Data odierna 24-10-2017

Continua lo stato d’agitazione delle associazioni e del Comites della Circoscrizione Consolare di San Gallo, comprendenti i cantoni Appenzello Interno ed Esterno, Grigioni, San Gallo, Turgovia e Principato...

Continua lo stato d’agitazione delle associazioni e del Comites della Circoscrizione Consolare di San Gallo, comprendenti i cantoni Appenzello Interno ed Esterno, Grigioni, San Gallo, Turgovia e Principato del Liechtenstein, impegnati a far recedere il Ministero degli Esteri italiano dall’annunciata chiusura della sede consolare che offre servizi a cinquantaseimila cittadini italiani nella più ampia ed estesa area geografica della Svizzera, la cui superficie si estende dai confini italiani, a quelli dell’Austria, del Principato del Liechtenstein e della Germania. Un territorio inserito nella macroregione delle Alpi, caratterizzato da un’impervia e complessa morfologia territoriale che rende non veloci i viaggi e gli spostamenti con i mezzi pubblici.” Lo afferma una nota del Comitato.

“Parimenti – afferma la nota a firma Teo Palmisano – hanno dimostrato la loro perplessità sulla questione diverse autorità cantonali e comunali svizzere, i sindacati e altre associazioni culturali e politiche svizzere.

Nella serata di martedì 18 febbraio scorso, il Comitato di Lotta, composto da numerose associazioni presenti nei centri più significativi della circoscrizione, si è riunito per valutare i risultati conseguiti e per mettere in essere ulteriori proposte d’impegno civile, fino a quando non ci sarà una presa di posizione ufficiale da parte delle autorità italiane ed un incontro chiarificatore sulle misure e sulla tipologia di servizi che il ministero degli Affari Esteri italiano intende attuare su tutto il territorio elvetico.

Alla riunione erano presenti 54 rappresentanti di associazioni, comunità locali, istituzioni ed enti.

Fermo restando lo stato d’agitazione, portato avanti nelle forme civili e pacifiche, il comitato di lotta per il mantenimento del Consolato di San Gallo ha programmato le seguenti attività e manifestazioni:

1 – Sollecitare i sindaci delle città della Svizzera Orientale a sostenere l’azione del Comitato scrivendo direttamente lettere di disapprovazione al Ministro degli Esteri Italiano e/o al (alla) Vice Ministro (in fase di effettuazione)
2 – Diramare alle stampe i comunicati di ogni iniziativa o riunione;
3 – Investire subito con un documento di protesta il nuovo/nuova Ministro degli Affari Esteri a Roma;
4 – Svolgere, dopo apposita sensibilizzazione, una fiaccolata serale per le vie di San Gallo;
5 – Tenere “comizi/sit in” davanti al Consolato d’Italia in San Gallo, per alcuni sabati dei prossimi mesi;
6 – chiedere un incontro all’Ambasciatore d’Italia durante la sua prossima visita alle Autorità di Governo del Cantone di San Gallo;
7 – svolgere attività di sensibilizzazione, con assemblee o manifestazioni nelle altre città della Svizzera Orientale (Frauenfeld, Appenzell, Kreuzlingen, Rapperswil-Jona, Coira e nel Principato del Liechtenstein);
8. – interessare continuamente della questione i media e le TV nazionali svizzere e locali;
9. – cercare di coinvolgere la stampa italiana;
10.- continuare l’attività d’informazione e “pressing” sui parlamentari eletti all’Estero;
11. – organizzare una manifestazione davanti all’Ambasciata italiana in Berna ;
12 – organizzare una manifestazione di protesta davanti al Ministero degli Esteri a Roma.

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