Data odierna 22-10-2017

“Abbiamo, per la terza legislatura consecutiva, 18 eletti all’estero in Parlamento, deputati e senatori che dovrebbero occuparsi degli italiani nel mondo. Ma lo fanno davvero?”. A chiederselo...

Eugenio Sangregorio: Cari eletti all’estero, svegliatevi

“Abbiamo, per la terza legislatura consecutiva, 18 eletti all’estero in Parlamento, deputati e senatori che dovrebbero occuparsi degli italiani nel mondo. Ma lo fanno davvero?”. A chiederselo è Eugenio Sangregorio, presidente dell’USEI, Unione Sudamericana Emigrati italiani, che cita ad esempio il suo Sud America.

“Diversi”, ricorda, “sono gli eletti nella ripartizione America Meridionale. Chi di loro può dire di aver fatto davvero qualcosa per uno dei temi che più da vicino interessa, per esempio, le comunità italiane di Argentina e Venezuela?”, si chiede. “Sto parlando del fenomeno conosciuto come “pesificazione”, ovvero l’obbligo per i nostri pensionati italiani di riscuotere in moneta locale e non in euro, la propria pensione”, spiega Sangregorio. “Se ne parla da tempo, il problema è conosciuto: cos’hanno fatto deputati e senatori eletti in Sud America per risolvere la questione? E gli altri eletti all’estero? Nessuno ha mosso un dito”, sostiene il presidente dell’USEI. “Qualcuno ci ha provato, ma non ha mai ottenuto nulla di concreto”.

“Che dire poi di Renata Bueno?”, incalza Sangregorio. “Concentrata quasi tutta sul Brasile, si è dimenticata di rappresentare l’intera regione?”.

“I nostri eletti all’estero devono farsi sentire in Parlamento anche su questo”, continua il presidente dell’USEI. “Siamo stanchi di vedere i nostri pensionati essere costretti a perdere i loro soldi e il potere d’acquisto delle loro pensioni. Che fa il Partito Democratico? Dorme? Il governo è guidato da un esponente Pd, quel partito che si è spesso vantato di essere vicino ai connazionali… Ma dove, quando?”.

“Deputati e senatori, eletti all’estero e non, si sveglino!”, è l’invito di Sangregorio. “Il Parlamento italiano, si svegli! Ci sono centinaia di migliaia di pensionati italiani che fra Argentina e Venezuela chiedono aiuto, lo chiedono ai propri rappresentanti, alle istituzioni italiane! Non basta dire “non possiamo fare niente”, oppure “il governo non ci ascolta”. No, i nostri eletti”, conclude il presidente USEI, “trovino il modo di farsi sentire davvero! Non è così, cercando scuse, arrampicandosi sugli specchi, che si possono rappresentare le nostre comunità oltre confine”. (aise)

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