Data odierna 22-09-2017

“I Comites d’Australia e i Consiglieri del CGIE Australia esprimono la loro più profonda opposizione alla chiusura dei Consolati di Adelaide (South Australia) e Brisbane (Queensland) come annunciato...

Comites e Cgie australiani scrivono a Bonino: Salvi Brisbane e Adelaide

“I Comites d’Australia e i Consiglieri del CGIE Australia esprimono la loro più profonda opposizione alla chiusura dei Consolati di Adelaide (South Australia) e Brisbane (Queensland) come annunciato dall’Ambasciata d’Italia in Australia il 30 luglio 2013″. Inizia così la lettera che i Presidenti dei Comites Vincenzo Papandrea (SA), Giuseppe Musso (NSW), Vittorio Petriconi (WA) e Paola Cerrato (ACT) insieme ai Consiglieri Cgie, Daniela Costa, Franco Papandrea, Francesco Pascalis e Luigi Casagrande, hanno inviato al Ministro degli Esteri Emma Bonino, per esprimere la loro opposizione alla chiusura dei Consolati di Adelaide e Brisbane.

“La Comunità italiana in Australia – si legge nella lettera – si aspettava da questo governo e dal MAE una maggiore sensibilità e disponibilità al dialogo, rispetto ai governi precedenti. Governi che hanno di fatto inclinato profondamente i rapporti tra Stato e cittadini italiani all’estero, con politiche riduttive che di fatto hanno quasi azzerato gli interventi di sostegno, e non solo finanziari, dall’insegnamento della lingua e cultura, agli Istituti di Cultura, alle Camere di Commercio, ai Comites e all’intera struttura diplomatica-consolare, messa in una situazione di disagio complessiva per la forte diminuizione di personale e mezzi”.

“I risparmi dalle chiusure dei Consolati di Adelaide e Brisbane –annotano i rappresentanti della comunità – sarebbero minimi per le casse dello Stato. Risparmi che sarebbero invece facilmente ottenibili attraverso una più attenta revisione della spesa all’interno dello stesso Ministero. Sarebbero invece enormi i danni della chiusura dei due Consolati nei rapporti con la comunità italiana e con i governi Statali, con i quali esistono accordi di diversa natura che andrebbero rafforzati e non sminuiti”.

“I Comites e il Cgie – si ricorda nella lettera – hanno ripetutamente segnalato la particolare situazione australiana, caratterizzata dalle enormi distanze tra le città e tra le città e i centri rurali, della composizione della comunità italiana formata ancora da una larga parte di emigrati di prima generazione: anziana e bisognosa di sostegno, sicuramente non in grado di usare tecnologia e lunghi viaggi per rinnovare un passaporto o per sbrigare una qualunque pratica con l’Italia. Le drastiche chiusure dei Consolati metterebbero a serio repentaglio il processo, da Lei auspicato nel corso dell’Assemblea Plenaria del CGIE del giugno scorso, di ripresa e di internazionalizzazione dell’Italia che vede la nostra comunità italiana e le nuove presenze in un ruolo cruciale”.

“In qualità di rappresentanti delle comunità italiane in Australia, i sottoscritti presidenti Comites e consiglieri Cgie, Le chiedono, pertanto, di bloccare la decisione della chiusura dei Consolati e aprire un tavolo di discussione che veda la partecipazione dei rappresentanti istituzionali delle comunità italiane all’estero e i Parlamentari eletti all’estero. Confronto – concludono – non solo necessario, ma sicuramente utile per la realizzazione di un progetto condiviso che dovrà avere al centro la comunità italiana all’estero e gli interessi dello Stato a livello internazionale”. (aise)

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