Data odierna 22-08-2017

La riorganizzazione della rete consolare prevista dal Ministero degli Esteri è stata al centro della seduta del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato, convocato ieri dal presidente...

Chiusura consolati, Micheloni presenta al CQIE un documento di lavoro

La riorganizzazione della rete consolare prevista dal Ministero degli Esteri è stata al centro della seduta del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero del Senato, convocato ieri dal presidente Claudio Micheloni.

Richiamata l’audizione del viceministro Dassù che, l’8 agosto scorso in Commissione Affari Esteri aveva confermato la chiusura di 13 sedi consolari sui 14 annunciati – “salvo” al momento il Consolato di Capodistria – Micheloni ha presentato al Cqie un documento di lavoro che, ha spiegato, “contiene una proposta per un nuovo orientamento della rete diplomatica e consolare in funzione delle esigenze delle comunità italiane residenti all’estero, nel rispetto della revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi per i cittadini”.

Il senatore eletto in Europa e residente in Svizzera ha riferito ai colleghi del suo incontro con il Ministro Bonino, in missione a Berna l’11 settembre: in quella occasione, “ho avuto modo di illustrarle la mia proposta, nello spirito di un confronto costruttivo con il Ministero degli Affari esteri”.

Nell’illustrare il documento, Micheloni ha preso ad esempio il caso della Svizzera. “Per quanto riguarda i servizi alla comunità italiana residente, – ha detto – spostando il rapporto tra il personale di ruolo inviato dall’Italia e quello a contratto, al momento la percentuale è del 66 per cento del personale inviato dall’Italia, rispetto al 34 per cento assunto a contratto in loco, potrebbero ottenersi rilevanti risparmi di spesa. Rispetto alla proposta di chiusura di alcune sedi e uffici consolari, Neuchatel, Sion e Wettingen, annunciata dal Ministero degli Affari esteri nel luglio 2013, si potrebbe addirittura prevedere l’apertura di tre nuove sedi”.

Nel documento, ha specificato, “sono stati riportati solo i dati relativi alle realtà locali a me note: chiedo a tutti voi un contributo informativo concernente i dati relativi ai Paesi di destinazione dell’emigrazione italiana”.

Secondo Micheloni “sono numerosi i titoli di spesa su cui è possibile intervenire per ottenere risparmi significativi. Nei servizi per l’economia italiana all’estero è necessario definire il ruolo dell’ICE e il coinvolgimento delle Camere di commercio italiane nel mondo; attraverso la revisione dell’indennizzo di sede all’estero del personale, si potrebbero effettuare risparmi per alcuni milioni di euro all’anno; con un diverso ruolo attribuito ai consoli onorari e ai corrispondenti consolari – ha aggiunto – potrebbero essere assicurati maggiori servizi ai cittadini; infine, con il censimento degli immobili all’estero potrebbe essere avviata una riduzione dei costi per gli affitti e per il mantenimento degli immobili nonché una valorizzazione del patrimonio nazionale”.

Nel dibattito che ha seguito la relazione del Presidente, il senatore Pegorer (Pd) ha chiesto ulteriori informazioni sul futuro impiego del personale di ruolo in sovrannumero, previsto nella proposta avanzata da Micheloni, rilevando “la necessità di incrociare i dati relativi alla quantità e qualità dei servizi resi alle comunità residenti all’estero con le proposte di revisione della spesa”.

Per Dalla Tor (PdL) “i dati riportati sull’indennizzo per le sedi all’estero sono tali da suggerire una particolare attenzione alla questione, tenendo anche conto delle realtà di altri Paesi”, mentre la senatrice Manassero (Pd) ha sostenuto che “l’incremento del personale a contratto rispetto a quello di ruolo, seppur auspicabile, non deve comportare un aumento del precariato, in linea con gli indirizzi espressi dal Governo”.

Eletto in Nord America, Renato Turano (Pd), riferendosi al piano del Mae, ha sostenuto che “i criteri utilizzati per individuare gli uffici consolari da chiudere non sono molto chiari, come nel caso del consolato a Newark che serve un ampio numero di residenti e imprese e attività di import ed export con il porto Elizabeth”.

Ad avviso del senatore Claudio Zin, eletto in Sud America col Maie “non è chiaro il criterio di allocazione degli uffici consolari in America Latina che, con un esiguo numero di personale, devono corrispondere alle esigenze di collettività molto numerose”.

Rinviando gli approfondimenti sulla sua proposta ad una prossima seduta, Micheloni ha confermato ai colleghi che avvierà “i necessari contatti con il Presidente della Commissione affari esteri” Casini “per trattare le stesse questioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riorganizzazione della rete diplomatico-consolare e sull’adeguatezza e sull’utilizzo delle dotazioni organiche e di bilancio del Ministero degli Affari esteri”. (aise)

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