Data odierna 22-11-2017

Quali accordi sono stati firmati dai due paesi e quali conseguenze avranno sui rapporti tra Italia e Uruguay? ******************************************************************* Sono stati principalmente...

Collaborazione tra Italia e Uruguay

Quali accordi sono stati firmati dai due paesi e quali conseguenze avranno sui rapporti tra Italia e Uruguay?

*******************************************************************

Sono stati principalmente due i risultati concreti ottenuti con la recente visita del presidente Sergio Mattarella nel rilanciare le relazioni tra Italia Uruguay. Due accordi molto diversi che cercheranno di rispondere a diverse necessità.
Oltre al più conosciuto accordo di estradizione, giovedì mattina, presso la Torre Ejecutiva, sede del Governo, è stato sottoscritto anche un accordo inerente alla collaborazione nel settore ferroviario. Da una parte Ferrovie dello Stato italiane (Fs) e dall’altra l’Administración de Ferrocarriles del Estado (Afe), il corrispettivo uruguaiano gestore sia della rete nazionale che dei servizi di trasporto. L’accordo è stato firmato da Giovanni Rocca (vicepresidente Fs) e Wilfredo Rodríguez (presidente Afe) di fronte ai due capi di Stato e ai ministri degli Esteri.
Quello firmato a Montevideo, tecnicamente, è un Memorandum of Understanding (MoU), cioè un accordo complessivo da dettagliare poi in singole intese. “Consulenza, condivisione di conoscenze per lo sviluppo dei sistemi ferroviari integrati, fornitura di materiale rotabile e assistenza tecnica”. Sono questi i pilastri del Mou delineati dal comunicato della società italiana.
In realtà la collaborazione tra Fs e Afe iniziò nel 2005 con un precedente memorandum che prevedeva la vendita, da parte di Trenitalia, di 300 carri. Questa volta la richiesta è partita in previsione della futura costruzione della seconda “papelera”, un mega progetto della multinazionale finlandese UPM per la produzione di cellulosa che avrà bisogno di essere trasportata attraverso i binari per raggiungere il porto di Montevideo. L’impianto del gruppo finlandese sorgerà sul río Negro, il fiume che taglia in due l’Uruguay.
Per il momento non è ancora ufficiale anche se c’è tanto ottimismo per un progetto in “dirittura di arrivo” che avrà all’incirca un costo di 4 miliardi di dollari secondo le autorità uruguaiane. Proprio per questo, di conseguenza, anche grazie a Ferrovie dello Stato ci saranno ancora più possibilità di veder concluso un accordo che sarà importantissimo per lo sviluppo del Paese sudamericano.
Il presidente Tabaré Vázquez, nella conferenza stampa insieme a Mattarella, ha messo in risalto con soddisfazione questo nuovo accordo con FS attraverso il quale l’Uruguay potrà “ricevere e valorizzare enormemente” gli apporti italiani in un settore in cui “abbiamo poca esperienza”. Ha aggiunto, inoltre, che questo accordo “arriva in un momento molto opportuno” visto che la trattativa di UPM con il Governo sembra avviarsi verso la conclusione. “Stiamo negoziando con l’azienda l’apertura del suo stabilimento” ha spiegato Vázquez. “Uno dei punti fondamentali di questo accordo è la modernizzazione della nostra rete ferroviaria”.
Anche Mattarella ha definito il memorandum “molto importante” prendendolo come possibile modello per le altre aziende italiane “molto interessate” nel lavorare in Uruguay nell’area delle infrastrutture.
Ferrovie dello Stato trasporta annualmente all’incirca 600 milioni di passeggeri e 50 milioni di tonnellate di merci all’anno. In Sud America è presente anche in Venezuela dove, attraverso la società Italferr, sta lavorando per la progettazione di nuove linee ferroviarie destinate prevalentemente al servizio merci come in Uruguay.
La rete ferroviaria uruguaiana si estende per 2900 chilometri, con linee a singolo binario e convogli a trazione diesel. Il servizio è dedicato prevalentemente al traffico di merci mentre il traffico di passeggeri è operativo solo nel tratto Montevideo – Canelones ed è assai poco utilizzato.
“Abbiamo un sistema del diciannovesimo secolo e dobbiamo raggiungere un treno conforme al ventunesimo secolo”. Questa la sintesi del ministro dei Trasporti Victor Rossi in una dichiarazione di alcuni mesi fa. Una vera e propria rivoluzione che trasformerà la rete ferroviaria nei prossimi anni.
Nel suo piano strategico di sviluppo 2017-2022, Afe ha previsto “importanti investimenti” in infrastrutture e “acquisto di materiale rotabile” con l’obiettivo di “modernizzare” il sistema ferroviario nel suo complesso. Ecco perché, come ha dettagliato il comunicato del gruppo FS, Afe ha richiesto la fornitura di oltre 200 carri che saranno adibiti al trasporto di cellulosa, cereali e ballast. Attualmente Afe starebbe valutando l’offerta inviatagli dall’Italia.
In base alle prime informazioni disponibili, è stata già individuata la prima linea da rinnovare, quella tra Paso de los Toros (dipartimento di Tacuarembó) e Montevideo. Su questo tratto verranno fatti i “primi interventi di potenziamento tecnologico ed infrastrutturale che permetteranno di alzare gli standard della linea e incrementare la velocità”. Le autorità hanno già iniziato il processo di espropriazione dei terreni su cui passa il tracciato in disuso da tanti anni.
Importante, come detto, è innanzitutto la velocità dei nuovi treni che “passeranno dai 20 chilometri orari a 80″. Il progetto di potenziamento ha un valore economico di circa 500 milioni di dollari secondo i dati di Fs. È previsto un trasporto annuale di cellulosa di circa 2 milioni di tonnellate all’anno.
Quello forestale è uno settori più importanti dell’economia uruguaiana, specialmente nell’interno, che genera circa 23mila posti di lavoro. Nel 1987 venne approvata una legge che stabiliva sussidi alle nuove piantagioni e, a partire d’allora, il settore è in forte crescita. Attualmente l’Uruguay possiede all’incirca 1,5 milioni di ettari di superficie forestale, la maggior parte con eucalipto. Una cifra che è cresciuta del 62% negli ultimi dieci anni considerato anche l’aumento della domanda a livello mondiale. Ogni anno, infatti, si piantano 20.000 nuovi ettari rispettando un programma che rende compatibile i boschi con gli allevamenti.

Di Matteo Forciniti per “Gente d’Italia

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento