Data odierna 25-09-2017

“La normale ripresa dell’anno scolastico presso la Scuola statale italiana di Asmara è a rischio. E lo stato di sofferenza di questa scuola pubblica italiana dimostra come, in generale, l’insegnamento...

Garavini: La grave situazione della scuola di Asmara esemplare dello stato dell’insegnamento dell’italiani nel mondo

“La normale ripresa dell’anno scolastico presso la Scuola statale italiana di Asmara è a rischio. E lo stato di sofferenza di questa scuola pubblica italiana dimostra come, in generale, l’insegnamento della lingua e cultura italiana all´estero rischi il collasso a causa dei tagli apportati negli anni scorsi dai Governi Berlusconi e Monti”. Lo ha dichiarato Laura Garavini, che ha presentato in Commissione Affari Esteri una interrogazione urgente alla quale ha risposto nei giorni scorsi il sottosegretario agli Affari Esteri Giro.

“La situazione ad Asmara”, ricorda Garavini, “è aggravata dalle restrizioni previste dalle autorità eritree che peggiorano ulteriormente lo stato di sofferenza in cui versa l’istituto a causa della riduzione del contingente di docenti italiani all’estero, deliberato dalla spending review dal Governo Monti. L’Eritrea prevede una durata massima di soli cinque anni per i permessi di lavoro, così che molti docenti di ruolo devono rientrare senza poter essere sostituiti, dimezzando di fatto il corpo docente”.

Per la deputata del Pd eletta in Europa, “sarebbe dunque opportuno da parte del Ministero agli Affari Esteri rinegoziare gli accordi fra Italia ed Eritrea, prevedendo una maggiore flessibilità nei permessi di lavoro. Più in generale, va urgentemente definito ed approvato il decreto di nomina dell’organico in partenza, come pure vanno rese pubbliche le graduatorie risultanti dall´ultimo concorso eseguito”.

Secondo Garavini, “il problema vero, però, per la scuola di Asmara, ma anche per quella di Atene, di Nizza e di diversi istituti che si avvalgono di insegnanti di ruolo dall’Italia, per esempio in Germania, è che i tagli al contingente introdotti dalla spending review nel luglio del 2012 sono di entità tale che rischiano di fare saltare l’intero sistema dell´insegnamento della lingua e cultura italiana, sia negli istituti pubblici italiani che in quelli stranieri, senza che le risorse attribuite agli enti gestori siano sufficienti per rimediare ai danni prodotti”.

“Ecco perché è positivo”, concluso Laura Garavini, commentando la risposta all’interrogazione, “che da parte del Governo ci sia la consapevolezza della gravità della situazione ed è opportuno ogni sforzo, volto, da un lato, ad evitare tagli lineari e dall’altro a prendere in considerazione l’ipotesi di un congelamento della riduzione del contingente”. (aise)

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