Data odierna 24-10-2017

La procedura da seguire per l’attestazione dell’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero è semplificata al massimo possibile, così da poter bilanciare “l’esigenza di prevenire...

Esistenza in vita: Procedure già semplificate. Giovannini risponde a Fedi

La procedura da seguire per l’attestazione dell’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero è semplificata al massimo possibile, così da poter bilanciare “l’esigenza di prevenire possibili rischi di abusi e l’esigenza di tenere conto, nel massimo grado possibile, delle esigenze di vita dei soggetti interessati”. È quanto si legge nella risposta del Ministro del lavoro Giovannini alla interrogazione del deputato Pd Marco Fedi.

Fedi, infatti, aveva chiesto se non si ritenesse “indispensabile, al fine di evitare situazioni di grave disagio ai connazionali nel mondo, semplificare le procedure definendo i soggetti legali abilitati localmente, e riconosciuti in base alle disposizioni di legge nazionali ed internazionali, a svolgere direttamente la verifica di esistenza in vita e le certificazioni di natura medico-sanitaria e legale ad essa connesse, inclusa la conformità all’originale, evitando di rendere sempre più complesse le procedure di verifica dell’esistenza in vita”.

“In via generale, – scrive il Ministro della risposta – si osserva che la verifica dell’esistenza in vita dei pensionati contribuisce ad assicurare la correttezza dei flussi dei pagamenti dei trattamenti previdenziali, evitando casi di pagamento di prestazioni dopo la morte del beneficiario e difficili azioni di recupero spesso con esito negativo. Al fine di impedire, quindi, che risorse pubbliche siano devolute a soggetti che non ne hanno diritto, l’INPS affida all’istituto di credito aggiudicatario del servizio di pagamento delle prestazioni ai residenti all’estero il compito di effettuare l’accertamento dell’esistenza in vita”.

“A partire dalla rata di pensione di febbraio 2012, – ricorda Giovannini – il servizio di pagamento delle pensioni per un nuovo triennio e stato affidato alla Citibank; anche il nuovo contratto di affidamento prevede la verifica almeno annuale dell’esistenza in vita. Al riguardo, è stata avviata un’attività di collaborazione fra l’istituto previdenziale e il Ministero degli esteri, al fine di individuare soluzioni volte a facilitare la procedura di verifica, sia tramite modulistiche più semplici sia ampliando i soggetti titolati al rilascio della certificazione e all’autenticazione della sottoscrizione”.

“Infatti, – precisa il Ministro Giovannini – per evitare che i pensionati residenti in località lontane dalla sede delle nostre rappresentanze diplomatiche all’estero subissero eccessivi disagi, nelle lettere inviate dall’istituto di credito incaricato delle verifiche è stato chiaramente indicato che la certificazione dell’esistenza in vita poteva essere emessa non solo dai consolati italiani, ma anche da pubbliche autorità locali legittimate ai sensi della legislazione dei Paesi di residenza. Inoltre, nei casi in cui i pensionati versino in grave stato di infermità fisica o mentale o siano disabili e risiedano in istituti di riposo o sanitari ovvero siano reclusi in istituti di detenzione, è possibile, attraverso il servizio di assistenza Citibank, ottenere, anche tramite posta elettronica, un modulo di esistenza in vita alternativo di colore verde”.

“Ricorrendo tale ipotesi – annota il Ministro – non è richiesta né la firma del pensionato né la firma e il timbro di un testimone accettabile. Il modulo verde deve, infatti, essere compilato e sottoscritto da uno dei soggetti sotto indicati e restituito alla Citibank unitamente alla prevista documentazione supplementare. I soggetti abilitati a compilare e sottoscrivere i moduli verdi sono: il funzionario dell’ente pubblico o privato in cui risiede il pensionato. In tal caso, il funzionario dovrà allegare al modulo verde una dichiarazione recente su carta intestata dell’ente con la quale conferma, sotto la propria esclusiva responsabilità, che il pensionato è in vita ed è impossibilitato a seguire la procedura standard; il medico generale responsabile delle cure del pensionato. Anche in questo caso, il medico dovrà allegare una dichiarazione recente su carta intestata con la quale conferma, sotto la propria esclusiva responsabilità, che il pensionato è in vita ed è impossibilitato a seguire la procedura standard”.

“Solo nell’ipotesi in cui il pensionato abbia un proprio rappresentante o un tutore legale, – precisa ancora Giovannini – dovrà essere allegata copia della procura o dell’ordine del tribunale che conferma la qualità di tutore e solo in questo caso la documentazione deve essere accompagnata da una certificazione notarile di conformità all’originale”.

Concludendo, Giovannini riporta che “l’istituto riferisce che le modalità operative in tal modo determinate sembrano rappresentare un corretto bilanciamento fra – da un lato – l’esigenza di prevenire possibili rischi di abusi e – dall’altro – l’esigenza di tenere conto, nel massimo grado possibile, delle esigenze di vita dei soggetti interessati”. (aise)

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