Data odierna 18-07-2018

LIONE - Membro uscente del Comites di Lione, Monica Paternò di Sessa denuncia oggi le difficoltà create dai diversi rinvii che hanno caratterizzato l’indizione delle elezioni dei Comites. Criticità,...

CRITICHE DI PATERNO’ DI SESSA PER IL RINNOVO COMITES (LIONE)

LIONE - Membro uscente del Comites di Lione, Monica Paternò di Sessa denuncia oggi le difficoltà create dai diversi rinvii che hanno caratterizzato l’indizione delle elezioni dei Comites.

Criticità, scrive Paternò, emerse da subito e dovute alla stretta tempistica imposta dalle decisioni di Governo.
“Alla lettura delle ultime disposizioni per il rilancio delle liste di candidature in vista delle elezioni dei Comites, rinviate in aprile, è legittimo domandarsi se non siamo governati da “apprendisti stregoni” e non da uomini politici responsabili. Chi ha in mente il bellissimo film di Disney, “Fantasia”, si ricorderà certamente la seguenza che accompagnava la musica de “L’Apprenti sorcier” di Ducas. In questa sequenza, Topolino, volendo imitare il suo padrone, perde il controllo della bacchetta magica ed è sommerso da una sarabanda indiavolata di scope. La vicenda della elezioni per i COMITES fa venire in mente, immancabilmente, questa famosa scena”, scrive la consigliera del Comites di Lione, una delle sedi in cui non essendo stata giudicata ammissibile nessuna lista, sono state rindette le elezioni con il decreto del 17 gennaio ed è dunque possibile ripresentare le liste, che devono essere sottoscritte da 200 connazionali.
A contrariare la connazionale, il fatto che “non è concesso alle liste di ripresentarsi, conservando le dichiarazioni di candidatura già depositate a suo tempo, e mantenere valide le firme già ottenute. Sarebbe stato troppo facile! Gli uomini che stanno al governo, si rendono conto di cosa vuol dire ricominciare una raccolta di firme? Credono, i nostri “apprendisti stregoni governativi”, che coloro che hanno già firmato in ottobre, sono disposti a tornare davanti al Console o al Sindaco (quando è abbastanza ben disposto per accettare!) per rimettere una firma su un documento che avevano già firmato?”.
Secondo Paternò di Sessa questa è un’altra dimostrazione del fatto che “i nostri politici non hanno nessuna considerazione per noi italiani all’estero” e che “il loro scopo perseguito ormai da alcuni anni, è la soppressione dei Comites stessi”.
Oltre che contro il Governo, Paternò Di Sessa punta il dito anche contro gli eletti all’estero: “dove erano i nostri deputati e senatori? Non li abbaimo nè visti nè sentiti, che siano essi di destra o di sinistra! Triste fine di una battaglia di oltre vent’anni per ottenere il voto perchè gli Italiani all’estero potessero avere i loro propri rappresentanti”.
Quindi, conclude, “non ci si stupisca se il numero dei votanti diminuisce. Malgrado i loro limiti, i COMITES erano l’unico organismo ancora in contatto immediato con i nostri connazionali all’estero. Con la loro inevitabile scomparsa e davanti all’incompetanza dei loro rappresentanti al parlamento, gli Italiani all’estero possono considerarsi definitivamente radiati dalla comunità nazionale”. (aise)

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