Data odierna 21-11-2017

È stata assegnata alla Commissione Lavoro della Camera la proposta di legge presentata dal deputato Pd Marco Fedi “Modifica all’articolo 42 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, in...

Diritti sindacali del personale della Farnesina all’estero: Alla commissione lavoro la proposta di legge di Fedi

È stata assegnata alla Commissione Lavoro della Camera la proposta di legge presentata dal deputato Pd Marco Fedi “Modifica all’articolo 42 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, in materia di diritti e prerogative sindacali del personale in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e consolari nonché presso gli istituti italiani di cultura all’estero”.

Sottoscritta dagli altri deputati Pd eletti all’estero – La Marca, Farina, Garavini e Porta – il testo sarà sottoposto ai pareri delle Commissioni Affari Costituzionali, Affari Esteri, Bilancio e Cultura.
Il testo, spiega Fedi, modifica la legge – proposta dallo stesso deputato e approvata nella scorsa Legislatura – “Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di diritti e prerogative sindacali di particolari categorie di personale del Ministero degli affari esteri”, che, ricorda il deputato “ha riconosciuto al personale a contratto che lavora presso le sedi diplomatico-consolari del Ministero degli affari esteri e gli istituti italiani di cultura all’estero parità di diritti sindacali rispetto alle altre categorie di lavoratori”.
La legge – annota Fedi – “richiede, comunque, l’attuazione delle norme del decreto legislativo n. 165 del 2011, indispensabile al fine di garantire l’effettività della parità di trattamento in termini di diritti sindacali del personale assunto con contratto locale dal Ministero degli affari esteri; il decreto legislativo, all’articolo 42, prevede che nelle pubbliche amministrazioni la libertà e l’attività sindacali sono tutelate nelle forme previste dalle disposizioni della legge 20 maggio 1970, n. 300, cosiddetto “statuto dei lavoratori”. Il titolo II della legge n. 300 del 1970 contiene, a sua volta, una serie di disposizioni volte a rafforzare l’effettività del principio di libertà sindacale sul posto di lavoro e il decreto legislativo n. 165 del 2001 conferma, dunque, la vigenza dei diritti previsti dallo statuto dei lavoratori per tutti i dipendenti, indipendentemente dal fatto che siano destinatari o no della contrattazione collettiva”.
“Nonostante le modifiche introdotte dalla legge n. 38 del 2012, – spiega ancora Fedi – il personale a contratto non può ancora godere a pieno titolo delle prerogative sindacali poiché l’accordo tra l’Agenzia (ARAN) e le organizzazioni sindacali, rappresentative ai fini dell’articolo 50 del decreto legislativo n. 165 del 2001, in materia di contenimento e razionalizzazione dei permessi sindacali, non ha riconosciuto la possibilità dei distacchi sindacali ai fini della rappresentanza di base per il personale a contratto”. Quindi, conclude, “con la modifica introdotta dalla proposta di legge si garantisce la rappresentanza sindacale di base in materia di diritti e prerogative sindacali di particolari categorie di personale del Ministero degli affari esteri”.
Di seguito il testo dell’articolo.
“Art. 1.
1. Il comma 3-bis dell’articolo 42 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è sostituito dal seguente:
“3-bis. Ai fini della costituzione degli organismi di cui al comma 3, è garantita la partecipazione del personale in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e consolari nonché presso gli istituti italiani di cultura all’estero, anche se assunto con contratto regolato dalla legge locale. Di quanto previsto dal presente comma, in relazione ai risultati elettorali e alle deleghe conferite alle organizzazioni sindacali per il versamento dei contributi sindacali del personale assunto con contratto regolato dalla legge locale, valide per il calcolo del dato associativo, si tiene conto ai fini del calcolo della rappresentatività sindacale ai sensi dell’articolo 43. Dall’attuazione delle disposizioni del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. (aise)

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