Data odierna 22-10-2017

SOLO 4 CANDIDATI HANNO RISPOSTO ALLA LETTERA APERTA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI -Una settimana fa “SOS Razzismo Italia” di cui il deputato del Pd eletto in America Meridionale, Fabio Porta,...

SOLO 4 CANDIDATI HANNO RISPOSTO ALLA LETTERA APERTA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI

-Una settimana fa “SOS Razzismo Italia” di cui il deputato del Pd eletto in America Meridionale, Fabio Porta, è membro fondatore, inviava una lettera aperta ai Candidati Presidenti delle Regioni indipendentemente dalla coalizione rappresentata, nella quale si chiedeva di condividere, promuovere e sostenere la battaglia dei diritti affinché le vittime di discriminazioni e di umiliazioni a causa del colore della pelle, della religione professata, del sesso, della provenienza, non restino isolate.

Nella lettera si proponeva di sottoscrivere il manifesto al quale hanno aderito ad oggi 4.630 cittadini (www.nontoccareilmioamico.net) e di dichiarare apertamente, nel proprio programma elettorale, la propria politica antirazzista, per prendere posizione contro la politica del degrado e del qualunquismo.
Delle tredici regioni interessate solo quattro hanno risposto all’appello: la Puglia con Nichi Vendola (PD), la Campania con Vittorio De Luca (PD), l’Umbria con Catiuscia Marini (PD) e Fiammetta Modena (PDL) e la Toscana con Francesco Bosi (UDC). Sos Razzismo si è detta dunque “rammaricata” per le mancate adesioni e ringrazia i cinque candidati presidenti firmatari.
“21 anni fa, il 7 ottobre 1989, in concomitanza con la prima grande manifestazione contro il razzismo nel nostro Paese è nata Sos Razzismo Italia”, si legge nelle lettera aperta inviata a tutti candidati. “Allora sembrava inopportuno adottare il motto della sorella francese touche pas a mon pote (non toccare il mio amico) ma, nel corso degli anni, ai “razzismi interni” fra Nord e Sud, si stavano sommando quelli verso le “culture altre”. Eravamo consci che non avremmo mai dovuto abbassare la guardia e, con coerenza, abbiamo promosso l’intercultura fra i giovani nelle scuole, la conoscenza dei diritti nei posti di lavoro, la solidarietà nei quartieri periferici delle nostre grandi città”.
“Oggi, questa nuova “aggressione razzista”", scrive Sos Razzismo, “avallata da rigide prese di posizione governative in merito soprattutto all’immigrazione, è passata dall’indifferenza verso la diversità a forme dichiarate di razzismo verso l’altro, un razzismo differenzialista, ma anche un razzismo istituzionale, che si manifesta troppo spesso in modo violento. Oggi l’immigrato rappresenta il capro espiatorio, responsabile e causa di ogni disagio! I gravi fatti di Rosarno da una parte, e quelli di Milano e Roma dall’altra, ne sono la testimonianza lampante”. “Ciò che ci proponiamo”, si legge ancora nel testo, “è di riprendere in mano, risolutamente, la battaglia dei diritti, identificando una serie di obbiettivi strategici che consentano a tutti di recuperare il senso e la percezione della gravità della situazione per non assimilare il problema del razzismo con quello dell’immigrazione, giustificandone ogni tipo di violenze, per non accettare leggi inadeguate e discriminanti, impedire espulsioni indiscriminate e respingimenti senza verificare la fuga da persecuzioni (come ha denunciato Navi Pillay in violazione del diritto internazionale, per ben 92 volte l’Italia è stata richiamata!), per non accettare una presenza a punti, per non sopportare tetti scolastici limitativi e classi separate, per non permettere che il genitore irregolare vada espulso anche se in Italia ha figli che frequentano la scuola (facendo di fatto prevalere l’esigenza di garantire la tutela della legalità alle frontiere sul diritto allo studio dei minori) e per non ritenere più adeguata una cittadinanza legata al solo vincolo sanguigno”.

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