Data odierna 18-11-2017

“La discussione sulla legge elettorale nazionale è riuscita, grazie anche ad una buona dose di demagogia emersa nel dibattito, ad occuparsi del voto all’estero e del voto dei fuori sede. Il...

Fedi: Nella discussione sulla legge elettorale confusi tentativi di sconfinamento sul voto all’estero

“La discussione sulla legge elettorale nazionale è riuscita, grazie anche ad una buona dose di demagogia emersa nel dibattito, ad occuparsi del voto all’estero e del voto dei fuori sede. Il M5S, che nel frattempo ha annunciato una proposta di riforma della legge 459 del 2001, è partito con la incandidabilità dei componenti i Comites e il Cgie. L’emendamento è stato giustamente respinto” e per Marco Fedi, deputato del Pd eletto in Australia, “è legittimo chiedersi, comunque, se la ragione di questa norma, rispetto alla quale sono in totale disaccordo per la diversa natura e qualità della rappresentanza di Comites e Cgie, non sia stata solo mediatica e propagandistica, con poco rispetto del Parlamento della Repubblica, cosa non nuova per il Movimento 5S”.

“Si è passati poi ad esaminare soluzioni diverse per i fuori sede”, riferisce ancora l’on. Fedi. “Nel corso della discussione, si è arrivati a confondere il voto fuori sede con il voto anticipato, citando a sproposito il modello australiano, cadendo in un grosso equivoco tra il votare prima e il votare altrove, aspetti che possono convergere in un’unica soluzione ma tenendo comunque conto che il voto anticipato deve poter riguardare tutti, anche i residenti e presenti in Italia”.

“Infine la contrapposizione – confermata anche da numerosi ordini del giorno – tra la soluzione per i fuori sede che prevede il voto sui collegi nazionali e quella di chi invece vorrebbe questo voto esercitato nell’ambito della circoscrizione Estero. In sostanza”, spiega Marco Fedi, “nel tentativo di dare una risposta ad un tema importante come il voto di chi si trova fuori sede, sono stati confusi principi, anche costituzionali, e strumenti di attuazione. Non sono state valutate, oppure non adeguatamente comprese, soluzioni già adottate, quali il voto per corrispondenza dei residenti stabilmente all’estero per la Circoscrizione estero, adottato per garantire il legame diretto tra eletti ed elettori, e il voto di particolari categorie di fuori sede, chiamate all’estero per missioni di pace, lavoro alle dipendenze dello Stato, ricercatori e personale della rete diplomatico consolare. Il voto di questi ultimi soggetti è ricaduto, in forza di appositi provvedimenti elettorali decaduti dopo ogni elezione, sulla circoscrizione Lazio. Anche qui si è cercato di mantenere un legame politico diretto, anche se limitato, tra elettori ed eletti”.

“Il Governo ha saggiamente annunciato una riflessione su questi temi, un necessario approfondimento, per trovare una soluzione equilibrata”, osserva il parlamentare del Pd. “Una soluzione che spero risulti lontana dalla confusione generata da un dibattito attraversato da preoccupazioni demagogiche”, aggiunge. “Una soluzione augurabilmente lontana anche dagli ordini del giorno presentati in aula”.

Marco Fedi è “dell’opinione che per gli studenti Erasmus e per tutti i fuori sede sarebbe preferibile ipotizzare una soluzione che non li leghi al destino della circoscrizione Estero: non solo per la diversa natura della loro presenza temporanea all’estero, ma soprattutto per le incognite che ancora circondano il futuro delle riforme costituzionali, anche per quanto attiene alla diretta rappresentanza dall’estero. Non è escluso che ci si possa ritrovare tutti nell’espressione del voto per i collegi italiani. Ma questa soluzione”, conclude Fedi, “richiederebbe un approfondimento e un confronto che non si possono certo esaurire in estemporanee iniziative d’aula”. (aise)

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