Data odierna 19-08-2017

Il Governo sta indirizzando troppe attenzione e risorse agli immigrati in Italia dimenticando i connazionali all’estero. A sostenerlo è Edmondo Cirielli (FdI-An) che ha interrogato il Ministro degli...

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Cirelli interroga Alfano su lingua e cultura italiana

Il Governo sta indirizzando troppe attenzione e risorse agli immigrati in Italia dimenticando i connazionali all’estero. A sostenerlo è Edmondo Cirielli (FdI-An) che ha interrogato il Ministro degli esteri Alfano sulle criticità in cui versano le pratiche di cittadinanza e sulle risorse destinate alla promozione di lingua e cultura, queste ultime, per il deputato, indebitamente indirizzate solo alla Dante Alighieri.
“Il numero dei figli di italiani emigrati è cresciuto negli ultimi anni, arrivando a circa due milioni, con oltre 160mila pratiche in attesa”, si legge nella premessa. “Le richieste di cittadinanza italiana nel mondo, soprattutto in America Latina, sono 300mila, 116mila solo in Brasile; a spiegare la situazione è stato nei giorni scorsi il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro: “la nostra legge è così ampia e tollerante che il numero complessivo degli aventi potenzialmente diritto a vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana è di 80 milioni. Più degli abitanti odierni della Penisola”; dietro, secondo il sottosegretario, vi sarebbe “soprattutto il tentativo di garantirsi un passaporto europeo in un momento di difficoltà economiche e tensioni politiche e sociali”; si tratta di dichiarazioni gravi, – sostiene Cirielli – dal momento che una pratica per gli italiani di “sangue” deve superare più di una probatio e ci vogliono più di dieci anni perché vada in porto, mentre il governo tenta di assicurare ogni facilitazione ai figli degli immigrati in Italia attraverso lo ius soli”.
Il deputato aggiunge che “non esistono studi e analisi sulla maggiore integrabilità in Italia di figli di immigrati vissuti spesso in famiglie e comunità tutt’altro che integrate nel nostro Paese, rispetto a figli e nipoti di italiani emigrati all’estero che tengono alla cittadinanza italiana perché sentono di appartenere all’Italia”.
Sul fronte lingua e cultura “resta tanto da fare per la promozione della lingua italiana e nella supervisione dei programmi educativi; in particolare, da quanto si apprende, la gestione della promozione della nostra lingua e della nostra cultura nel mondo sarà affidata totalmente alla società Dante Alighieri”. Per Cirielli “si tratterebbe di un atto profondamente ingiusto a danno di una straordinaria e dinamica realtà associativa di enti e volontari, pluralista come orientamento politico e, per questo, meritevole di essere sostenuta e non distrutta”.
Quindi, il deputato chiede ad Alfano “se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, considerata la gravità degli stessi, quali urgenti provvedimenti intenda adottare, per quanto di competenza, per dare maggiori garanzie ai nostri connazionali residenti all’estero che portano nel mondo la nostra cultura e le nostre imprese, nonché per assicurare pluralità nella gestione della promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, e che le risorse destinate siano impiegate effettivamente per le comunità all’estero e non per finanziare l’insegnamento dell’italiano agli immigrati e ai clandestini”.

(aise) 

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Una risposta to "Cirelli interroga Alfano su lingua e cultura italiana"

  1. Donato says:

    La risposta non detta mi sembra evidente, Prima i stranieri poi possiamo occuparci anche dei cittadini italiani sparsi per il mondo…..Ma lui si e occupato di emigrazione e abbiamo visto i risultati, adesso si occupa di cultura…..Forse un altro disastro in vista…..

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