Data odierna 22-11-2017

IL SEGRETARIO GENERALE A MARGINE DEL CDP DEL CGIE – Dal 2006 gli italiani all’estero hanno guadagnato 18 rappresentantiin Parlamento e cominciato a perdere tutto il resto:il Governo deve ora...

IL SEGRETARIO GENERALE A MARGINE DEL CDP DEL CGIE

Dal 2006 gli italiani all’estero hanno guadagnato 18 rappresentantiin Parlamento e cominciato a perdere tutto il resto:il Governo deve ora dire chiaramente se è in atto una liquidazione totale del “mondo emigrazione” o no: questa, in sintesi, la chiave di lettura dell’attuale clima politico che Elio Carozza ha fatto sabato scorso in un incontro con la stampa a margine dei lavori del Comitato di Presidenza, riunito alla Farnesina dal giorno precedente.

Anche in questo Cdp, il Cgie ha preso atto del periodo “complesso e delicato” che investe tutto ciò che riguarda le nostre comunità residenti all’estero; “negli ultimi due anni, in particolare, abbiamo riscontrato una continuità sui tagli pari al 50% su tutti i capitoli di spesa. una cosa non di poco conto – ha commentato Carozza – se si considera che gli stessi sono stati operati su capitoli già ridotti all’osso”.
Ancora una volta, dunque, il segretario generale del Cgie ha parlato di un “livello allarmante” che a questo punto richiede una ferma presa di posizione: “dovremmo avere la forza di dire al Governo che elargire questi contributi è inutile. O si cambia registro o dobbiamo considerare “spreco” le risorse erogate quest’anno”.
Emblematico il caso dei corsi di lingua italiana: “sono diminuiti nel numero e sono state contratte le ore, dunque è ora di chiedersi che senso ha far studiare l’italiano un’ora alla settimana”. Stesso discorso per l’assistenza, sia diretta che indiretta: “polizze contratte e numero di beneficiari ridotto. Qua invece di andare avanti, torniamo bruscamente indietro”. Per il Cdp è ora delle analisi puntuali: “si devono valutare le esigenze dei connazionali indigenti Paese per Paese, ma anche continente per continente; perché? Perché non ha senso polverizzare quel poco che c’è. Ci sono enti in Europa che ricevono 400 euro l’anno: a che serve? 400 da una parte 1000 dall’altra e così via: soldi che tutti insieme potrebbero essere indirizzati ad un solo ente e premere affinché gli Stati Membri facciano fronte a determinate situazioni”.
Per capire lo stato dei fatti, Carozza ha riportato alcuni dati sull’assistenza indiretta forniti – in modo “eccellente”, ha tenuto a sottolineare – dalla Dgiepm: “dopo aver ricevuto richieste da circa 300 associazioni i Consolati hanno quantificato in 1 milione di euro le risorse necessarie. Ne sono stati erogati 150mila! Ecco perché – ha ribadito – è ora di passare alle analisi sulla condizione di ciascun Paese”.
Tante le questioni aperte all’ordine del giorno del Cdp che verranno discusse in plenaria, cui parteciperanno anche 22 giovani delegati per dare seguito alla I Conferenza loro dedicata: dall’informazione – per cui Carozza chiederà al presidente della I Commissione, Franco Siddi, di fornire il quadro completo di una situazione “simbolo dell’inerzia dell’amministrazione” – alle elezioni di Comites e, quindi, del Cgie – un punto, questo, su cui il Consiglio Generale non è disposto a cedere: il rinnovo deve essere fatto nel 2010 – fino alla riforma del voto all’estero. “Mai come nei giorni seguenti al caso-Di Girolamo si è parlato del voto all’estero così superficialmente non solo sulla stampa, ma anche da politici di primo piano”, ha commentato Carozza.
“Gli italiani all’estero sono onesti almeno quanto gli italiani in Italia, che rimane un Paese civile, democratico e rispettabile. Un Paese così non può metter in discussione tutto per qualche broglio. Noi diciamo “no” a queste forme liquidatorie: forse dovevamo capire due anni fa la centralità della questione-voto che “disturba” il nostro Parlamento che, quindi, lo attacca. Questa, per me, è la questione frontale cui fanno da corollario tutti i tagli che subiamo. È quindi ora di fare il punto: dal 2006 abbiamo 18 parlamentari, ma da allora sono cominciati i guai per le comunità; se guardiamo i fatti, nel momento stesso in cui ci aspettavamo di più, abbiamo cominciato a ricevere di meno. Noi combatteremo a sostegno del voto all’estero, per questo durante la plenaria chiederemo incontri con le Istituzioni affinché prendeva posizione sulla questione: dicano chiaramente se vogliono i 18 eletti all’estero o no”.
Un errore del Parlamento rimane l’aver voluto “mettere mano alla riforma di Comites e Cgie: da lì è iniziato un meccanismo perverso che ha portato a tutta una serie di considerazioni sul voto”; certo, che la legge Tremaglia vada perfezionata è fuori di dubbio, ma, ha ricordato Carozza, “il Cgie è stato il primo a sostenerlo nel 2006 quando segnalammo difetti e pericoli. Se quanto successo vuole essere preso a pretesto per eliminare il voto devono dircelo con chiarezza”.
Quanto al rinvio delle elezioni di Comites e Cgie, Carozza ha parlato di “intollerabile sospensione di un nostro diritto. Nella stessa relazione del Governo lettaci dal sottosegretario Mantica si mette in relazione la riforma con le elezioni: è ingiusto, è un abuso di potere da parte del Governo” anche perché “se aspettiamo che la riforma venga approvata, visto che è ancora in Senato, non voteremo neanche quest’anno. Cosa che non siamo disposti ad accettare: ecco perché – ha annunciato il segretario generale – scriverò a Mantica per chiedergli di esprimersi chiaramente alla prossima plenaria e farci sapere se voteremo o no. In caso affermativo – ha ricordato – le elezioni dovranno essere indette già a giugno; in caso contrario, il Consiglio generale, con i Comites e le associazioni dovrà prendere opportune iniziative per ricordare che le leggi vanno rispettate. Siamo disposti a tutto per andare alle elezioni. Rinnovati i Comites a prescindere dalla riforma, non ci sarà più tutta questa fretta e potremo prendere tempo per discutere un testo che abbia il consenso di tutti”.
Sui Consolati, nella relazione di Mantica inviata al Cdp sono stati confermati i dati forniti nell’ultima audizione in Parlamento. “Vorrei ricordare che in Parlamento sono state approvate risoluzioni in merito in cui si cita un tavolo di confronto che non è mai stato aperto dal Governo”, ha commentato Carozza. “Abbiamo preso nota del fatto che in alcune realtà, dopo la protesta di cittadini e autorità, il Governo abbia parlato di possibili sportelli consolari, di cui aspettiamo una definizione puntuale, per sapere quali competenze avrebbero”.
Dopo l’Assemblea Plenaria ad attendere il Consiglio generale c’è un altro grande appuntamento: la riunione in Italia degli organismi europei omologhi al Cgie, quelli, cioè. che rappresentano i cittadini europei che risiedono in un Paese diverso da quello d’origine. Dopo il primo incontro – svolto a Parigi nel 2008 – tocca a Roma: i lavori si terranno il 30 aprile in Senato, grazie alla disponibilità del Presidente Schifani. “La nostra intenzione – ha spiegato Carozza – è mettere il fiato sul collo alla Commissione Europea affinché l’Ue sia faccia promotrice della creazione di un organismo di rappresentanza consultivo per i cittadini europei che vivono fuori dal loro Paese d’origine – circa 20 milioni di persone”. Sarebbe, insomma, un “Cgie europeo”. Nell’incontro di Roma, i rappresentati lavoreranno ad un documento in cui, tra l’altro, si chiederà al Parlamento Europeo di ospitare il prossimo incontro.
Il Cgie, ha confermato Carozza, tiene molto al “fronte europeo”: “vogliamo contribuire – ha spiegato – a far sì che la coscienza europea sia più sentita dai cittadini degli Stati membri, perché dell’Ue si sa ancora molto poco. Questo perché si insegna poca Europa: secondo noi, invece, almeno i valori dell’Europa, prima ancora della sua storia, dovrebbero essere parte dei programmi scolastici di ogni ordine e grado”.
Infine, i 150 anni dell’Unità d’Italia. In proposito il Cdp ha deciso di inviare una lettera al Presidente Ciampi – presidente dell’Alto Comitato che organizza le celebrazioni dell’anno prossimo – per chiedergli se e come si intende coinvolgere le comunità italiane all’estero. “Ci piacerebbe vedere festeggiato il 17 marzo del 2011 in tutti i Paesi in cui risiedono gli italiani all’estero”. celebrazioni che ovviamente coinvolgerebbero Comites, CGie e associazioni, “ma soprattutto i giovani”, ha puntualizzato Carozza che nella lettera a Ciampi chiederà espressamente che questi ultimi vengano coinvolti anche in una importante manifestazione nazionale.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento