Data odierna 24-09-2017

Intervista al  nuovo presidente del Comites di Montevideo: “Tutto sarà fatto con la massima trasparenza”. **************************************************************** Alessandro Maggi è...

Comites Montevideo: Maggi è il nuovo presidente

Intervista al  nuovo presidente del Comites di Montevideo: “Tutto sarà fatto con la massima trasparenza”.

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Alessandro Maggi è stato eletto nuovo presidente del Comites di Montevideo lo scorso 16 agosto in una riunione che ha portato alla sfiducia del precedente esecutivo. Fa parte della lista Unitalia guidata da Filomena Narducci. 46 anni, famiglia di orgine lombarda, Maggi ha vissuto una parte della sua adolescenza in Italia dove ha frequentato le scuole elementari e medie. Per otto anni, dal 1998 al 2006, è stato funzionario del Comites svolgendo funzioni di segreteria e attualmente vive a Colonia dove è il responsabile del patronato Inas.
D. Come si sente il nuovo presidente del Comites?
R. È un piacere e un onore per l’incarico che mi è stato affidato. Sento un senso di grande responsabilità e sono cosciente che stiamo vivendo un momento molto difficile. Farò del mio meglio e cercherò di metterci tutto l’impegno possibile.
D. Cosa sente di dire ai consiglieri del Maiu, la lista più votata che adesso è passata all’opposizione?
R. Si sono autoesclusi dalla riunione. Tutto è stato fatto a norma di legge: questo è indiscutibile. A loro dico di ricominciare e lavorare costruttivamente, di fare un’opposizione costruttiva.
D. Come giudica l’operato del Comites in questi primi due anni?
R. Fin dall’inizio ci sono stati comportamenti fuori dalla legge. C’è stata un’interpretazione sbagliata dei ruoli e l’esecutivo ha prevalso continuamente sull’assemblea in contrasto rispetto a quanto stabilisce la normativa. Le decisioni di questo organismo devono essere prese nelle riunioni dei consiglieri, l’esecutivo si limita solo a eseguire quanto già deciso.
D. Facciamo degli esempi.
R. Non è stato mai votato un regolamento interno che era una delle prime cose che andava fatto. Il master plan che hanno presentato non è stato deciso dall’assemblea. Anche le commissioni di lavoro interne sono state create solo dall’esecutivo senza il coinvolgimento degli altri consiglieri. È la prima volta in Uruguay che c’è una sfiducia, è un fatto significativo e vorrà pure dire qualcosa.
D. Unitalia è stata accusata di boicottaggio da parte del precedente esecutivo per aver fatto saltare il numero legale nelle ultime convocazioni. È capitato che eravate assenti tutti voi consiglieri della lista: caso fortuito o strategia politica precisa?
R. Smentisco categoricamente qualsiasi accusa di boicottaggio che ci è stata fatta. Il problema era l’organizzazione interna delle riunioni che venivano convocate senza consultare il parere degli altri consiglieri che a volte non potevano essere presenti. Questa modalità ha portato anche a un ritardo incredibile su tutte le questioni principali che il Comites non è riuscito a trattare.
D. Ci sono state strumentalizzazioni politiche da parte del gruppo di Aldo Lamorte?
R. Assolutamente sì. La situazione è diventata insostenibile. Lo si è capito ancora di più con l’ultima convocazione di una riunione con le associazioni.
D. Voi consiglieri eravate a conoscenza di questo incontro?
R. No. Nessuno di noi ha ricevuto un invito, è stato tutto molto inverosimile. In base a quanto stabilito dalla legge, l’unica funzione di un presidente ad interim è quella di convocare una riunione per eleggere un nuovo presidente. Quindi era illegittimo fare una convocazione del genere a nome poi del Comites che non ne sapeva nulla. Ho letto su Gente d’Italia che per l’occasione è stata affittata la sede della Federazione Lucana: bisognerà fare la massima chiarezza per capire che cosa è successo, quanto denaro è stato speso e il perché.
D. Qualcosa di positivo è stato fatto in questi due anni?
R. Non saprei, forse c’è stata una buona visibilità.
D. E la Giornata degli Italiani che ha riunito dopo un decennio migliaia di persone?
R. Va benissimo l’idea ma, ripeto, nessun aspetto è stato votato dall’assemblea. Non siamo stati mai informati sugli aspetti economici. A distanza di un anno non sappiamo ancora nulla: chi ha preso le decisioni? Che spese e ricavi ci sono stati? Attenzione: bisogna ricordare che non è la prima volta che il Comites fa un’iniziativa del genere. Il risultato dello scorso anno è anche frutto di un’esperienza precedente. Io c’ero nel 2006 e me lo ricordo bene, 2 giorni di attività e una partecipazione altissima.
D. Quali saranno gli obiettivi durante questa presidenza?
R. È ancora prematuro parlare di queste cose. È difficile pianificare attività senza il supporto economico che è ovviamente un aspetto fondamentale. In ogni caso come prima cosa sarà doveroso mettere ordine all’interno e sottoporre al voto dell’assemblea il regolamento interno e le commissioni di lavoro. Non voglio fare grandi annunci eclatanti: prima risolviamo gli aspetti interni istituzionali e poi pensiamo alla collettività. Tutto sarà fatto con la massima trasparenza.
D. Indipendentemente dalle vostre ragioni, bisogna dire che alla collettività interessano poco le questioni interne del Comites che anzi, finiscono per generare ulteriore sfiducia in un ambiente già abbastanza scoraggiato. Dunque, cosa verrà fatto?
R. Le idee ci sono, voglio rassicurare tutti. Cercheremo il coinvolgimento diretto delle associazioni e organizzeremo le festività nazionali come il 25 aprile ed il 2 giugno. Come primo passo però è necessario risolvere alcune cose che sono fondamentali per il nostro funzionamento.
D. La Giornata degli Italiani verrà ripetuta?
R. Magari, mi piacerebbe. Si potrebbe rifare anche con un coinvolgimento maggiore dell’interno del paese.
D. Sulla Casa degli Italiani quali sono le sue intenzioni?
R. Serve una collaborazione più attiva tra Comites e Aiuda (proprietaria dell’immobile). Attualmente la Casa è vuota e questo provoca un grande dispiacere ricordando com’era in passato, sempre piena.
D. Il tema dei servizi consolari è quello che preoccupa maggiormente la popolazione italiana in Uruguay. Cosa farà il Comites?
R. La situazione è insostenibile, lo vedo tutti i giorni qui a Colonia. Questo sarà sicuramente uno dei nostri temi principali. Cercheremo di intervenire e portare questi reclami verso due piani diversi: a livello locale con le autorità diplomatico-consolari e poi anche verso il Ministero degli Esteri. Mi auguro che venga rispettata la promessa che aveva fatto il Governo sull’incremento dei fondi presa dalla tassa per la cittadinanza. Questi fondi dovrebbero essere utilizzati per aumentare il personale e potenziare la struttura visto l’alto carico di lavoro.
D. Vivere a Colonia, lontano da Montevideo, è positivo o negativo per un presidente del Comites?
R. Io direi positivo. Conosco bene la realtà dell’interno che è un problema generale di questo paese e non soltanto del Comites. Ci tengo a precisare però che Colonia rappresenta un caso particolare visto che siamo solo a un’ora e mezza da Montevideo”.

Di Matteo Forciniti  ”La Gente d’Italia

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