Data odierna 24-10-2017

L’on. Marco Fedi, deputato eletto nelle file del PD nella circoscrizione Estero Australia, Oceania, Africa e Asia ha inviato alla Commissione Continentale dei Paesi anglofoni extra-Europei del CGIE,...

Fedi: Consolati, IMU, Elezioni COMITES, Circoscrizione estero – Informazione working Holday Visa Australia

L’on. Marco Fedi, deputato eletto nelle file del PD nella circoscrizione Estero Australia, Oceania, Africa e Asia ha inviato alla Commissione Continentale dei Paesi anglofoni extra-Europei del CGIE, riunita in questi giorni negli USA, una nota, non potendo partecipare per gli impegni parlamentari in corso in questi giorni.

Fedi innanzitutto sottolinea “la necessità che il Governo Letta continui sulla strada delle macro-riforme e del risanamento economico, affiancando questo percorso con la ripresa degli investimenti per la crescita e per l’occupazione giovanile. Proprio ora che s’intravedono i primi segnali di ripresa, che però ancora non incidono sui livelli di occupazione, sarebbe da irresponsabili fermarsi e dare segnali in controtendenza creando instabilità politica e vuoto di poteri. Questa assunzione di responsabilità tuttavia non può significare che – di necessità – debbano continuare ad essere rinviate le necessarie riforme per le comunità italiane nel mondo e ad essere tagliate le risorse per le politiche ad esse rivolte. Lo diciamo da molto tempo….. E’ in atto da alcuni anni una deriva delle cosiddette politiche emigratorie che si combina con un peggioramento dell’immagine del nostro Paese a livello internazionale, per la gravità della crisi che stiamo attraversando e per il profilo non sempre convincente della nostra classe dirigente.  Tutto questo produce disincanto e distacco da parte di milioni di persone d’origine che finora hanno guardato all’Italia con simpatia e disponibilità….  In più, siamo alle soglie, se non interverranno fattori traumatici a livello politico-istituzionale, della discussione sulle riforme costituzionali, dalle quali potrebbero derivare conseguenze profonde per il sistema di rappresentanza dei cittadini italiani all’estero….

In relazione a questi processi – fa presente Fedi- è anche tempo di fare una prima e schietta valutazione sulla capacità della rappresentanza parlamentare di incidere davvero su un progetto complessivo per l’Italia che includa gli italiani nel mondo e, argomento sempre attuale, sulle scelte operative del Ministero degli Affari esteri. Scelte che purtroppo allontanano sempre più la Farnesina dai bisogni dei propri cittadini nel mondo, dal momento che il Ministero degli Esteri continua a privilegiare i costi gestionali ed amministrativi, a scapito dei servizi, a difendere logiche corporative rispetto alla scelta di una effettiva governance complessiva.”

Ed il parlamentare analizza i temi sul tappeto:

Consolati
Abbiamo manifestato negli incontri prontamente promossi dai due Comitati di Senato e Camera la nostra radicale opposizione alle delibere di riduzione del numero dei consolati adottate dal Consiglio di Amministrazione del MAE.  È noto, ma ci tengo a ribadirlo, che queste decisioni non solo non sono mai passate per il Parlamento ma non sono state nemmeno preannunciate come il Ministro Terzi si era impegnato a fare nella commissione Esteri della Camera. Se nel nostro caso si trattava di un impegno politico, nel caso della non richiesta di parere al CGIE si è trattato di una vera e propria elusione di un passaggio previsto da una legge dello stato. Anche in questo caso, dobbiamo insistere insieme perché la legge non diventi un optional per chi governa ma un tracciato ineludibile. Comunque, anziché fermarci alle dichiarazioni critiche, ci stiamo impegnando per una riforma della organizzazione dei consolati nel mondo. Una riforma che segua le indicazioni della spending review e migliori l’erogazione dei servizi. Riteniamo che sia possibile mantenere i servizi consolari, magari recuperando anche errori commessi in passato, assicurando la presenza diplomatica nel mondo, senza tagli alla rete, semplicemente rimodulando l’organizzazione degli uffici consolari.

Chiediamo al Governo, nella sua collegialità, di assumere questo impegno. Nello stesso tempo, esprimiamo preoccupazione per la possibilità di ulteriori tagli ai Ministeri, ed al MAE in particolare, per la copertura delle modifiche sull’IMU e ci chiediamo in che misura i tagli peseranno sugli italiani nel mondo, che invece dalle modifiche IMU sono nuovamente esclusi. Anche su questi temi abbiamo chiesto attenzione al Governo. Siamo consapevoli del fatto che la Farnesina è stata penalizzata dai tagli e che oggi uno stanziamento dello 0,21% del PIL è largamente insufficiente. Per questa ragione occorre adottare, in pieno e sempre, i principi della spending review affiancando alla migliore gestione delle risorse, con invarianza dei servizi, un serio piano di riforme condivise.

IMU
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 agosto 2013 il Decreto Legge 102/2013 recante “Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale“. Il decreto, in 16 articoli, comporta la cancellazione definitiva della prima rata dell’IMU 2013 ”per gli immobili oggetto della sospensione disposta con decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54“. Il pagamento, sospeso dal decreto legge n.54, era infatti in scadenza il 16 giugno: la cancellazione definitiva dell’acconto, quindi, annulla l’appuntamento stabilito per il 16 settembre dal primo decreto. Per la cancellazione del saldo, invece, si dovrà attendere l’autunno, con un decreto parallelo alla legge di stabilità.

Proporremo emendamenti sia nell’iter di conversione del decreto, a partite dal 24 settembre, che nella legge di stabilità, oltre a lavorare sulla riforma complessiva della fiscalità abitativa nel contesto della nuova service tax, nel cui ambito si porrà anche la questione della tassa sui rifiuti.

Elezioni per Comites e Cgie
Debbono svolgersi entro il 2014. La nostra opzione è che esse avvengano nella prima metà dell’anno per evitare di farle coincidere con gli impegni che l’Italia ha a livello europeo. La Farnesina conferma gli impegni presi, anche in sede di assemblea CGIE, ma lavora su un progetto per il voto elettronico. Deve informarci sulle modalità di voto che intende adottare e sui contenuti di una proposta di cui si parla da mesi ma che nessuno ancora conosce in dettaglio. Dobbiamo evitare che le nuove modalità di voto ci siano proposte all’ultimo minuto affinché gli organismi di rappresentanza possano pronunciarsi in modo approfondito sul progetto.

Informazione (vedi: http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=16202 )

Working Holiday Visa (http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=16204)

Circoscrizione estero e riforme costituzionali
Il futuro della circoscrizione Estero, ovvero dell’esercizio in loco del diritto di voto che esprime una rappresentanza diretta composta da eletti residenti all’estero, è legato all’iter delle riforme costituzionali. In questi giorni di dibattito politico, da più parti si è levato l’allarme che con il processo di riforme istituzionali sarebbero a rischio i principi e i diritti fondamentali contenuti nella Costituzione. Credo utile partire con alcuni chiarimenti.

Il processo di riforme non riguarda la Prima Parte della Costituzione né intende incidere su principi fondamentali contenuti nella seconda parte. L’idea è di razionalizzare la forma di governo nel solco della Costituzione, per mettere le nostre istituzioni politiche nella condizione di meglio soddisfare le indicazioni contenute nella Costituzione. Se non riusciremo velocemente a mettere Parlamento e Governo nelle condizioni migliori per svolgere le loro funzioni democratiche e politiche, rischiamo di non riuscire a dare le risposte che i cittadini si aspettano per uscire dalla crisi e a non frenare la deriva la deriva di antipolitica che diventa ogni giorni più impetuosa. Non possiamo e non dobbiamo perdere ulteriore tempo.

La procedura scelta per le riforme è rispettosa dei principi fondamentali della Costituzione ed e` stata proposta per rendere possibile una più effettiva attuazione di quella prima parte della Costituzione che noi continuiamo a considerare la base essenziale delle scelte istituzionali e dell’azione politica. E` una procedura che deroga all’articolo 138 essenzialmente sotto due profili: quello della prima discussione delle proposte, che si svolgerà nell’ambito di un comitato paritetico bicamerale, dotato di funzioni referenti, e quello della partecipazione popolare in sede referendaria, che potrà essere promossa anche qualora le leggi di revisione costituzionale verranno approvate a maggioranza dei due terzi dei parlamentari.

Il disegno di legge costituzionale approvato ora anche alla Camera dei deputati non dispone alcuna deroga alla sostanza della Costituzione, né alcuna limitazione delle prerogative delle minoranze, ne´ una qualche limitazione della pubblicità dei lavori, e/o una limitazione del ruolo e delle prerogative dei singoli parlamentari.
Si lavorerà sulla Parte Seconda della Costituzione: forma di Governo, superamento del bicameralismo paritario, riduzione del numero dei parlamentari, disciplina dei rapporti fra Stato, Regioni e altri enti territoriali, e riforma del sistema elettorale.
In attesa di una riforma elettorale coerente con il complessivo processo di riforma costituzionale, le Camere procederanno subito a correggere le principali anomalie della vigente legge elettorale, predisponendo una disciplina “di salvaguardia” in grado di scongiurare, fin da subito, il rischio che il “porcellum” sia ancora applicato.

Il Comitato per le riforme costituzionali è composto da 20 deputati e 20 senatori in modo da rispecchiare la composizione dei gruppi e al tempo stesso ridurre lo squilibrio derivante dal premio di maggioranza previsto dalla vigente legge elettorale. E` dunque un Comitato interamente parlamentare, che ha il compito di discutere in maniera coordinata fra i due rami del Parlamento i contenuti della riforma. Avrà funzioni referenti, dovendo cioè istruire il progetto, su cui si pronunceranno le Assemblee di Camera e Senato con gli stessi quorum previsti dall’articolo 138 della Costituzione (maggioranza assoluta o maggioranza dei 2/3). Fermo restando il diritto di ciascun senatore e deputato, anche se non componente il Comitato, di presentare emendamenti, procedure razionalizzate garantiranno tempi certi al procedimento.

Finora abbiamo discusso di procedure. Nel merito io credo che ci sarà il tempo per un confronto ampio di merito. I saggi nominati dal Governo daranno il loro contributo, ma è  evidente che poi si dispiegherà la sovranità, la piena sovranità, del Parlamento.
Nel percorso di riforma, quindi, andrà a collegarsi il lavoro svolto dai saggi nominati dal Governo. Tra quelle proposte potremmo avere una collocazione della rappresentanza degli italiani nel mondo solo nel Senato federale oppure una rappresentanza, diversa nella natura al Senato, ma in ogni caso in entrambe le Camere, con una possibile riduzione numerica. Per quanto mi riguarda, credo che non dovremmo accettare l’idea che i rappresentanti dei cittadini italiani residenti all’estero possano essere esclusi dalla camera, vale a dire dalla sede parlamentare in cui si vota la fiducia al Governo e si decidono le politiche fondamentali del Paese.  In ogni caso, il nostro compito, della rappresentanza parlamentare, del Cgie, dei Comites, sarà quello di seguire la discussione e garantire il nostro contributo di idee anche in questa delicata, quanto irrinunciabile, fase di ammodernamento delle istituzioni.

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