Data odierna 11-12-2017

BERSELLI-BALBONI (PDL) E CASELLI (PDL) Come annunciato dal presidente Vizzini a margine dell’audizione del sottosegretario Mantica, questa settimana la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha...

BERSELLI-BALBONI (PDL) E CASELLI (PDL)

Come annunciato dal presidente Vizzini a margine dell’audizione del sottosegretario Mantica, questa settimana la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha calendarizzato i disegni di legge volti a modificare il voto all’estero. I ddl al momento sono tre, presentati dall’eletto all’estero Juan Caselli (Pdl), dai senatori del gruppo UDC-SVP-IS-Aut, Oskar Peterlini e Manfred Pinzger, e da altri due del Pdl, Filippo Berselli e Alberto Balboni. Tante le cose che li accomunano: in primo luogo il fatto che sono stati presentati nell’ormai lontano 2008!

Dunque, a distanza di un anno e mezzo, arrivano finalmente in Commissione, anche se non è dato sapere quando inizierà l’effettiva trattazione. Tutti, poi, mettono in discussione non il diritto di voto, ma solo le sue modalità, prevedendo il ribaltamento del diritto d’opzione (Peterlini) o l’abolizione del voto per corrispondenza, a favore di quello nei seggi (Berselli e Caselli). Il senatore eletto in Sud America, poi, prevede il termine minimo di 5 anni di residenza all’estero come propedeutico alla candidatura.
L’iter congiunto dei ddl inizierà dalla sede referente. Per tutti sarà obbligatorio il passaggio nelle commissioni affari esteri e bilancio per i relativi pareri.
Nella presentazione del testo Peterlini e Pinzger spiegano che il loro ddl “prevede una inversione del diritto di opzione che, anzitutto, deve essere esercitato entro un termine e con modalità definite e consiste nella facoltà concessa al cittadino residente all’estero di esprimere la preferenza per il voto nella circoscrizione Estero. La sua mancanza comporta che l’esercizio del diritto di voto avvenga in Italia, in una delle circoscrizioni nazionali”. Dunque chi vuole votare per i candidati della circoscrizione estero (sempre per corrispondenza) lo deve comunicare ai Consolati “entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura”. Il diritto d’opzione va esercitato per ogni singola tornata elettorale. Sarà poi cura del Mae comunicare al Viminale i nominativi degli elettori che hanno esercitato il diritto di opzione per il voto.
Berselli e Balboni, invece, con il ddl intendono eliminare il voto per corrispondenza a favore di quello nei seggi da allestire “non solo presso i nostri consolati, ma anche presso gli Istituti di cultura, le scuole italiane ed altri locali utilizzati dallo Stato italiano, escludendo che i seggi stessi siano ubicati presso sedi di partiti politici o di organismi sindacali, italiani o stranieri, ovvero in edifici destinati al culto o ad attività industriali o commerciali”. Nell’articolato, quindi, si prevede l’eliminazione di tutte quelle parti della Legge Tremaglia in cui si parla di plichi, buste e materiali.
Dal canto suo, Caselli propone l’istituzione di “vere e proprie sezioni elettorali, sul modello di quelle esistenti in Italia, utilizzando strutture decentrate ed appropriate che offrano la possibilità a tutti gli elettori di esercitare il loro diritto di voto; la nomina di presidenti di sezione dei funzionari del Ministero degli esteri che sappiano garantire la doverosa neutralità; gli scrutini in loco; rendere i consolati italiani (tramite l’ufficio consolare elettorale) responsabili della legalità e dei controlli sulle operazioni di voto e di scrutinio, e della trasmissione dei dati in Italia” e, infine, il dovere di “effettuare le operazioni di voto negli stessi giorni e orari di quelle sul territorio nazionale, dalle quali differiranno naturalmente a causa della diversità di fuso orario”.

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