Data odierna 18-08-2017

Da febbraio 2012 è la Citibank che versa le pensioni INPS ai 370’000 beneficiari residenti all’estero. Da allora, per questi emigrati anziani, è iniziato un vero e proprio calvario. Infatti tutti...

Esistenza in vita: La campagna 2014 una paranoia della Citibank, complice l’INPS

Da febbraio 2012 è la Citibank che versa le pensioni INPS ai 370’000 beneficiari residenti all’estero. Da allora, per questi emigrati anziani, è iniziato un vero e proprio calvario. Infatti tutti loro, ogni anno, debbono dimostrare di essere in vita attraverso un formulario predisposto dalla Citibank che deve essere compilato e firmato.

Fin qui niente di strano: anzi, è legittimo che l’istituto bancario (l’INPS) verifichi l’esistenza in vita di coloro che incassano la pensione. Tuttavia la firma del pensionato in calce al formulario deve essere convalidata da una autorità italiana (consolato) oppure da una autorità locale riconosciuta (Comune, notaio, ecc.) e da qui il calvario per questi 370’000 pensionati emigrati: perché gli uffici consolari, con le ormai frequenti chiusure di sedi, si allontanano fisicamente sempre di più dagli utenti (ore di viaggio) e l’alternativa delle autorità locali è, spesso, talmente costosa da spingere i pensionati a rinunciare alla stessa pensione italiana che, generalmente, ammonta a poche decine di euro.

Già in passato, facendoci carico delle proteste degli stessi pensionati emigrati pervenuteci tramite i circoli della UIM e gli operatori delle sedi ITAL UIL, abbiamo denunciato il disagio ed i costi che comporta questo tipo di attestazione dell’esistenza in vita, escogitato dalla Citibank (con l’assenso dell’INPS). Ma sia la Citibank che l’Istituto previdenziale italiano sono rimasti sordi alle nostre sollecitazioni a semplificarne la metodologia.

Adesso, nonostante siano soprattutto le sedi dei patronati nel mondo (insieme ai consolati) ad essere coinvolte dai pensionati per queste verifiche della Citibank, apprendiamo dalla stampa che è già partita la nuova campagna 2014 di accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati INPS emigrati (i formulari dovranno essere restituiti entro il prossimo 3 giugno).

Pertanto le sedi all’estero dei patronati, unitamente agli uffici consolari italiani nel mondo, come già avvenuto nel 2012 e 2013, a giorni, saranno nuovamente presi d’assalto da migliaia di pensionati. Ma in questo caso molti pensionati saranno ancor più arrabbiati, rispetto al passato, perché in tanti di loro, benché già nelle precedenti verifiche abbiano restituito regolarmente il formulario attestante la loro esistenza in vita, si sono visti bloccare ugualmente il pagamento della pensione ed ancora oggi, nonostante i reclami, sono in attesa del suo ripristino.

Possibile che l’INPS, e lo stesso Ministero del Lavoro italiano, non obblighino la Citibank a gestire correttamente il pagamento delle pensioni all’estero ed a ricercare altre metodologie più semplici per verificare l’esistenza in vita dei suoi 370’000 beneficiari?

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