Data odierna 22-11-2017

“Il sonno dello Stato crea illusioni di soluzioni nonché opportunità agli opportunisti”. Ne è convinto il Coordinamento Esteri del sindacato Confsal Unsa che in una nota stigmatizza le chiusure...

Il sindacato Confsal Unsa e i “funzionari itineranti”

“Il sonno dello Stato crea illusioni di soluzioni nonché opportunità agli opportunisti”. Ne è convinto il Coordinamento Esteri del sindacato Confsal Unsa che in una nota stigmatizza le chiusure consolari in Germania – su cui “è calato un gelo come quello che in questi giorni attanaglia sia la Germania che l’Italia” – e la successiva apertura di sedi di patronato nelle città dove non ci sono più sportelli consolari.

“Le collettività colpite ad Amburgo, Mannheim, Norimberga e Saarbrücken soffrono in una condizione che oscilla tra la rabbia e la rassegnazione”, si legge nella nota del sindacato. “L’Amministrazione arranca con mezzi di fortuna per colmare i vuoti che lo Stato ha creato nella prestazione dei servizi a favore dei cittadini di queste circoscrizioni. Ed è così che si vedono circolare per la Germania i cosiddetti “funzionari itineranti” con le loro macchinette per la rilevazione delle impronte digitali per i passaporti e con le buste colme di Carte d’identità già stampate da consegnare a gente che ne è in attesa da settimane, se non da mesi, per ottenere finalmente quel documento d’identità, che lo Stato ha l’obbligo di fornire ad ogni proprio cittadino”.

“Ma – denuncia Confsal Unsa – nei buchi creati dallo stato si tuffano i professionisti dei servizi sovvenzionati! Ed ecco spuntare nuove sedi di patronati proprio in quelle città – recentemente a Saarbrücken – in cui erano attivi fino a qualche anno fa gli Uffici Consolari, chiusi in seguito per i presunti motivi di risparmio. Risparmio che evidentemente lo Stato non intende più operare, se si considerano i succosi sovvenzionamenti erogati a patronati e ad altri professionisti dell’assistenza a pagamento indiretto”.

Sotto accusa anche i Comites che, invece di protestare contro le chiusure consolari, aprono gli sportelli di servizio e orientamento per i cittadini: “nel frattempo – si legge infatti nella nota Confsal Unsa – le rappresentanze elette dei connazionali all’estero cedono all’illusione di potersi improvvisare a “unità di servizio”. Congiuntamente ai Patronati, infatti, assistiamo come, ultimamente a Norimberga e ora anche a Saarbrücken, i Comites si sentano motivati ad aprire cosiddetti “sportelli di consulenza”, tanto simpatici quanto inutili, se sottoposti all’illusione di voler sostituire i pubblici servizi. La cosa più avvilente – per il sindacato – è che i comitati eletti sembrano distrarre le loro forze con la previsione di “sportelli di consulenza” alle rivendicazioni e ferme prese di posizione nei confronti delle Autorità diplomatiche e consolari, per il giusto ottenimento di servizi dignitosi per i connazionali delle circoscrizioni di appartenenza”.

“Dozzine di posti di lavoro nell’ambito consolare sono stati cancellati con un colpo di spugna in Germania e in altri bacini di emigrazione. Nulla – sottolinea, concludendo, la Confsal Unsa – potrà colmare questo grave imbarazzo creato alla vecchia e alla nuova emigrazione, anche se camuffato da sano impegno sociale e da encomiabile servizio all’utenza”.

(aise) 

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