Data odierna 21-08-2017

Sono iniziati alle 10.30 di oggi i lavori della Landsgemeinde dell’edilizia organizzata dai sindacati Unia e Syna. 800 lavoratori provenienti da tutta la Svizzera partecipano all’incontro per rivendicare...

Sono iniziati alle 10.30 di oggi i lavori della Landsgemeinde dell’edilizia organizzata dai sindacati Unia e Syna.

800 lavoratori provenienti da tutta la Svizzera partecipano all’incontro per rivendicare una maggiore protezione per gli edili. I partecipanti all’odierna Landsgemeinde definiscono le prossime tappe della campagna per il rinnovo del Contratto nazionale mantello.

Il Contratto nazionale mantello per l’edilizia principale (CNM) giunge a scadenza quest’anno. Il CNM è uno dei principali contratti collettivi di lavoro della Svizzera, disciplina le condizioni di lavoro di circa 100mila edili. Dal mese di febbraio i sindacati Unia e Syna e la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori negoziano il rinnovo del contratto. Le trattative sono tuttavia entrate in una fase di stallo e si profila un’escalation del conflitto.

Nello specifico, ciò che i sindacati rivendicano è una maggiore protezione: “l’edilizia – si legge in una nota – è in pieno boom e le cifre d’affari crescono di anno in anno. Le aziende edili realizzano grandi utili e agli edili viene richiesto il massimo rendimento. I tempi di consegna sono sempre più serrati e nei cantieri le pressioni lavorative continuano a crescere. Gli edili devono lavorare con ogni condizione meteorologica e la loro salute rischia di essere compromessa”.

“Gli edili attribuiscono la massima priorità all’aumento della protezione sociale o della tutela della salute nel nuovo Contratto nazionale mantello”, afferma Hansueli Scheidegger, responsabile del settore Edilizia del sindacato Unia, sintetizzando le rivendicazioni dei lavoratori edili.

Anche Ernst Zülle, responsabile dell’edilizia del sindacato Syna, illustra le rivendicazioni degli edili: “chiediamo una limitazione del lavoro temporaneo e del subappalto e vogliamo promuovere i rapporti di lavoro fissi. I lavoratori temporanei sono una massa manovrabile nelle mani degli impresari-costruttori”.

Da parte loro, gli impresari-costruttori mettono in dubbio il pensionamento a 60 anni e vogliono smantellare il CNM.

“Gli impresari-costruttori – prosegue la nota – vogliono un vero e proprio smantellamento delle condizioni di lavoro: mettono in dubbio il pensionamento a 60 anni, puntano ad un drastico peggioramento del contratto e chiedono che i salari minimi non siano più applicabili a numerosi edili. Vogliono inoltre poter dettare a loro piacimento gli orari di lavoro e ridurre la protezione in caso di malattia e infortunio. Le proposte degli impresari-costruttori sono un attacco frontale sferrato contro ogni edile. Nell’edilizia si va delineando un duro conflitto”.

Oggi i lavoratori edili definiscono le prossime tappe della campagna. Nell’odierna Landsgemeinde gli edili hanno discusso lo stato delle trattative contrattuali e definito le prossime tappe della campagna.

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