Mulhouse vengono espresse da Salvatore Tabone (Francia), mentre in controtendenza l’intervento di Franco Santellocco (Nord Africa), che segnala preparativi in corso per la riapertura della sede consolare di Orano, in Algeria.

Chiude il dibattito l’intervento di Carla Zuppetti, direttore generale del Mae per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, che si sofferma sulle funzioni che gli sportelli consolari, previsti a seguito della chiusura di alcune strutture, potranno svolgere. “Gli sportelli sono punti di presenza sul territorio in cui personale assunto il loco risponde ad esigenze modulate a seconda della realtà territoriale – ha spiegato Carla Zuppetti, rilevando come esso possa essere considerato quasi “una stanza” del consolato pur essendo dislocata in una città dove la sede consolare non c’è (e non c’è neppure il console generale che per alcuni atti è l’unico depositario di firma). La sua autonomia operativa è assicurata dal collegamento telematico con l’anagrafe consolare centrale, che consente di dare informazioni sulle pratiche da completare e sui diversi servizi. Per quanto riguarda il passaporto elettronico, lo sportello può procedere all’acquisizione delle impronte digitali e alla trasmissione dei documenti – anche in forma elettronica. Per l’area extraeuropea è previsto l’invio di un “funzionario itinerante”, – i consolati onorari, ha chiarito Carla Zuppetti, non possono provvedere all’acquisizione delle impronte. Al momento sono 49 le sedi che hanno richiesto questo funzionario per l’acquisizione delle impronte nelle circoscrizione consolare la cui ampiezza non è facilmente percorribile da parte dei cittadini – tra esse anche il consolato di Johannesburg, per consentire il rilascio dei passaporti anche all’utenza facente capo alla sede di Durban. Le strutture sono state dotante inoltre di un programma in grado di segnalare quali sono i passaporti in scadenza, per poter avvertire i cittadini circa il rinnovo del documento.

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