Data odierna 17-01-2018

È sabato sera, in una sala a Gerusalemme. Ragazzi di scuole italiane di diverse città incontrano ragazzi italo-israeliani che hanno deciso di vivere e studiare in Israele. Il tramonto segna un nuovo...

Giovani italiani in Israele per superare paura e pregiudizi

È sabato sera, in una sala a Gerusalemme. Ragazzi di scuole italiane di diverse città incontrano ragazzi italo-israeliani che hanno deciso di vivere e studiare in Israele. Il tramonto segna un nuovo giorno in un tempo che ha significati diversi: per alcuni ripresa delle attività, per altri attesa della festa. Per tutti, l’incontro segna un’esperienza importante. Alcuni ragazzi vogliono scoprire Israele e per questo hanno aderito al progetto dell’Associazione degli Amici dell’Università di Gerusalemme, altri Israele già la conoscono bene perché oggi è la loro casa.
Il dialogo vivace ferma l’attenzione su tanti aspetti e problemi. Si parla così del servizio militare di Gaia ormai imminente, dei programmi scolastici seguiti da Gavriel e Itai, dell’Università e delle sue regole, presentate da Marì e Alisa, e ancora dei rapporti tra scuola, ricerca e lavoro, di tempo libero e di sicurezza.
Le domande consentono di andare in profondità e all’improvviso Israele non è più solo un concetto geo-politico, ma diventa un paese a 360 gradi. Il viaggio degli studenti italiani entra nella vita quotidiana del luogo, va al di là del paesaggio e scopre persone e relazioni ponendo le premesse per capire e condividere valori comuni.
Le curiosità condivise durante l’incontro hanno suscitato nei liceali di Brescia, Verona e Piacenza un vero “bombardamento” di domande, ma l’apice dell’incontro è stata la richiesta da parte di Gaia, Alisa e Marì di sapere come questi liceali, e tra loro dei diciassettenni, siano riusciti a superare paura e pregiudizi, realizzando un viaggio che viene percepito come “pericoloso, in una regione in guerra”.
La determinazione emersa dalle risposte è stata sorprendente: “spesso l’informazione enfatica e disinformante non ci fa capire fino in fondo la realtà e siamo venuti per vedere con i nostri occhi, per capire come si viva la normalità della vita in un conflitto”.
Grazie a questi giovani l’amicizia può crescere e in amicizia il mondo può costruire rispetto e pace.

Di Licia Gardella e Angela Polacco Lazar per “Kol Ha-Italkim”, mensile pubblicato dalla Hevrat Yehudè Italia be-Israel, diretto da Rav Pierpaolo Pinhas Punturello.

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