Data odierna 22-06-2017

  Elio Carozza, segretario generale del Cgie, scrive al Premier Renzi e, per conoscenza, ai presidenti di Camera e Senato oltre che ai Ministri Mogherini, Alfano e Padoan.   Gentile Presidente,...

Elezioni europee 2014 – Carozza CGIE scrive a Renzi

 

Elio Carozza, segretario generale del Cgie, scrive al Premier Renzi e, per conoscenza, ai presidenti di Camera e Senato oltre che ai Ministri Mogherini, Alfano e Padoan.

 

Gentile Presidente, a nome del Consiglio Generale per gli Italiani all’estero (CGIE), che ho l’onore di rappresentare in qualità di Segretario generale, sottopongo alla Sua attenzione una situazione che stride fortemente con l’indirizzo da Lei dato all’azione del Governo appena costituito.

 

Mi riferisco ai seggi appositamente costituiti dall’Amministrazione italiana nei Paesi dell’UE per consentire ai nostri connazionali di votare per liste italiane in occasione delle prossime elezioni europee.
Lei sa bene che la normativa europea riconosce ad ogni cittadino dell’Unione il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello Stato in cui risiede. Questa disposizione è finalizzata a rafforzare il concetto di cittadinanza europea mediante la partecipazione al voto e al di là della nazionalità. La maturazione dello spirito di cittadinanza europea, da favorire anche con l’esercizio di un diritto primario come il voto, mira ad una migliore integrazione dei cittadini dell’Unione nel Paese ospitante. Proprio il progressivo e costante processo di integrazione ha determinato una crescita esponenziale di opzioni per le liste dei Paesi di effettiva residenza e una diminuzione del voto per i candidati nazionali, che è passato dal 17,7% del 1999 al 10,8% del 2OO4,al 7,4 del 2009. il superamento di una normativa vecchia di un quarto di secolo sarebbe, dunque, del tutto in linea con gli orientamenti consolidatisi tra gli italiani residenti in Europa e aderente alla situazione di fatto; esso, inoltre, non priverebbe il cittadino elettore di un suo diritto dal momento che chi desideri votare per le liste nazionali può farlo depositando il suo voto nei seggi costituiti in Italia. Tra le altre cose, l’Italia è il solo Paese europeo che organizza seggi per le espressioni di voto a favore delle liste nazionali in altri Paesi dell’UE.
A queste considerazioni generali, si aggiunge una forte preoccupazione per una spesa considerevole, ma sostanzialmente inutile. Nel 2009, infatti, per la stampa dei materiali e l’organizzazione dei seggi elettorali sono stati spesi 10,4 milioni di euro, senza contare gli oneri di spedizione all’estero e facciamo notare che, in sostanza, ogni voto espresso è costato all’erario italiano 130 euro, oltre a trattarsi di un impiego di risorse in forte controtendenza con gli indirizzi di revisione della spesa perseguiti dal Suo Governo, saremmo di fronte ad un atto difficilmente comprensibile proprio per coloro che dovrebbero beneficiarne, gli italiani all’estero. Per le operazioni elettorali necessarie a consentire ad una platea di circa 4.000.000 di elettori di rinnovare i loro organismi di rappresentanza, dopo 5 anni di rinvii, infatti, si è ritenuto di impegnare appena un terzo di tale somma, con il palpabile rischio che le obiettive difficoltà di esercitare il proprio diritto in condizioni normali possa determinare serie difficoltà per la partecipazione al voto. Solo chi non ha un’idea precisa delle difficoltà in cui si dibatte la nostra rete diplomatico-consolare a causa della costante crescita di funzioni e della diminuzione di personale e risorse ad essa attribuiti, può pensare di riversare su di essa una nuova prova tanto complessa e defatigante quanto inutile.
A nome del Cgie, dunque, la invito a considerare l’opportunità di adottare, con comprensibile urgenza, un provvedimento normativo che possa scongiurare il concretizzarsi di una situazione discutibile, se non addirittura imbarazzante, sotto il profilo dello sviluppo della cittadinanza europea, della giustificazione dell’utilità della spesa e delle stesse capacità operative della nostra

 

rete diplomatico-consolare, oberata da mille incombenze.

 

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento