Data odierna 19-08-2018

L’emigrazione dall’Italia ha ormai raggiunto i livelli del dopoguerra. Bisogna quindi tessere un dialogo tra le diverse generazioni della nostra emigrazione, che oggi non si parlano. Sono nato e cresciuto...

Elezioni politiche 2018 – Gianni Burzi, candidato per la Camera dei Deputati nella lista di Liberi e Uguali in Europa, si presenta

L’emigrazione dall’Italia ha ormai raggiunto i livelli del dopoguerra. Bisogna quindi tessere un dialogo tra le diverse generazioni della nostra emigrazione, che oggi non si parlano.

Sono nato e cresciuto a Bolzano da genitori emiliani. Sono stato il primo della mia famiglia a poter studiare, laureandomi in Ingegneria Elettronica all’Università di Bologna. Negli stessi anni nasceva a cresceva la mia passione politica.

Ho lavorato a Parigi, New York, Berna e da quindici anni a Zurigo, dove sono dirigente in una delle maggiori società finanziarie. Nel frattempo, ho conseguito un Master in Finanza alla New York University.

Ho conosciuto le persone e i temi della nostra emigrazione nei paesi in cui ho vissuto, mantenendo ben saldi i miei legami con l’Italia. Sono stato Presidente del CASCI di Berna, aumentando costantemente le iscrizioni ai corsi di lingua italiana.

Mi batto per la dignità del lavoro, la riduzione delle disuguaglianze, i diritti dei migranti come me, la parità tra i generi, un’economia sostenibile, l’investimento in ricerca e conoscenza.

Nel 2015, più di 250.000 italiani sono andati all’estero, tanti come nei primi anni sessanta. E, oggi come allora, emigrano le nostre professionalità migliori.

Bisogna smascherare la retorica ipocrita dei “cervelli in fuga”, perché quasi tutti se ne vanno senza averne voglia e per le stesse ragioni: fuggire dalla disoccupazione, dal precariato, dai salari da fame, dalle carriere bloccate da baronie e clientelismi. Bisogna eliminare le cause dell’esodo, ma poi garantire, per chi è dovuto partire, migliori servizi consolari, più risorse e una profonda riforma dei corsi di lingua e cultura italiana, la fine delle tassazioni inique come IMU, TASI e TARI sulla prima casa.

Gli italiani che vivono e lavorano all’estero sono una risorsa sia per l’Italia, sia per il Paese nel quale vivono. Vogliamo dai paesi ospitanti attenzione e investimenti per la nostra lingua e la nostra cultura, il diritto al voto amministrativo e l’assistenza ai nostri anziani in italiano.

La parità di genere si realizza innanzitutto con un piano straordinario per l’occupazione femminile e un supporto alla genitorialità che responsabilizzi di più gli uomini, offrendo allo stesso tempo infrastrutture, asili e scuole.

Vogliamo ridare dignità al lavoro superando il Jobs Act rilanciando il contratto a tempo indeterminato, e intendiamo affrontare per tempo la robotizzazione puntando a una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

 

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