Data odierna 17-01-2018

PARIGI - Garantire la legalità del voto e la rappresentanza in Parlamento dei connazionali residenti all’estero. Queste, in sintesi, le “linee guida” che emergono dal documento sulla legge elettorale...

CIRCOLO PD DI PARIGI/VERSIONE INTEGRALE DOCUMENTO SULLA LEGGE ELETTORALE

PARIGI - Garantire la legalità del voto e la rappresentanza in Parlamento dei connazionali residenti all’estero. Queste, in sintesi, le “linee guida” che emergono dal documento sulla legge elettorale elaborato dal Circolo Pd di Parigi nella riunione del 28 gennaio scorso. Ne riportiamo di seguito la versione integrale.

“La discussione condotta in Parlamento in questi mesi sulla nuova legge elettorale “Italicum” permette di prendere in considerazioni possibili aggiornamenti delle modalità di voto nella Circoscrizione estero. Come Circolo PD Parigi, vogliamo approfittare dell’occasione che si apre per riflettere sulle attuali regole elettorali e proporre modifiche, che speriamo siano condivise con gli altri Circoli PD all’estero e con tutti gli organismi del PD Italiani nel mondo.
L’introduzione della Circoscrizione estero (12 deputati e 6 senatori), ormai una decina di anni fa, è stato un passo importante per l’estensione sostanziale dei diritti degli Italiani all’estero, nonché un fondamentale riconoscimento politico del loro ruolo di risorsa, al contempo come promotori dell’Italia all’estero e come fonte di stimolo per l’innovazione del nostro Paese. È stato un esempio seguito da molte altre nazioni, in Europa (come Francia e Portogallo) e nel mondo. La ripresa negli ultimi anni di un’emigrazione quantitativamente e qualitativamente importante conferma la validità e la lungimiranza di questa scelta politica e istituzionale.
Tuttavia, le polemiche emerse sulla regolarità del voto estero in occasione delle tre tornate elettorali (2006, 2008, 2013) duranti le quali il voto all’estero è stato permesso impongono una riflessione approfondita, affinché questo diritto fondamentale nonché strumento di rappresentanza per gli Italiani all’estero sia garantito e rafforzato. Illustriamo nei punti seguenti le linee guida per una riforma che vada in questo senso.
1. Garantire la legalità
Riteniamo sia fondamentale eliminare ogni rischio d’inquinamento in occasione delle operazioni di voto e di scrutinio: per questa ragione, le modalità attuali – voto per corrispondenza con plichi inviati a tutti gli iscritti AIRE, scrutinio centralizzato a Roma – devono essere riviste. Proponiamo nei punti seguenti le nostre proposte:
L’istituzione dell’inversione dell’opzione, con necessità per gli Italiani all’estero (iscritti AIRE o temporaneamente all’estero) di registrarsi in un Albo degli elettori della circoscrizione consolare di riferimento, come già sperimentato nelle recenti elezioni Com.It.Es., permetterebbe – oltre ad una significativa riduzione dei costi delle operazioni di voto – anche una maggiore attenzione alla legalità del processo elettorale, in quanto le schede elettorali messe in circolazione per posta sarebbero recapitate ai soli cittadini aventi espressamente fatto richiesta della scheda elettorale, riducendo il rischio di appropriazione delle schede stesse e di possibili frodi. E’ tuttavia necessario precisare che una tale modifica richiede regole e tempistiche certe ed adeguate, oltre ad una forte campagna di informazione fatta dai Consolati presso i cittadini all’estero o dalle istituzioni in Italia per i cittadini che si accingono a partire (ad es. Università nel caso di studenti/ricercatori in mobilità internazionale).
Affiancare al voto per corrispondenza – da mantenere per le realtà geografiche molto estese – dei seggi elettorali nei Consolati, come avviene già per le elezioni europee, permettendo al cittadino di esprimere – al momento della registrazione all’Albo degli elettori – la possibilità di votare per corrispondenza o al seggio. Facciamo notare che l’introduzione dell’inversione dell’opzione di voto permette di approntare un numero di seggi realisticamente proporzionale al numero dei votanti effettivi, contenendo in questo modo i costi di allestimento dei seggi.
Le modalità di scrutinio vanno rese più sicure, se necessario anche ripartendo lo spoglio delle schede in più luoghi sotto il controllo delle autorità con personale adeguatamente formato.
2. Garantire la rappresentanza
Il cambiamento importante del tessuto sociale dell’emigrazione italiana all’estero e un aumento considerevole di connazionali che emigrano, così come le modifiche introdotte nelle recenti riforme istituzionali, richiedono un adattamento delle regole elettorali e degli strumenti di rappresentanza per una migliore corrispondenza delle istituzioni con la realtà degli Italiani all’estero che si va delineando nei prossimi anni. Estensione del diritto di voto ai temporaneamente all’estero e riforma dell’AIRE: la variazione del tipo di mobilità internazionale dei nostri concittadini, spesso residenti nell’arco di pochi anni in più Paesi, e la frequentazione importante degli studenti italiani di programmi di studio e ricerca internazionale (Erasmus e simili) hanno portato all’approvazione in Parlamento nei giorni scorsi della norma che estende la possibilità di esercitare il diritto di voto anche ai temporaneamente all’estero per motivi di studio, lavoro o cure, non iscritti AIRE. Questa modifica della legge elettorale, molto attesa e più volte sollecitata, permette di dare, oltre alla garanzia sostanziale del diritto di voto, maggior voce alla cosiddetta “nuova emigrazione”, destinata peraltro ad aumentare significativamente nei prossimi anni.
Facciamo notare che tecnicamente l’introduzione dell’inversione dell’opzione (vedi sopra) permette la creazione di Albi degli elettori, aggiornati su base annuale o in base alle scadenze elettorali, nei quali registrare anche i cittadini che al momento delle elezioni si trovino temporaneamente all’estero e facciano esplicita richiesta di voto. Riteniamo tuttavia che l’estensione del voto ai temporaneamente all’estero abbia compimento e coerenza solamente se accompagnata da una conseguente riforma dell’AIRE, che introduca ad esempio un regime transitorio per coloro che si spostano all’estero per periodi brevi.
Riduzione dell’estensione delle Circoscrizioni elettorali: la realtà dell’emigrazione italiana all’estero è estremamente variegata da Paese a Paese, anche all’interno della sola Unione europea. Per questo, riteniamo che – a parità di numero di eletti in Parlamento – l’introduzione di circoscrizioni elettorali più piccole rispetto alle attuali macro-aree (Europa, Nord America, Sud America, Africa-Asia-Oceania) permetta ad ogni territorio di esprimere un parlamentare vicino e diretto referente per le problematiche locali (come peraltro già accade nel caso francese, dove ci sono 11 collegi esteri con una forte ripartizione per le comunità in Europa). Idealmente, riteniamo che andare verso un sistema di collegi uninominali senza espressione della preferenza, estesi – tenuto conto dei criteri di popolazione – su gruppi di due-tre Paesi, permetta una migliore rappresentanza politica degli Italiani all’estero.
Resta per noi aperta la questione del conteggio del voto estero per il calcolo del premio di maggioranza: riteniamo che, una volta garantita la legalità delle modalità di voto all’estero, sia necessario avviare una riflessione approfondita sulla possibilità di prendere in conto il voto degli Italiani all’estero nel calcolo del premio di maggioranza (a lista o coalizione) previsto dalla legge elettorale “Italicum”, tenendo ovviamente conto dei problemi legati ai possibili effetti distorsivi dovuti allo “ius sanguinis” ma garantendo al contempo l’uguaglianza sostanziale tra il voto dei cittadini residenti in Italia e all’estero.
Elezione di rappresentanti degli Italiani all’estero nel nuovo Senato delle Autonomie: la riforma Costituzionale in discussione alle Camere prevede il superamento del bicameralismo perfetto, e l’istituzione di un Senato delle Autonomie, con rappresentati eletti indirettamente e nominati dai consigli regionali. Laddove il nuovo Senato delle Autonomie dovesse essere competente su materie riguardanti le comunità italiane all’estero, chiediamo che in questo nuovo Senato siano presenti i rappresentanti degli Italiani all’estero, eletti indirettamente (ad esempio tramite il CGIE, o i Com.It.Es., o con meccanismo equivalente), coerentemente con l’impostazione del nuovo Senato.
Ci auguriamo che il presente documento, elaborato dal Circolo PD Parigi e indirizzato a tutti i Circoli PD all’estero, ai delegati dell’Assemblea estero, ai parlamentari PD eletti all’estero e al PD mondo, possa costituire una valida base di riflessione”. (aise)

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