Data odierna 22-11-2017

“L’Unità d’Italia e la Donna. La storia, gli eventi, l’evoluzione familiare e sociale, il volontariato” è il tema del convegno, organizzato dal Coordinamento Donne Acli in Svizzera,...

A Lenzburg si parla de ‘l’unità d’ITALIA e la donna’ in un convegno del coordinamento donne ACLI Svizzera

“L’Unità d’Italia e la Donna. La storia, gli eventi, l’evoluzione familiare e sociale, il volontariato” è il tema del convegno, organizzato dal Coordinamento Donne Acli in Svizzera, che si terrà il 25 settembre prossimo a Lenzburg nel cantone Argovia.

“Se nasce femmina non andrà alla guerra”: nonostante il detto popolare in questi 150 anni di storia d’Italia le donne hanno combattuto ad armi pari in prima linea come patriote, brigantesse, partigiane ed infermiere a sostegno del lungo processo di unificazione.

Nel primo Ottocento le donne furono presenti in una prodigiosa varietà di atteggiamenti e di scelte coraggiose e innovatrici, tanto da segnare una decisa maturazione culturale e spirituale. Sebbene non ebbero visibilità nel processo diretto e nella vita esse consegnarono alla storia e al futuro dell’Italia un patrimonio di valori morali e civili che accompagnerà il faticoso percorso dell’Unità.

Sono tanti i nomi di donne italiane che collaborarono accanto agli uomini del Risorgimento, determinate a costruire un paese in cui riconoscersi e trovare espressione. Personalità diverse le une dalle altre, coraggiose al pari degli uomini, devote ai loro mariti e figli ma soprattutto all’ideale. Figure di spicco come Cristina di Belgiojoso, Carmelita Manara, Bianca Milesi, Jessie White Mario, Anita Garibaldi avevano svolto infatti un ruolo significativo.

Il numero delle donne che avevano partecipato alle iniziative di quegli anni è stato molto elevato. Si può dire che anche i gravi problemi cui all’indomani dell’Unità si trovò di fronte l’intera nazione riguardavano largamente l’universo femminile, come la miseria e l’analfabetismo che affliggevano le masse. Con la Prima Guerra Mondiale i posti di lavoro persi dagli uomini richiamati dal fronte vennero occupati dalle donne, nei campi, ma soprattutto nelle fabbriche. Con la fine della guerra, però, le donne accusate di rubare lavoro ai reduci, persero i loro posti di lavoro.

Il 2 giugno del 1946 le donne si ripresero la Storia: votarono per la prima volta in Italia e furono oltre dodici milioni. È stata una difficile conquista inseguita fin dai primi movimenti femministi. Da quel giorno potevano essere candidate e potevano esprimersi sui destini della nazione: quel 2 giugno si doveva infatti scegliere tra Monarchia e Repubblica e contemporaneamente eleggere l’Assemblea Costituente per disegnare la nuova identità istituzionale.

Organizzato da Maria Alonso-Ricci, responsabile Coordinamento Donne Acli Svizzera, insieme a Augusta Loretucci e Alfonsina Beti delle Acli Argovia e in collaborazione con il Circolo Acli di Lenzburg, il convegno del 25 settembre si svolgerà presso il Centro Cattolico Parrocchiale della città e sarà introdotto, a partire dalle ore 9.00 dalla responsabile Maria Alonso-Ricci. Seguiranno i saluti di: Gaetano Dell’Aquila, presidente Circolo Acli di Lenzburg, Giuseppe Rondinelli, presidente Acli Argovia, Ennio Carint, presidente Acli Svizzera, Francesco Onorato, coordinatore Patronato Acli Svizzera, e Paolo Vendola, direttore Enaip Svizzera. Quindi prenderà la parola, dopo il saluto degli ospiti e delle autorità locali, l’on. Franco Narducci, deputato del Pd eletto in Svizzera, che interverrà sul tema “Donne del risorgimento italiano, donne dell’emigrazione italiana nel mondo”.

Dopo la Santa Messa ed il pranzo, i lavori riprenderann nel pomeriggio con due relazioni: quella di Paola Vacchina, vicepresidente Acli Italia, su “Invisibili e forti: il contributo delle donne italiane all’Unità” e quella di Vania Alleva, vicepresidente USS, su “Il movimento donne in Svizzera e la parità. A che punto siamo e che significato ha per le donne immigrate in Svizzera”.

La giornata si chiuderà con i lavori di gruppo e le relazioni degli stessi.

Durante il convegno sarà possibile visitare, ad ingresso libero, la mostra fotografica di Sabrina Michiensi sui costumi e le donne dal 1861 a oggi.

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