Data odierna 22-08-2017

Nella seduta di ieri pomeriggio, la Commissione Affari Esteri della Camera ha proseguito l’esame della “Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse...

Critiche alle chiusure consolari alla Camera. Dassù: COMITES e CGIE sono stati consultati

Nella seduta di ieri pomeriggio, la Commissione Affari Esteri della Camera ha proseguito l’esame della “Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa per l’anno 2012 del Ministero degli affari esteri”, approvando infine una relazione favorevole, con osservazioni.

Prima del voto, alla presenza del viceministro Marta Dassù, alcuni deputati hanno ribadito forti perplessità per la scelta della Farnesina di chiudere alcune sedi consolari.

Tra questi Fabio Porta (Pd) secondo cui “è importante considerare le numerose comunità di connazionali residenti all’estero non come un problema da risolvere bensì come una preziosa risorsa da utilizzare per il Paese. Circa la gestione degli immobili, così come a quella del personale, così pure come alla riorganizzazione delle sedi, il principio ispiratore deve essere quello di eliminare ogni spreco realizzando sinergie finalizzate ad ottimizzare le risorse”.

Carlo Sibilia (M5S) – che ha annunciato l’astensione al voto – ha manifestato “molti dubbi circa l’utilità delle chiusure dei consolati, da cui conseguirebbe un risparmio di soli otto milioni di euro, quando la rinuncia da parte di noi eletti del Movimento 5 Stelle agli emolumenti a noi spettanti fa risparmiare allo Stato molto di più. È molto più grave l’umiliazione inflitta ai nostri concittadini all’estero che troveranno chiuse le sedi in cui erano soliti recarsi – ha aggiunto – così come grave è il non poter destinare la modesta di 2 milioni di euro agli Istituti Italiani di Cultura all’estero, certificando in questo modo il completo fallimento della politica estera e di bilancio di uno Stato che ha adottato una scellerata gestione della spesa pubblica”.

Molto critico anche Alessandro Di Battista (M5S) che ha voluto segnalare al viceministro Dassù “la grande disparità che si registra tra i risultati conseguiti dai diversi IIC. Mi chiedo se esempi virtuosi, come quello di Tokyo, che si autofinanzia per l’80 per cento grazie ai corsi di lingua, siano stati fatti oggetto di studio per estendere le migliori pratiche anche ad altre sedi”.

Per Gianni Farina (Pd) “quel che è stato ed è purtroppo inaccettabile è il metodo che è stato adottato in modo devastante senza prendere in considerazione gli organismi rappresentativi degli italiani all’estero di cui fanno parte persone qualificate e di buon senso che avrebbero saputo accettare i sacrifici richiesti”.

Nella sua replica, Dassù ha assicurato a Farina che “sia il CGIE che i COMITES sono stati debitamente consultati circa la chiusura delle sedi consolari” e che “comunque, ogni decisione può essere oggetto di revisione sulla base dell’esperienza e non deve quindi essere considerata irreversibile”. Il vice ministro ha quindi annunciato che “la Farnesina ha svolto un’approfondita riflessione interna”, le cui conclusioni saranno pubblicate “in un “libro bianco” che sarà portato a conoscenza del Parlamento”.

A margine della seduta, la Commissione ha approvato la relazione favorevole con osservazioni, che pubblichiamo di seguito.

“La III Commissione,

esaminata la Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa per l’anno 2012 del Ministero degli affari esteri (Doc. CLXIV, n.5);

richiamato il parere reso nella scorsa legislatura nell’esame in sede consultiva del decreto-legge n.95 del 2012;

preso atto che il rapporto di performance ha l’obiettivo di fornire una rappresentazione dei risultati realizzati dal Ministero degli affari esteri nel corso del 2012, e costituisce premessa imprescindibile per migliorare la qualità dei servizi offerti e consentire al contempo di garantire la massima trasparenza dei risultati e delle risorse impiegati per la loro realizzazione;

osservato che la Relazione in esame appare conforme al modello prescritto dal dettato normativo, individuando preliminarmente le priorità politiche del Ministero degli affari esteri, ossia: favorire l’autonomia e la responsabilizzazione dei vari livelli di dirigenza, la semplificazione delle procedure e l’estensione di un efficace sistema di valutazione; rafforzare il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale per garantire la stabilità di un sistema internazionale fondato sul rispetto dei diritti umani, sulla legalità e sulla cooperazione allo sviluppo; proseguire nel processo di integrazione; contribuire al rilancio dello sviluppo economico del Paese mediante il potenziamento dell’azione a sostegno del sistema Italia e l’assistenza dei cittadini e delle imprese italiane all’estero assicurando tra l’altro la modernizzazione dei servizi forniti dalla rete all’estero;

premesso che una nuova visione del ruolo del Parlamento dovrebbe vedere accrescere le occasioni e gli strumenti di approfondimento di documenti come quello in esame, che consentano una più puntuale verifica e valutazione dell’utilizzo delle risorse pubbliche, dei modelli organizzativi e dell’efficacia dell’azione delle diverse amministrazioni coinvolte nell’attuazione delle scelte legislative e degli indirizzi politici;

condivisa l’opportunità che la Commissione, nell’esercizio della propria funzione di indirizzo e in un’ottica di continuità e sinergia interistituzionale, partecipi al processo di analisi e valutazione della spesa pubblica, comunemente denominato spending review;

rilevato che il Ministero degli affari esteri ha avviato un percorso virtuoso ai fini della ristrutturazione e razionalizzazione della spesa, nonostante i gravi tagli lineari subiti che hanno ulteriormente ridotto, rispetto alla media dei grandi Paesi europei, la percentuale del PIL destinata alle relazioni internazionali;

ribadita l’importanza della rete estera di cui l’Italia dispone, in quanto patrimonio di strutture ed esperienze professionali a disposizione dei cittadini, delle istituzioni e delle imprese;

rinnovato l’impegno da parte della Commissione ad ulteriori approfondimenti conoscitivi sulla materia oggetto della Relazione in esame, al fine di continuare a monitorare periodicamente gli obiettivi di revisione della spesa nonché l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con le seguenti osservazioni:

la riorganizzazione della rete estera non può essere solo correlata ad economie di bilancio, ma deve ispirarsi ad un’adeguata e non estemporanea riflessione sulla presenza italiana nel mondo, delineandone un assetto più dinamico e flessibile, anche in linea con l’obiettivo governativo della crescita, che sperimenti nuovi modelli quali l’ambasciata hub, l’ambasciata “leggera” ovvero sinergie con il Servizio europeo per l’azione esterna;

la razionalizzazione della rete all’estero può offrire un’opportunità per il progressivo riequilibrio degli organici tra le sedi europee e quelle extra-europee, anche attraverso eventuali ulteriori accorpamenti di rappresentanze presso organizzazioni internazionali, nonché per il riequilibrio tra personale in missione e personale locale, i cui contingenti devono essere significativamente incrementati;

l’esperienza positiva del “bilancio di sede” è meritevole di ulteriori sviluppi anche in vista di una modifica legislativa che mantenga prevalentemente in loco il gettito delle percezioni consolari ai fini della promozione del sistema-Paese e dei servizi per le collettività italiane all’estero;

la gestione immobiliare delle sedi all’estero, anche a fronte degli elevati canoni di locazione, può e deve fare oggetto di un processo di riqualificazione che assicuri al tempo stesso la scelta del migliore intervento caso per caso e l’adozione di economie di scala, valutando in particolare l’eventualità di istituire una società di gestione al fine di semplificare le procedure attualmente vigenti;

è necessario procedere finalmente ad interventi legislativi di riforma organica in materie quali la cooperazione allo sviluppo e la promozione della lingua e della cultura italiana, la cui disciplina risulta ormai ampiamente superata;

la preparazione e lo svolgimento del semestre italiano di presidenza dell’Unione europea (luglio-dicembre 2014), su cui da ultimo si è soffermato il Presidente del Consiglio nelle comunicazioni rese alla Camera dei deputati martedì 22 ottobre, richiede da parte dell’Amministrazione degli affari esteri un impegno straordinario a cui è necessario garantire adeguate risorse e per cui è importante continuare a predisporre per tempo le relative strutture;

le nuove dimensioni in cui si articolano le relazioni europee ed internazionali, nel quadro di una sempre più crescente interdipendenza globale, prospettano l’esigenza di un approccio coerente ed integrato alla rappresentanza degli interessi nazionali sia sul piano bilaterale che multilaterale, per cui occorre che il Ministero degli affari esteri sia messo in condizioni di rafforzare le sue capacità di raccordo e di coordinamento”. (aise)

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