Data odierna 21-10-2017

“La normativa in vigore regala al MAECI la facoltà di ignorare in maniera del tutto legale il proprio personale a contratto in servizio all’estero. Ciononostante, il nostro Sindacato è riuscito,...

Adeguamenti salariali ai contrattisti del MAECI. Lo annuncia Confsal Unsa esteri

“La normativa in vigore regala al MAECI la facoltà di ignorare in maniera del tutto legale il proprio personale a contratto in servizio all’estero. Ciononostante, il nostro Sindacato è riuscito, ancora una volta, ad accendere un faro sulle fasce più deboli dei dipendenti MAECI”. Così il Coordinamento Esteri della Confsal Unsa, che commenta: “Finalmente!”.
“Abbiamo ottenuto adeguamenti salariali, anche se solo per una ventina di Paesi, a fronte della riduzione del 50% del budget ministeriale disponibile. La media degli aumenti ottenuti – chiarisce il sindacato – oscilla attorno al 6%, dopo mesi di estenuanti, interminabili e sfibranti colloqui bilaterali. Colloqui, poiché di trattativa sindacale non si può parlare, trattandosi di una categoria non assoggettata alla contrattazione sindacale. Abbiamo l’obbligo di dire grazie ad un Ministero che, legalmente, avrebbe potuto anche sbatterci la porta in faccia, grazie alle disposizioni di quel malaugurato d.lgs. 103 mai modificato dal 2000!”.
“Nulla da ringraziare alla Farnesina, invece, – continua la Confsal Unsa – per gli aumenti salariali negati ai colleghi in servizio in altrettanti Paesi come gli USA, la Francia, la Germania, l’Olanda, ma non solo. Purtroppo la lista è lunga. In questo caso, ci riferiscono che sarebbe stato il MEF a sbatterci la porta in faccia con il rifiuto di adeguamenti salariali proposti dal MAECI. Un rifiuto che fa ridere tutti, dai veri esperti ai dilettanti in materia di finanza pubblica. E allora – ironizza il sindacato – Medaglia D’oro Al Ministero Dell’economia E Delle Finanze! Ma vuoi vedere che, negando cinquanta euro in più al mese a quattro gatti in servizio da venti-trent’anni sulla rete estera e che non vedono un soldo d’aumento da 14/15 anni, ha salvato l’economia del paese e non ce ne siamo nemmeno accorti?”.
Tornando alla Farnesina, il sindacato concede: “i rappresentanti del nostro Dicastero hanno mantenuto la loro promessa: si sono veramente battuti come leoni nei confronti dell’Ufficio Centrale del Bilancio presso il MAECI. Come leoni, ma chiusi nella gabbia del domatore, spaventati dalla frusta e dallo sgabello! Ma attenzione: in questo caso vale il detto “Mal comune, mezzo gaudio”. L’umiliazione inflitta ai lavoratori in servizio in questi Paesi schizza anche su coloro che per etica e morale sono chiamati a difenderne i diritti nei confronti di altri dicasteri. Per questo motivo è ora chiaro, più che mai, che sono le norme in vigore a permettere a chiunque di trattare da pezzenti questa categoria di dipendenti!”.
“Ma noi – sottolinea la Confsal Unsa – non chiediamo elemosine e non permetteremo a nessuno, nemmeno al governo, sia di centro-sinistra, sia di Gentiloni, sia di sopra e di sotto e di qualsiasi altra compagine politica di violare la nostra dignità di lavoratori, poiché il rifiuto dell’adeguamento salariale, prima delle nostre tasche, tocca la nostra onorabilità! Signore e signori governanti, guardatevi allo specchio e non dimenticate che è proprio il malgoverno a costringere dozzine di migliaia d’italiani a lasciare il Paese per sbarcare il lunario all’estero. E sono proprio gli impiegati consolari, di ruolo e a contratto ad essere sottoposti a ritmi sfiancanti per accoglierne le esigenze, proprio in quei Paesi da voi stessi tagliati fuori dagli adeguamenti salariali”.
“Aspettatevi un autunno caldo e una primavera rovente”, preannuncia il sindacato. “Risponderemo alla noncuranza. Risponderemo alla sciattezza usata nei riguardi della gente onesta. Risponderemo all’umiliazione con tutto lo strumentario sindacale a nostra disposizione. E siamo certi che stavolta non saremo soli! Parte anche da questa certezza l’ennesimo appello ai nostri rappresentanti politici, soprattutto quelli eletti all’estero: Vogliate usare tutti gli strumenti parlamentari per cambiare norme che violano i più basilari diritti dei lavoratori, come la contrattazione per l’aumento salariale! Appoggiateci, nella difesa della dignità dei cittadini italiani e stranieri assunti all’estero dalle nostre rappresentanze diplomatiche e consolari! Gli italiani all’estero una voce in Parlamento l’hanno. È la vostra voce. Usatela. Per l’amor del cielo, usatela!”.

(aise) 

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