Data odierna 18-11-2017

E’ finito il tempo delle posizioni “muro contro muro” registrato in questi ultimi due anni nello scontro dialettico fra le componenti istituzionali e parlamentari, questi ultimi in...

E’ finito il tempo delle posizioni “muro contro muro” registrato in questi ultimi due anni nello scontro dialettico fra le componenti istituzionali e parlamentari, questi ultimi in buona parte non afferenti al mondo dell’emigrazione italiana all’estero,  ed il  mondo associazionistico insieme agli organismi di rappresentanza, come i Comites ed il CGIE ?  E’ la lettura degli avvenimenti,  accaduti all’interno e collateralmente all’ultimo incontro del Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero in questi giorni, non pochi fra i protagonisti ed osservatori. La conferma arriva dallo stesso Segretario Generale del CGIE, Elio Carozza, il quale afferma che “alla luce della condizione vissuta dal Paese in settori ben piu’ incisivi per la vita degli italiani, il cambiamento nell’atteggiamento verso gli italiani all’estero puó essere considerato un fatto positivo”.

E’ d’altra parte, è stato uno scontro dai toni alti, quello degli ultimi mesi, come mai si era visto in passato, e che per la prima volta nella storia dell’emigrazione organizzata ha conosciuto una mobilitazione massiccia delle comunitá fuori d’Italia a Francoforte, Vancouver e Buenos Aires in difesa delle prerogative riconosciute nel tempo.

Numeri a cinque zeri per le manifestazioni di protesta contro gli ennesimi tagli sui capitoli di bilancio dedicati agli italiani all’estero ma, anche, sollevazioni contro le modifiche normative assunte come limitative della rappresentanza sociale . Ed ancora: il rinvio – per la seconda volta  – delle elezioni dei Comitati degli Italiani all’estero in attesa di riforme sulle quali fra gli stessi rappresentanti istituzionali non sembra esservi unanimitá.

D’altronde, l’eco delle parole del Premier sull’emigrazione italiana, giunte dal suo viaggio in Brasile,  ha capovolto certezze ed aspettative, prime fra tutte,  quelle degli stessi colleghi di Governo, parlando si’ di riforme ma rimettendo in gioco non la rappresentanza dei Comites e del CGIE, ormai considerata obsoleta in particolare per il CGIE ma, piuttosto, proprio quella dei 18 parlamentari della Circoscrizione Estero, considerati – sul piano delle riforme in divenire -  intangibile punto di riferimento delle comunitá italiane all’estero dei cinque continenti.

Cosicchè, con buona pace delle strutture locali, come i Comites,  interpreti delle necessitá delle comunitá vecchie e nuove, nonostante limiti oggettivi e soggettivi, e di un CGIE che ha visto nei tre appuntamenti continentali  il rafforzamento del proprio ruolo quale punto di riferimento delle comunitá all’estero, sembra essersi  riaperto il dialogo per avviare, sulla base di altri ragionamenti, una nuova sessione di riforme, aderente alle esigenze delle comunitá.

Accade cosí che l’incontro  in Senato con il Sen. Tofani si sia chiuso con l’assunzione dell’impegno a presentare, come relatore,  emendamenti al testo di riforma dei Comites e del CGIE che il Segretario del CGIE Elio Carozza presenterá a nome del Consiglio Generale degli Italiani all’estero entro il prossimo lunedi’, come ha anticipato ad ItaliaLavorotv/Italiannetwork.

Accade cosí che il Sottosegretario Mantica dichiari di condividere le preoccupazioni per le difficoltá che le comunitá dovranno sopportare a causa dei tagli, anche se – sottolinea Carozza – su tale fronte il discorso è netto: non ci sará un soldo di più in fase di assestamento di bilancio. E per i prossimi due anni la situazione non potrá migliorare.  Il Ministro Tremonti – ha riferito Mantica -  è stato molto chiaro: nessun patteggiamento nè sui corsi, nè sull’assistenza. Su questo piano solo l’Argentina percepirá una copertura, aprendo cosí – non puó fare a meno di rilevare il Segretario Generale del CGIE – una situazione di squilibrio rispetto a comunitá anziane in difficolta in altri Paesi.

In buona sostanza, un risultato c’è stato:” l’impegno a varare riforme condivise, afferma il Segretario Generale del CGIE.  Ma fino a che punto condivise ?  “Staremo a vedere nei prossimi giorni” dichiara Elio Carozza, che non puó fare a meno di rilevare come coesista, tuttavia, una netta contrapposizione fra l’apertura politica e la conferma di una finanziaria che stralcia ogni possibilitá di intervento.Di tutto ció dovrá prendere atto la prossima Assemblea Plenaria del CGIE di novembre, per la quale il Segretario Generale del CGIE anticipa “vi saranno novita’”.

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