Data odierna 19-08-2018

Potranno ora chiedere il rimborso per le maggiori imposte pagate nel 2016 i lavoratori rimpatriati (cosiddetti “controesodati”) i quali avevano esercitato l’opzione per il nuovo regime speciale di...

Garavini, Schirò, Ungaro (Pd) – Arriva il rimborso fiscale per i giovani rimpatriati

Potranno ora chiedere il rimborso per le maggiori imposte pagate nel 2016 i lavoratori rimpatriati (cosiddetti “controesodati”) i quali avevano esercitato l’opzione per il nuovo regime speciale di agevolazioni fiscali (2017-2020) ma che per un complesso intreccio legislativo erano stati fortemente penalizzati sulle tasse pagate nel 2016. Infatti l’Agenzia delle Entrate ha finalmente emanato, ancorché con quasi due mesi di ritardo, il Provvedimento di sanatoria per il 2016 a favore dei titolari di redditi di lavoro dipendente,  autonomo o d’impresa  trasferiti in Italia entro dicembre 2015 in possesso dei requisiti della legge n. 238/2010 i quali avevano optato tuttavia per i benefici della legge n. 147/2015. Il Provvedimento attua un emendamento – approvato con il Decreto fiscale collegato la Legge di Stabilità per il 2018 – presentato dal PD (diventato articolo 8-bis) che era stato promosso anche dai Parlamentari del Partito democratico eletti all’estero. L’emendamento del PD al Decreto fiscale fu presentato perché si era ritenuto necessario un intervento normativo che risolvesse una pesante contraddizione riguardante il carico fiscale degli “impatriati”, cioè i giovani che lavoravano all’estero e che con una legge del 2010 furono incentivati a rientrare in Italia con una forte riduzione fiscale. Una successiva legge ridusse questo vantaggio fiscale e, conseguentemente, i giovani dovettero esercitare una opzione tra i due regimi e corrispondere un conguaglio fiscale per l’anno 2016 molto oneroso, entro luglio 2017. La norma approvata prevede la restituzione delle maggiori imposte eventualmente versate per l’anno 2016. Verrà così sanata una situazione particolarmente spiacevole che aveva colpito molti giovani che avevano deciso di rientrare in Italia grazie agli incentivi e ai quali poi è stato invece chiesto un pesante sacrificio fiscale. Il Provvedimento indica quindi le modalità con le quali i lavoratori interessati, che nel periodo di imposta 2016 erano stati tassati su una maggiore base imponibile, possono chiedere la restituzione delle maggiori imposte versate. Presentando: una dichiarazione integrativa, avendo cura di conservare la documentazione che dimostri la sussistenza dei presupposti per la fruizione del beneficio; un’istanza di rimborso a un ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate, allegando la documentazione idonea a dimostrare la sussistenza dei presupposti per la fruizione del beneficio. Sono considerate valide le richieste di rimborso presentate anche anteriormente alla data di pubblicazione del Provvedimento (pubblicato il 20 aprile). Un fac-simile dell’istanza è reperibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, www.agenziaentrate.gov.it, tra i “Modelli da presentare agli uffici”. Consigliamo ovviamente ai “controesodati” di seguire con attenzione le indicazioni contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 20 aprile u.s.

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